Intervista SEO: Walid Gabteni

by francesco 1.4K views0

walid gabteni
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Walid Gabteni è un SEO francese che vive in Italia. Trovo molto importante il confronto con operatori provenienti da culture diverse (pur solo in parte) dalla nostra. Ecco come ha risposto alle mie domande. Buona lettura a tutti.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Nell 2007 ho creato un sito orientato alle conversioni e ad ottenere “lead”. Una volta online il primo step era ottenere visite tramite il traffico organico. Questo fu il mio primo incontro con la SEO.

2) Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Se mi dovessi trovare di fronte a Matt Cutts semplicemente gli direi “Grazie Matt, quando torni?” Ti prego continua a spaventare i webmaster, perché questo offre molto più spazio alle mie strategie.

3) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Anche se abito a Firenze, essendo francese conosco pochi SEO Italiani.

Pero vi posso parlare di tre ragazzi bravissimi. Condividendo l’ufficio con due di loro, Mattia Benedetti e Marco Pini, ho la fortuna di conoscerli davvero, non in superficie o in base a quello che potrebbero dire sulle reti sociali, ma per come lavorano tutti i giorni.

Mi “ispirano” molto perché la loro agenzia ha in carico non solo la SEO, ma interi progetti internet, dalla progettazione alla creazione di siti web, visibilità, e conversioni. Questo è fondamentale perché mi consente di sviluppare una visione più “globale” e pragmatica di un progetto, liberandomi dai “paraocchi” che potrebbe avere una persona troppo concentrata sulla SEO.

Il terzo, è Enrico Bisenzi, che mi è stato presentato proprio da Mattia e Marco, un personaggio davvero interessante. Per esempio, quando ho incontrato Enrico diversi anni fa, la prima domanda che mi fece fu: Quali motori di ricerca conosci?  Mi sono sentito morire. Per motivi di mercato siamo più o meno tutti concentrati su Google. Enrico invece è davvero un esperto di “motori di ricerca al plurale”, un valore aggiunto per i suoi clienti, per esempio quelli interessati ai mercati del Est o asiatici.

È sempre importante ricordarsi che in un mercato enorme come quello della Russia, Yandex Search intercetta il 40% circa delle query di ricerca. Tanti settori in Italia, non solo il settore turistico, dovrebbero interessarsi di più alle opportunità offerte da Yandex e al lavoro di SEO come Enrico. È anche molto interessante parlare con lui di accessibilità, non solo di quella “gradita” agli spider ma anche e sopratutto dell’accessibilità legata alla navigazione degli utenti e degli aspetti “cross-cultural” che possono migliorare i rendimenti dei siti web.

Dopo la lettura del tuo libro, ormai conosco anche un po’ Francesco Margherita. Leggendolo si capisce benissimo come lavori e come curi concretamente i siti web dei tuoi progetti e dei tuoi clienti.

Mi farebbe piacere conoscere altri SEO italiani, anche se il web italiano non è il mercato su cui punto veramente. Molto di quello che ho imparato sul web lo devo agi scambi d’informazione e idee che posso avere con i miei contatti su Skype. Un momento per discutere SEO si può sempre trovare (il mio id => walid.gabteni).

4) Cos’è veramente la SEO?

La SEO è l’attività tecnica e di marketing che sfrutta le ricerche online per ottenere visibilità e benefici per un progetto web.

In pratica, “fare SEO” è cercare di capire, come funziona un motore di ricerca, e nello specifico il suo sistema di ranking, per essere in grado di posizionare il più alto possibile, un sito o un documento web specifico, su parole chiave e query ritenute strategiche.

Di solito chi parla di SEO oggi, intende il posizionamento di siti web sui risultati organici de Google, ma fondamentalmente si potrebbe fare SEO anche su altri siti che accolgano un campo di ricerca. Ho parlato di Yandex, ma ovviamente le opportunità si trovano anche su Youtube, Amazon, Facebook, Twitter, ecc. ecc..

5) Quali software utilizzi per fare SEO?

Majestic SEO: Per studiare la link building di miei concorrenti, il profilo di link dei miei clienti, e dei miei siti. Majestic mi permette, tra l’altro, di rimanere in allerta nel caso di campagna di “negative SEO”. Mi trovo benissimo con le loro flow metrics (citation flow e trust flow) e mi piace tantissimo il lavoro che hanno fatto sviluppando il topical trust flow.

SEO Prism : è un strumento (privato per il momento) che ho sviluppato insieme ad un amico SEO per studiare la “semantica delle SERP”. Che parole o espressioni devo assolutamente usare per essere coerente per Google? Che parole o espressioni possono integrare nel mio contenuto per essere percepito come “originale ed utile” ? Studiando le SERP e (in automatico) le pagine che si posizionano, SEO Prism ci aiuta ad ottenere preziosissime informazioni.

Monito-Rank : SEO tool per seguire il posizionamento (presto disponibile anche in Italia). Ottimo strumento di monitoraggio del ranking, è un software economico per quello che offre. I ranking arrivano direttamente sulla mia casella mail, senza bisogno di accedere al programma.

Inoltre, studia l’insieme della query non solo il posizionamento del mio sito. Quindi mi aggiorna anche sulla “posizione” dei siti dei concorrenti, e consente nei casi per esempio in cui sono posizionato in “prima posizione”, di capire e vedere cosa sta succedendo “alle mie spalle”.

Scrapebox : Strumento di web scrapping ma non solo, Scrapebox è conosciuto come  il “coltellino svizzero del SEO” (qualsiasi sia la tinta del suo capello). Per “scrappare” i risultati dei motori uso anche Gscraper.

Imacros : Strumento di web browsing automation (ottima la versione gratuita, uso il plugin iMacros per Firefox).

Gephi : Utilissimo per visualizzare come è distribuito il Page Rank al interno di un sito. Un po’ “pesante” ma ottimo sia per chi fa consulenza SEO sia per chi lavora sui propri progetti.

Uso inoltre anche i famosi Screaming Frog, Xenu e tanti altri strumenti che non mi sono venuti in mente.

6) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Se capisce un po’ d’inglese consiglio di non avere timore di leggere blog e libri in inglese.

In poco tempo capirà sempre di più e si addentrerà con maggiore “rapidità” nel mondo della SEO, questo perché, è indubbio che in lingua inglese siano a disposizione molti più materiali, blog, pubblicazioni, libri.

Inoltre, non so se questo ragionamento vale anche per l’Italia, secondo me, gli americani rispetto ai francesi condividano più volentieri “informazioni strategiche” sui loro progetti e sulle loro strategie.

Ovviamente, se è italiano si deve inserire nella comunità SEO italiana, avvicinarsi ai professionisti più esperti ed interessarsi ai diversi punti di vista, anche quando sono diametralmente opposti, è sempre bene “leggere” da più fonti di informazione, cercando sempre di essere pragmatico.

Partecipare alle discussioni sui forum e leggere i blog sono un ottimo punto di partenza, il meglio per lui sarebbe di creare un sito web su cui farsi le ossa e provare le varie strategie.

Si deve inoltre ricordare che quello che funziona una volta, non vuol dire che funzionerà per sempre. Lo stesso vale per una tecnica che non ha funzionato, potrebbe infatti funzionare in un altro “settore”. Meglio riprodurre test varie volte e su varie query per capire meglio cosa funziona, cosa no e sopratutto in quali condizioni una determinata strategia funziona.

Consiglio inoltre di ricordarsi sempre che correlazione non vuole dire causa, questo errore porta a volte a delle affermazioni assurde. Inoltre potrei anche consigliare di frequentare un corso SEO SERIO e professionale, per “ottimizzare” e velocizzare il tempo di apprendimento delle “tecniche di base” e magari per evitare di utilizzare strategie e tecniche che non portano i benefici sperati.

Per concludere, avendo appena finito la lettura del tuo libro, Manuale di SEO Gardenning, consiglio davvero di leggerlo perché in pochi giorni, la sua lettura, sicuramente gli consentirà un bel salto di qualità 😉