SEO e ricerca vocale

by francesco 1.676 views0

Come si ottimizza un sito web per la ricerca vocale? Credo sarà la prima domanda che farò a Google in modalità vocal search non appena mi ritroverò a brandire un telefonino techno chic.

Intanto domandiamoci quali siano le differenze tra la vocal search e ricerca tradizionale, soprattutto come impattano queste differenze nel modo in cui facciamo ottimizzazione seo?

Nel 2013 la mia attenzione venne catturata da un video trovato sul Search engine journal, in cui si vedevano questi giovani dipendenti Google, paciosi in modo fastidiosissimo, felici come le pasque di testare la ricerca vocale con i loro Google glass nuovi fiammanti. A parte l’ammirazione, accompagnata da una leggerissima, impercettibile punta d’invidia, mi misi a riflettere due minuti sulla ricerca vocale e capii che fondamentalmente avrebbe viaggiato su di un binario parallelo a quello della ricerca classica, senza interferire con essa rispetto al nostro lavoro di ottimizzazione SEO.

 

Perché?

Quando ti trovi davanti al computer, sei abituato a fare ricerche scrivendo una query nella search bar di Google. Succede circa tre miliardi di volte al giorno.

La domanda che mi sono posto guardando il video è forse la più importante per comprendere le direzioni dell’ottimizzazione seo per vocal search:

 

Perché dovrei usare la ricerca vocale?

Un buon motivo di crescita per la ricerca vocale è l’aumento del numero di utenti che trascorrono “tutto” il loro tempo connessi a internet da periferiche mobile, compresi gli occhiali (peccato non vengano più prodotti) appositamente concepiti per tirare le testate nel muro mentre ti chiedi come si traduce “pavone” in inglese.

Ma quel tipo di ricerca è concepita per funzionare in modo one shot, cioè “domanda / risposta”: dove si trova il teatro S.Carlo? Quanti gradi ci sono oggi a Lecce? Come si chiama il protagonista de La grande bellezza? In questo caso Google funziona come una via di mezzo tra il grillo parlante, il genio della lampada e l’aiuto da casa.

Fantastico, però tantissime ricerche organiche rimangono di carattere speculativo.

 

La ricerca organica è spesso speculativa

Se gli utenti mobile per forza o per approccio, prendono per buona la prima risposta fornita, dall’altra parte quelli che siedono davanti al computer hanno spesso tutto l’interesse a interagire da tastiera raffinando la query, navigando tra pagine diverse, visitando più contenuti di più siti, finché non trovano il risultato migliore secondo le loro necessità.

Questo tipo di ricerca esisterà sempre, o per lo meno fin quando “ci si siederà” davanti al computer, e sarà su queste che noi SEO continueremo a lavorare sviluppando le logiche attuali.

C’è da dire che limitare la ricerca vocale alle query più immediate non rende giustizia ad una tendenza che vede aumentare un po’ tutti i tipi di ricerca mediante il solo utilizzo della sola voce, ma le ricerche vocali più complesse a veder bene coincidono con ciò che avresti scritto nella search bar, quindi credo che pur con approssimazione si possa utilizzare la dicotomia:

“domanda immediata –> ricerca vocale”

“domanda complessa –> search bar”

 

La vocal search è un’altra cosa

La ricerca vocale si basa su due aspetti cardine, la capacità di riconoscere il linguaggio umano (per nazione) e quella di capirne il senso in termini di richiesta precisa. Per assolvere a questo secondo imperativo, Google ha messo in piedi un motore semantico avanzatissimo programmato per fornire “la risposta”, non la migliore in termini soggettivi, ma in senso assoluto. Se dai un occhiata al mio secondo studio sul traduttore, puoi farti un’idea di come in questo momento Google traduca in ogni caso ciò che gli dai in pasto, anche se usi termini sbagliati o commetti errori forzatamente. Se fino al 2015 Google si limitava a non prendere in considerazione ciò che non capiva (non lo traduceva neanche), adesso lo fa comunque. Questo meccanismo non è direttamente collegato alla ricerca vocale, ma restituisce la cifra del grado di avanzamento delle tecnologie a intelligenza artificiale… e di quale sia il loro potenziale.

Per ottenere risultati migliori rispetto alle future ricerche vocali su temi più speculativi, una buona mossa è sviluppare con cura i dati strutturati per le pagine del tuo sito web, creando etichette virtuali univoche su definizioni, locazione, percorsi e attributi riconducibili alla ricerca mobile, senza tralasciare le specificazioni relative alle tue pagine più spesso raggiunte dalla classica web search, spesso marcate in modo troppo scarno e incapace di ridurre l’incertezza data a monte dal dover riconoscere e interpretare il linguaggio umano. Ogni tanto a tale scopo confronto le marcature semantiche sulle pagine web che studio e le trovo estremamente povere di attributi rispetto a tutti quelli disponibili per ciascuna famiglia (tipo) di pagina. Insomma, si può fare molto di più e molto meglio di così.

Nel video provo a spiegarmi meglio:

Al di là delle query legate alla mobilità è possibile che un giorno la ricerca testuale e quella vocale finiscano per coincidere. Avverrà quando utilizzeremo computer fissi e periferiche mobile per fare esattamente le stesse ricerche.

Che dici, capiterà? È già successo?