Come strutturare un sito web per la SEO

by francesco 2.630 views1

Se stai strutturando il tuo blog personale o il primo sito web legato alla tua attività commerciale, eccoti una piccola checklist con tutti i primi spunti per cominciare a pensare come chi si occupa di SEO.

Fai attenzione al modo di ragionare, perché in questo caso ci aiuterà a fare ordine e proporre le nostre attività seguendo uno schema logico coerente.

 

Posseduti da WordPress

Fai molta attenzione ai CMS e principalmente ai temi (precotti) dei CMS. Quando strutturi il tuo primo sito web devi partire da una tabula rasa, non dai contenuti d’esempio del tema wordpress che ti è sembrato più vicino a quello che vuoi comunicare. Perdonami la banalità, ma certe scorciatoie sono molto pericolose, soprattutto se poi vai online dimenticando di rimuovere TUTTI i contenuti d’esempio. Il web è pieno di testi di tipo Lorem ipsum, perché le persone hanno fretta di conquistare il mondo.

 

Gestire gli archivi

Gli archivi sono molto spesso “IL” problema della SEO. Per evitare di finirci impantanato basterebbe progettarli a monte (sì, anche quelli per tag). Se stai costruendo un blog o un giornale, evita di andare online con categorie vuote o tag che contrassegnano un solo articolo. Ti suggerisco di fare keyword research per individuare i titoli da assegnare agli archivi come pure quelli del piano editoriale. Non dimenticare che qualcosa i testi con la SEO c’entrano. Ricorda di non deindicizzare le sottopagine degli archivi, diversificane titoli e descrizioni aggiungendo i numeri di pagina e assegna un tag link canonical autoreferenziale a ciascuna paginazione.

 

Quali pagine devono fare traffico?

Che sia un blog o un sito web aziendale, devi avere delle pagine obiettivo. Queste pagine devono prendere link dalla homepage e dai principali contenuti di approfondimento. Nella Search Console puoi trovare la voce Link interni che mostra tutte le tue pagine web organizzate da quella che riceve più link interni a quella che ne riceve di meno. Se più o meno tutte le pagine del sito ottengono lo stesso numero di link, siamo in presenza di una struttura schiacciata in cui mancano vertici, pertanto nessuna pagina verrà ritenuta più rilevante di altre.

 

Contesto di navigazione

La condizione appena descritta viene amplificata nella misura in cui ogni pagina e sempre raggiungibile da tutte le altre per mezzo di link nei menu, in sidebar o in altra posizione strutturale. In questo caso viene meno il contesto di navigazione ipertestuale, che si compone di percorsi esclusivi e non generici. Per capirci, se la pagina A riceve link dalle pagine B, C, D… Z allora non esiste un legame particolare tra la pagina B e la pagina A, ma se quest’ultima riceve link solo dalla pagina B e non dalle altre, stiamo dicendo a Google e agli utenti che esiste una connessione particolare tra le due pagine web e tale connessione merita attenzione.

 

Il flusso di page rank

Si dice che il link juice debba essere lasciato libero di fluire per tutte le pagine in tutte le direzioni. Secondo quest’idea imperante nella riflessione SEO, utenti e bot devono poter navigare i contenuti in lungo e in largo e raggiungere il maggior numero possibile di pagine da qualunque punto dello stesso sito. Secondo me questo principio è solo apparentemente logico, ma in realtà è controproducente e fallace anche rispetto alla web usability, non solo strettamente lato SEO. Se un utente arriva da Google su una pagina del mio sito web che parla di fotografia business, può darsi che gli interessi quell’argomento, dunque perché dovrebbe poter arrivare da lì anche sulla pagina che parla di campagne AdWords? A certe condizioni è meglio dividere internamente un sito web in compartimenti quasi isolati e ben contestualizzati secondo la logica del silo. Se proprio l’utente vuole cambiare argomento sarà capace di ripartire dalla home o utilizzare il search box.

In base a questa logica il mio consiglio è dividere il tuo sito web in grappoli di contenuti. Ciascun grappolo sarà raggiungibile dalla home e certamente i singoli grappoli potranno essere comunicanti tra loro, ma non completamente, solo in modo strettamente contestuale, con un link interno messo a mano, quando ci vuole.

In questo modo il page rank, cioè i valore che si trasmette di pagina in pagina attraverso il link non sarà più ricorsivo, ma stanzierà sulle pagine obiettivo, quelle centrali, trasferendo via via su di esse la spinta utile a fare posizionamento su Google.

 

Conclusioni

A queste condizioni, e a patto di avere contenuti coerenti con la struttura e non ridondanti, vedrai il tuo sito web posizionarsi sempre meglio anche senza fare link building. Viceversa, ti ritroverai per le mani un sito web che ne disperderà come una barca piena di buchi. In quel caso i link dall’esterno saranno poco più che una pezza per tamponare le falle di una struttura dispersiva.

Ma che catastrofista questo Francesco Margherita!

  • Ciao questo articolo è così prezioso che lo dovrò analizzare in un secondo momento per estrarne per bene tutti i consigli.