Sottodominio o sottocartella, tutta la verità!

by francesco 4.6K views7

È meglio mettere un blog interno sul secondo livello in una sottocartella, quindi sul dominio principale o su terzo livello? Qual è la soluzione migliore in termini SEO?

Per dirla tutta, mi spiace sentire i miei colleghi SEO discutere quasi infastiditi dell’ultimo whiteboard friday del vecchio Rand. Più in generale, trovo poco attente le riflessioni di chiunque prenda posizioni nette quando si parla di SEO. È vero che la deriva relativista è preoccupante, ma prima delle certezze ci sono i test. E i test sono un problema, se leggi quest’articolo capirai perché.

Contenuti di approfondimento come quelli ad esempio di un blog aziendale, ottengono performance migliori in termini di ranking quando sono presenti in una sottocartella rispetto a quando si trovano su terzo livello. Questo succede nei test di Fishkin, come in quelli di altri eccellenti SEO italiani. 

Problema n°1: come sono fatti questi test?

Problema non da poco, perché qui non si parla mai di veri test, ma di case study, vale a dire: mi sono trovato in questa situazione, ho spostato i contenuti da sottodominio a sottocartella ed ho visto il traffico crescere. Intanto potrei dire che è naturale un aumento di traffico quando nello stesso dominio all’improvviso aumenti la volumetria di contenuti del 300%, ma al di là di questo, la domanda è un’altra, più specifica: 

i singoli articoli, una volta spostati nella famosa sottocartella, si posizionano meglio?

Se la risposta è affermativa, allora la domanda seguente è semplicissima: perché?

Se stai pensando che il ranking cresca perché i singoli articoli beneficiano del trust del dominio principale, allora dovrai ammettere che Aranzulla sia riuscito a sbancare Google senza contare sul Trust di Virgilio, perché il suo celebre blog è (guarda un po’) proprio su sottodominio.

Al centro di tutto, i link

Sì, hanno ragione i SEO che osservano come al centro di tutto ci sia la struttura dei link interni. Nello spostare un blog dal terzo livello al dominio principale, stai essenzialmente assicurandoti la massima integrazione ipertestuale di questi contenuti con quelli business. Nell’integrazione piena i percorsi di navigazione si fanno più definiti e il bot può scansionare l’architettura dei contenuti senza interruzioni, senza salti. 

Eppure il terzo livello può avere una marcia in più!

Chi generalmente sposta un blog interno da un sottodominio ad una sottocartella, può riscontrare un aumento di traffico e un miglioramento nei posizionamenti. Questo avviene perché probabilmente non si è curata la struttura dei link in modo che dal terzo livello verticalizzasse opportunamente sul dominio principale.

Aranzulla questo lo ha fatto. Per dire…

Quando può convenire strutturare un blog di terzo livello?

In base a quanto ho detto fin ora, a patto di stare molto attenti alla struttura dei link interni, la risposta è “quando vuoi”, ma se non sei un esperto, ho provato a immaginare alcune variabili da tenere in considerazione che potrebbero facilitarti la scelta.

  • Volumetria

Se il tuo sito web vende pochi servizi o prodotti o comunque è di piccole dimensioni, quindi ha pochi contenuti, tenderei a inserire un blog interno o in genere contenuti di approfondimento in una sottocartella.

  • Pertinenza

Se una stessa azienda presenta rami molto distanti tra loro (es., Yamaha produce motociclette e strumenti musicali), allora terrei le aree separate.

  • Rilevanza

Potremmo evitare di tenere nello stesso dominio contenuti business centrali e archivi per categoria o per tag ottimizzati per le stesse parole chiave, così eviteremmo fenomeni di cannibalizzazione. In questo caso opterei per un terzo livello e ne sfrutterei il potere di spinta prodotto dal link in quanto tale.

Conclusioni

Dal momento che di test se ne fanno pochi, ma piacerebbe leggere (e far leggere) le tue testimonianze, quindi coraggio, raccontaci qualcosa di più del solito grafico da pistola più veloce del web!