Re-cache delle pagine web

by francesco 1.1K views0

Ultimamente durante il mio corso SEO individuale ho trattato un argomento abbastanza centrale nella riflessione sul posizionamento organico: la differenza nel re-cache fra homepage e contenuti interni. Visto che l’argomento è alla base di tutti i lavori “on page”, mi sembra una buona idea scriverci qualcosa sopra.

Come sai già, il comando “cache:www.nomesito.estensione” su Google, restituisce la visualizzazione della copia cache del contenuto richiamato, provvista della data in cui tale copia è stata registrata o come preferisco dire “assorbita” negli indici del mostro. Tale assorbimento avviene più frequentemente per le homepage nei siti web verticali (ad es. aziendali) e per i contenuti interni come i blog post nei siti web di impianto orizzontale. Su questo c’è da dire che intanto in entrambi i casi, per i contenuti già indicizzati non è vero che il bot passa sul contenuto in questione solo all’atto di riassorbirlo, ma in effetti la scansione è molto più frequente, in quanto Google, prima di re-indicizzare un contenuto deve decidere se ne vale la pena e lo fa in base a due parametri:

 

  1. (vecchio e intramontabile) page rank
  2. frequenza di modifica del contenuto in questione

 

Il re-cache quindi sarà tanto più frequente quante più scansioni consecutive di Googlebot segnaleranno differenze nella pagina (puoi vedere la frequenza di scansione attraverso gli strumenti per i webmaster) e visto che il riassorbimento molto frequente è una delle chiavi del posizionamento organico, nasce l’esigenza di fare in modo che i nostri contenuti in qualche modo prendano vita e cessino di essere quei blocchi granitici che abbiamo realizzato 16 anni fa e lasciato sul web a svernare!

 

Imprenditore ipotetico: “Ma la mia homepage non può cambiare, ci sono i servizi che la mia azienda offre, quelli sono!”

Io: “Non devi per forza cambiare attività per aggiornare la tua homepage, basterebbe che tu facessi l’unica cosa in grado di offrire ai tuoi utenti uno straccio di motivo per tornare sul tuo sito web: metti le news!”

Google è progettato per funzionare come l’utente medio, no? Se all’utente medio non fornisci aggiornamenti sulla tua attività, come ti aspetti che torni a trovarti?

Una volta chiarito questo, per produrre cambiamenti continui sulla homepage di un sito web verticale come ad esempio un portale aziendale, si possono fare le seguenti cose:

 

  1. SMO: la social media optimization intesa come facebook fanbox o twitter wall con i tweet che scorrono ecc. (li vedi qui a destra anche sul mio blog), producono micro-variazioni continue, che il bot può percepire al suo passaggio, insomma un input che comincia a far sciogliere il ghiaccio.
  2. Un blog interno: Sempre più in auge e declinabile a seconda delle necessità che (diciamolo) vanno sempre gestite con un piano editoriale che tenga conto della SEO copywriting e dell’ingaggio sui social networks. I titoli dei contenuti devono essere richiamati nella homepage come link al contenuto stesso.

 

Agendo in questo modo, dando cadenza rigorosa alla pubblicazione, analizzando giorni e orari di maggiore ingaggio, tanto sui social quanto proprio su Google Analytics, avrai praticamente messo a posto la tua strategia SEO per quanto riguarda le attività on page (di link building in questo post non parliamo).

Chiaro? Ok, allora lasciami la mail che ti giro la fattura 😉