Landing page e ottimizzazione SEO

by francesco 2.1K views0

Le landing page sono pagine di “atterraggio”. Vengono utilizzate per finalizzare un progetto web. Servono sostanzialmente per far compiere un’azione agli utenti che ci finiscono sopra. Se leggi l’ultimo libro di Andrea Saletti, quello di Luca Orlandini o per restare sul classico quelli di Steve Krug, troverai un sacco di dritte su come gestire la comunicazione di queste pagine per massimizzarne l’efficacia comunicativa in termini di conversione.

Ma come vanno affrontate lato SEO? Devono essere inserite nella struttura di navigazione? Devono trovarsi nel menu principale, nel footer oppure apparire di quando in quando nel body text? E se invece non dovessero proprio essere linkate dal sito web? Insomma, come fare?

Distinguiamo i casi:

e-Commerce con (tanti) prodotti

Spesso in presenza di e-commerce con decine di migliaia di prodotti si tende a sviluppare landing page del tutto esterne alla struttura di navigazione. Pagine “orfane”, vale a dire non raggiungibili dal sito stesso. Questo artificio si adotta perché spesso le landing page vengono epurate da link verso altre pagine. Si crea in sostanza un “clone” senza menu della pagina interessata, dunque per evitare sovrapposizioni con contenuti identici già presenti sul sito web, si preferisce evitare che queste pagine siano linkate dalla struttura e come ulteriore misura di sicurezza si aggiunge al codice sorgente di queste un tag <link> con attributo canonical da far puntare alla pagina copiata, normalmente raggiungibile dal sito.

Tutto questo serve a rispettare la classica forma “buy or die“, declamata dai tanto amati santoni d’oltreoceano, super esperti di conversioni e indubbiamente rispettabilissimi. Tanti colleghi mettono la mano sul fuoco rispetto all’idea che le landing page debbano essere sempre esterne al sito web e non debbano lasciare alcuna scelta agli utenti. E in effetti sui grandi numeri funziona, ma solo perché il web è un maledetto tritacarne.

Aziende con pochi (pochi pochi) prodotti

Se il sito web che curi vende quattro o cinque prodotti tutti dello stesso tipo, allora puoi pensare di tenere le landing page nella struttura di navigazione principale (main menu) senza che i guru americani si risentano troppo.

In casi come questi i link nel menu principale possono coincidere proprio con i prodotti/servizi che offri. Gli utenti in arrivo sul sito web potranno facilmente spostarsi da un prodotto all’altro e scegliere quello più adatto al loro caso senza disperdere troppo l’attenzione. Questo modo di concepire le landing page si sposa bene con la struttura a silos, infatti puoi collegare la singola pagina prodotto ad articoli di approfondimento che forniscono guide e risorse per l’utilizzo. Tali articoli saranno raggruppati per compartimento e raggiungibili unicamente dalla pagina prodotto corrispondente.

Sito monoprodotto

Il caso limite del sito monoprodotto può essere gestito senza creare landing page esterne. In effetti se il prodotto è uno soltanto, tutto il modello di business girerà intorno ad esso, quindi la pagina che lo descrive può coincidere con la homepage. Dirò di più, in caso di prodotto/servizio unico, il sito web può essere sviluppato come one page site o sito monopagina. Magari prima di metterti a cercare template per siti monopagina valuta se nel tuo caso è la soluzione migliore, perché magari il prodotto che offri può richiedere più pagine di approfondimento per ottenere la rilevanza utile al posizionamento, ma in linea di massima in questo caso mi sento abbastanza sereno nell’affermare che non sarà MAI opportuno usare landing page esterne.

Cosa penso io delle landing page

In aperta contrapposizione con i dogmi imperanti da quasi due decadi, io penso che se c’è bisogno di escludere una landing page dalla struttura di navigazione vuol dire che la struttura è dispersiva di suo. Piuttosto che creare queste pagine orfane – che per altro a sponsorizzarle costa di più – migliora la struttura dei menu (main, top, sidebar, bottom) evitando di proporre rimandi a pagine del tutto insignificanti o decontestualizzate rispetto a quella su cui ci si trova. Se le tue sidebar puntano link ai commenti recenti, è normale che devi fare le landing page esterne, chiaro il concetto?

Altro punto su cui mi sto battendo da una vita: ma perché gli aspetti di comunicazione inerenti le call to action devono essere approfonditi solo per le landing page? Non sarebbe meglio provare a suggerire una o più azioni precise in ogni pagina del sito? Le call to action non servono solo per finalizzare un acquisto, ma anche per muovere traffico verso un articolo “realmente” pertinente, per invitare al contatto telefonico, per consentire di scaricare una risorsa e via dicendo.

Trasforma il tuo sito web in una rete di strade ben collegate tra loro e tutte finalizzate al tuo modello di business… e vedrai che non ci sarà bisogno di creare pagine orfane. Basta con gli orfani, viva la famiglia!

Fai del tuo sito una grande multipagina d’atterraggio.