Perché il mio sito non si posiziona?

by francesco 1.4K views0

Cinque motivi per i quali non dovresti essere sorpreso di essere l’unico visitatore del tuo sito web, insieme a tua nonna e tuo fratello.

sito posizionamento
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Ogni tanto sulla community dei “Fatti” trovo post di amici che raccontano esperienze paranormali sulle aspettative dei clienti. Noi SEO passiamo molto tempo a spiegar loro cose che per noi sono ovvie perché facciamo questo mestiere, ma che per tanti potrebbero non essere così immediate.

Per questo motivo ho pensato di tranquillizzare gli utenti del web che al momento sono spaventati perché il loro sito non è ancora primo su Google “solo” perché si verificano circostanze come quelle che sto per descrivere:

Anzianità

 Il sito esiste da pochi mesi. Google ha bisogno di tempo per “masticare” il tuo sito nuovo, quindi non andare in ipocondria se non sei subito visibile. Nessun grande risultato è mai arrivato all’improvviso. Spesso la poca anzianità è indice della mancanza di altri fattori che descriverò di seguito.

Contenuti

 Il tuo sito anche discretamente anziano, se povero di contenuti, non può competere in serp con altri siti che sviluppano un’offerta di contenuti solida. Google si è accreditato come il miglior motore di ricerca al mondo perché (quasi sempre) fornisce i risultati migliori. Un grosso problema in tal senso è frequente negli e-commerce, quando i prodotti presentano testi e addirittura titoli duplicati. Se parlare di contenuti ti sembra banale, controlla meglio come hai scritto il testo nelle pagine del tuo sito. Fallo ora.

Struttura

Spesso un sito web, sebbene anziano e ricco di contenuti, tende a rimanere al palo perché manca di una struttura sufficiente a orientare tanto il bot di Google quanto la navigazione degli utenti. La carenza di logiche tassonomiche cioè classificatorie, è il motivo per cui Google è ancora costretto a fidarsi a scatola chiusa dei siti trust, spesso indipendentemente dalla qualità intrinseca dei contenuti che pubblicano.

Relazione

Nemmeno possiamo aspettarci che sia sufficiente un ottimo lavoro on-site in termini di struttura e progetto editoriale per vincere la sfida del posizionamento sui concorrenti che invece operano da anni creando sinergie con altri player dello stesso settore o in aree complementari. Se ad esempio ti occupi di annunci per venditori e agenti di commercio, avere un rapporto aperto (magari sancito in digitale da un link) con il sindacato dei rappresentanti e agenti di commercio è una di quelle cose che a Google piacciono tanto e che fanno levitare il Page Rank. Insomma, quando hai fatto un buon lavoro sul sito, spegni il computer e muoviti con l’associazionismo e le pubbliche relazioni.

Popolarità

I link fanno bene alla salute. I link verifanno bene alla salute a tempo indeterminato. Capisco che molti abbiano paura della link building in questo momento storico, perché su molte serp Google è spietato con gli spammer, però un buon link autentico, magari del tipo che ho descritto nel punto precedente non è affatto male, anzi fa decisamente bene alla salute e all’umore. 

Tirando le somme

I cinque punti sopra descritti per noi sono ovvietà, però non è ai SEO che si rivolge quest’articolo, ma a chi sta sviluppando il suo progetto sul web ed è ancora poco addentro a queste logiche che se ci pensi, non sono lontane da quelle che dovrebbero appartenere a chi cerca lavoro. Volendo infatti fare un parallelo con quanto descritto sopra, il nostro candidato alla posizione di “primo su Google”, dovrebbe avere:

 – Anzianità = Esperienza nell’area in cui intende impiegarsi

 – Contenuti = Competenze pratiche per lavorare in quell’area

 – Struttura = Capacità di ragionare e attitudine a risolvere problemi

 – Relazione = Propensione a lavorare in team

 – Popolarità = Buone referenze

Come vedi Google funziona come un recruiter. Cerca di fare bella figura al colloquio. 🙂