SEO e vita da Freelance, si può fare?

by francesco 3.3K views0

Qualche giorno fa, un po’ per caso, avevo cominciato a chiedere in giro informazioni sulla soddisfazione professionale ed economica degli operatori napoletani che fanno web marketing da freelance. Dopo essermi guardato un po’ intorno, ho scritto il resoconto che segue.

seo freelance
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Intanto alla mia domanda pubblicata su facebook, la risposta più comune semplificando è stata: “in genere i freelance non vanno tanto bene, a meno che non stai nel giro, in quel caso si fanno ottimi affari”.

Ah, interessantissimo, andiamolo a vedere, questo giro, e facciamoci anche una domanda semplice: chi è veramente il freelance? In quanti modi si riesce a fare davvero questo mestiere (più o meno) da soli?

Tutti abbiamo l’idea del freelance come di un singolo operatore che lavora temporaneamente presso aziende, oppure per più clienti da casa propria o magari dall’ufficio. Le categorie che seguono sono una sintesi di quello che so su come ci si organizza dalle mie parti per lavorare autonomamente. Le ho messe in ordine di grandezza crescente. Grandezza di cosa, decidilo tu…

1) Senza partita iva e senza sito web: freelance alla bisogna

Mi hai chiesto 4 cose su skype su come si ottimizza un sito web e un mese dopo scopro sul tuo profilo facebook che sei magicamente SEO specialist. Vabbè, si deve pur cominciare…

2) Senza partita iva con sito web: freelance wannabe

Il wannabe è un tipo di freelance che magari ha anche studiato qualcosa, ma per un motivo o per un altro (spesso per paura di mettersi in gioco) non ha mai aperto una partita iva. Condannato a fare il “guaglione” a vita, campa sentendosi proporre collaborazioni improbabili in cambio di introiti che non arriveranno mai e raramente si mette in tasca appena i soldi per la pizza.

3) Con ditta individuale (di 1° tipo): freelance puro

Il freelance puro è un avventuriero onesto e sincero, appassionato del lavoro che fa e (soprattutto) pieno di voglia di fare. Anche questo freelance è spesso vittima di proposte lavorative indecenti o al limite della vessazione, ma essendo un soggetto fiscale, riesce a proporsi come un professionista, pur non potendo aspirare spesso a prendere clienti dignitosi e di conseguenza difficilmente riesce a guadagnare in modo decoroso e soprattutto costante.

4) Con ditta individuale (di 2° tipo): freelance esteso

Questo tipo di operatore a me fa tanta simpatia. Napoletano dentro, si presenta sul web come founder e CEO (di una ditta individuale). Si presenta attraverso un sito web rigorosamente al plurale “la nostra esperienza, la nostra professionalità”, strutturato per aree quando non proprio per rami d’azienda, ognuno con il suo indirizzo email.

Credo che oggi come oggi sia un buon modo per evitare di essere contattati da quel tipo di imprenditori anomali, armati di sorriso e proposte oscene. Insomma, a mali estremi estremi rimedi.

 

Cosa penso dei freelance

Bene, dopo aver fatto questo allegro quadro della situazione, torniamo alla domanda del post: si può fare il freelance a Napoli in area web marketing? E aggiungerei: quale delle categorie sopraelencate funziona meglio?

La mia risposta a ragion veduta, dopo aver vissuto due percorsi micro imprenditoriali e aver lavorato come interno in una grossa agenzia di comunicazione, è che si può assolutamente fare il freelance, a patto di avere un’identità professionale ben delineata, tale da attirare nel tempo solo i clienti che interessano. È chiaro che all’inizio un freelance viene raggiunto da proposte di lavore sconvenienti, ma con il tempo e soprattutto seguendo un percorso di iperspecializzazione, arriverà ad essere contattato solo da clienti davvero interessati nel suo lavoro. Si tratta di insistere.

 

Poi c’è la questione fiscale

Un freelance può lavorare da casa e per i primi anni approfittare del regime fiscale dei minimi, quindi operare e studiare senza avere costi d’ufficio né un carico fiscale pauroso sulle spalle. È la condizione ideale per crescere come professionisti, anzi, come liberi professionisti.

Alcuni cominciano come freelance, poi scelgono di entrare in aziende come soci o dipendenti, altri come me fanno il percorso inverso e dopo anni di vita d’agenzia, decidono di “liberarsi” ed essere liberi professionisti.

Sto vivendo una fase straordinaria della mia vita. Volevo dirvelo.

A voi come butta? 🙂