SEO Semantica, un esempio concreto

by francesco 2.9K views0

Nella speranza di far cosa utile per la comunità dei SEO a cui appartengo, spiegherò la strategia semantica basata sull’individuazione di un concetto latente. Algoritmi LSA ed LSI. Mettetevi comodi. 😉

Cosa c’è nel campo semantico di rilevanza per Google per una parola chiave? Diverse secondarie legate ai fattori contestuali, cioè tutte le keyword che Google valuta pertinenti rispetto alla principale.

Domanda esplicita

Tutti i miei concorrenti, per posizionare una keyword, lavorano creando contenuti quanto più rispondenti nel merito della questione. Per fare questa cosa devi fare così, poi così e infine colà. Meglio sono fatti questi contenuti, meglio si posizionno. Se poi il sito su cui si trovano è popolare, tanto meglio.

Domanda latente (algoritmo LSA)

Trovare la domanda latente è la parte più difficile di questo processo. In pratica devi ascoltare il web (puoi usare i software specifici per l’ascolto delle conversazioni online) e cercare di comprendere qual è la domanda a monte, quella che non viene espressa relativamente a una keyword, ma per la quale si trovano già ovunque disseminate una serie di rappresentazioni sociali.

Se i siti web che competono in serp per una keyword specifica fanno di tutto per rispondere nel modo più completo alle domande espliciterispetto a quell’ambito di ricerca, quello che occorre fare è individuare le domande latenti, che (quando ci sono) si trovano espresse sotto forma di rappresentazioni sociali in blog e forum di settore. Sono leproblematiche diffuse e condivise di cui si discute intorno alla chiave di ricerca su cui si compete.

Individua un concetto

A questo punto occorre individuare un concetto, più specificamente un sostantivo, che definisca univocamente tutte le rappresentazioni sociali di un problema diffuso. Tale concetto non rientra (ancora) nel campo semantico che Google considera rilevante rispetto alla chiave di interesse

Creare un contenuto sul sito web da posizionare

La prima cosa da fare è pubblicare un contenuto sul sito d’interesse. Tale contenuto è ottimizzato per concetto + parola chiave. Dev’essere tale da posizionarsi al primo posto per la combinazione di queste due parole, cosa che chiaramente sarà facile perché il concetto in origine è (era) completamente estraneo al campo semantico della mia chiave di interesse, quindi non ci sarà alcuna concorrenza.

Usare un sito d’appoggio

A questo punto si può usare un sito d’appoggio, sul quale creare un contenuto ottimizzato per chiave principale e al cui interno ci siano tutte le possibili semantizzazioni del termine organizzate per topic. Tra i vari topic se ne inserisce uno la cui intestazione sia appunto relativa al concetto latente.

Iniezione di co-occorrenze

L’ultimo passaggio della strategia riguarda la frequentazione di siti web in cui si parli di problemi relativi alla chiave d’interesse e la pubblicazione su questi di commenti o thread in cui si partecipi fornendo consigli realmente utili (in questo puoi farti aiutare chiedendo informazioni al cliente). Nei testi prodotti vanno fatti co-occorrere concetto latente + parola chiave o altre combinazioni di chiavi secondarie, senza mai inserire link o citare il nome dell’azienda cliente.

Cosa succede a livello tecnico

L’obiettivo di questa tecnica è ampliare il campo semantico di Google per la chiave di interesse indicizzando latentemente la parola nuova “concetto”, per la quale abbiamo convinto Google ci sia una forte connessione con tutte le rappresentazioni sociali già espresse e precedenti al mio lavoro. Il paradigma utilizzato è quello che ho già descritto nell’articolo sull’LSI ed è l’operativizzazione di questo studio sull’indicizzazione semantica latente.

Qual è a questo punto il sito che definisce meglio il concetto latente rispetto all’ambito in esame? Guarda caso proprio il mio sito d’interesse (chissà come mai).

Importante: se il mio concetto non definisce queste rappresentazioni, non funziona.

Risultati

Rispetto al mio caso di studio (di cui non mi è possibile parlare in pubblico) speravo di posizionarmi con una chiave secondaria, invece oltre quello, la semantica mi ha favorito al punto che ho posizionato il sito in prima pagina per chiave secca, una parola sola.

Non è chiaramente quella la chiave che porta la maggior parte del traffico, ma pensateci un attimo, quanto si deve fidare di me Google per stampare il mio sito in prima pagina per una non chiave, che da sola apre una quantità di campi semantici enorme rispetto a quell’argomento?

Livelli differenti di competizione

Chiaramente un’obiezione a questa tecnica riguarda il fatto che non tutte le serp siano uguali e che ci sono settori dove la semantica non basta, ma servono i vecchi sani link in ingresso autorevoli. 

Ok, premettendo che non ho proprio niente in contrario rispetto alla link earning, a chi obietterà questo rispondo: se usando un concetto solo, sono riuscito in 3 mesi a posizionare il mio cliente in prima pagina per una chiave secca larghissima, cosa succederebbe per una chiave a elevata competizione se replicassi questa tecnica N volte?

E soprattutto, considerando che la tecnica è assolutamente pulita, dal momento che l’unico link arriva dal sito d’appoggio, perché dovrei fermarmi a un concetto solo? 🙂

Ringraziamenti

Ringrazio tutti per l’attenzione, ora siete liberi di commentare che questa stessa tecnica la usavate già dal 1985, ma se non ci mostrate il caso specifico (dettagliando in una pubblicazione) non ce ne facciamo granché.

Fate esperimenti, condivideteli, miglioriamo insieme e facciamo crescere il mercato della SEO, aumentando la qualità del servizio che offriamo e il numero degli operatori preparati. Non abbiate paura, il mondo vi appartiene!

🙂