Le Ontologie nella SEO: il Sistema degli Oggetti

by francesco 1.6K views0

Come identificare e definire gli argomenti del tuo sito web nel modo più efficace, per utenti e motori di ricerca.

ontologie seo
ontologie seo

In quest’articolo vorrei riflettere con te sul modo migliore di definire gli argomenti di un sito web sulla base delle ontologie, per ottenere il miglior risultato di chiarezza per gli utenti e di comprensione da parte del motore di ricerca.

Un’ontologia è «una specificazione di una concettualizzazione» (Gruber, T. 1993) vale a dire un sistema di oggetti che specificano le caratteristiche di un dominio di conoscenza. Ad esempio, acqua liscia, acqua naturale, acqua gassata, acqua frizzante, acqua oligominerale e acqua ionizzata sono tutte specificazioni che consentono di parlare diacqua come dominio di conoscenza. L’oggetto “acqua” con le sue specificazioni, può (deve) essere messo a sistema con altri oggetti e con altre specificazioni in modo da sviluppare significati diversi e pertinenti con il modello di business del progetto web che stiamo curando.

Quando il progetto editoriale di un sito web è curato come si deve, sia rispetto ai testi che in termini strutturali e tassonomici, abbiamo una disposizione corretta degli oggetti nello spazio (virtuale) suddiviso in pagine e articoli allocati in categorie o contrassegnati con tag. Per esempio, se il sito web vende arredi online, avremo una corretta categorizzazione per tipologia (es. Cucina), magari una sottocategorizzazione più specifica per classe (es. Tavolo da cucina) e una classificazione di tag per marca (es. Ernesto Meda). 

Sono le scelte in termini tassonomici a costituire il primo e più importante livello delle ontologie del sito web, ma ce n’è un altro che può essere sviluppato sullo stesso sito e-commerce dell’esempio.

Non mi soffermo sugli schematismi che riguardano RDF ed RDFS, perché semplicemente ritengo che un sito web credibile, con obiettivi di business definiti (e dichiarati) e strutturato correttamente, non se ne avvantaggi più di tanto in serp. Ed ora giù con le critiche al mio approccio umanistico. 🙂

Il blog come dispositivo di intreccio delle ontologie

Ho sempre sostenuto che chi dice che il blog non sia uno strumento adatto ai siti aziendali o agli e-commerce, ne sottovaluta le potenzialità. Se sai cosa significa (e quale sforzo comporti) redigere e rispettare il piano editoriale per un corporale blog, probabilmente conosci bene l’effetto fidelizzante che il blog può generare nel pubblico a cui si riferisce. C’è però una lunga riflessione che riguarda la SEO applicata al blog con lo scopo di portare traffico sulle pagine del sito rilevanti rispetto al modello di business. Tale riflessione passa per l’intreccio di ontologie pertinenti, che possono essere sistematizzate come oggetti di conoscenza interdipendenti.

Ad esempio, Se in un blog collegato a un sito web che vende materassi, comincio a scrivere articoli sul mal di schiena, sto mescolando almeno due ontologie differenti ma correlate: quella che gira intorno al dominio materasso e quella che gira intorno al dominio schiena. Fin qui tutto facile, niente di nuovo, anche perché tutti i siti che vendono materassi, forniscono informazioni sul mal di schiena. La novità impattante sui motori di ricerca sarebbe quella di cominciare a produrre contenuti basati su ontologie pertinenti e (come dico sempre) non rilevanti, virando il piano editoriale su temi con livelli di correlazione più bassa, con volumi di ricerca elevati e possibilmente in regime di bassa competizione.

Esempio: immagina che molte persone cerchino informazioni sulsonno e sul dimagrimento. Immagina che il sonno sia correlato al dimagrimento. Ora immagina che gli argomenti del dimagrimento legati al sonno abbiano un alto traffico di ricerca, ma una bassa competizione.

Dormire bene aiuta a dimagrire? Questa potrebbe essere una buona domanda!

Et voilà, ecco pronto il tuo nuovo piano editoriale “ontology oriented”. Unica accortezza, ricordati di mantenere buoni livelli di pertinenza. Sii un conversatore brillante!