Intervista SEO: Filippo Jatta

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filippo jatta
filippo jatta

Filippo Jatta è un SEO sorprendente col quale ho avuto la fortuna di confrontarmi. Generoso e meticoloso, “calcolatore caldo”. Eccovi il racconto della sua esperienza.

 

 

 

In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho iniziato nel 2008, per una strana coincidenza del destino: un giorno a Milano conosco Matteo.

È un ragazzo molto intelligente, coltiva molte passioni e studia economia come me.

Parliamo del più e del meno, poi a un certo punto, parlando dei progetti futuri, mi dice:

“Guarda, un mio amico sta guadagnando un po’ di soldi grazie ad Adsense, i bannerini pubblicitari di Google. Lui crea blog, li posiziona su Google in prima pagina, e guadagna per ogni click ricevuto.”

La cosa mi interessa: ho sempre avuto interesse per il web, quindi approfondisco il discorso. Abbiamo un buon feeling e decidiamo di avviare anche noi questo business.

Nonostante una laurea specialistica da poco ottenuta, decido infatti di non lavorare in azienda, ma di avventurarmi nel mondo dell’online. Papà ha sempre creduto in me e mi ha sempre incoraggiato, sempre.

Inizio a studiare come un matto, giorno e notte. Dopo un po’ Matteo e io avviamo il primo progetto, un sito sulla quotazione dell’oro. Matteo bada alla grafica, io al posizionamento.

In 3 mesi circa il sito è in prima pagina per la parola “quotazione oro” e moltissime altre, e genera 1400€ al mese tramite Google Adsense.

NB: siamo nel 2008. Per posizionare un sito web era sufficiente un po’ di ottimizzazione seo on-page e l’utilizzo di AMR per la linkbuilding: un software che con pochi click generava migliaia di link di bassa qualità. Ora queste tecniche non funzionano più. Per la serie: non provateci a casa.

Insomma: un successo. Avviamo diversi altri blog, basati sullo stesso sistema di monetizzazione. Poi, nell’aprile del 2012… Arriva Penguin. I siti crollano.

È stata quella la fine. Anzi, non la fine. È stato il mio inizio.

Se l’obiettivo, fino ad allora, era guadagnare online sfruttando un algoritmo ancora “primitivo” di Google, dopo quella data ho iniziato a studiare la SEO con l’obiettivo di creare valore.

Se prima, quindi, creavo siti web di pessima qualità posizionati con lo spam, dal 2012 faccio del mio meglio per aumentare il valore dei siti che curo (a livello di struttura, contenuti, ecc), rendendoli meritevoli di ottenere visibilità.

Il campo di studio è sempre la SEO, ma la visione di business è diametralmente opposta.

Nel frattempo ho anche deciso di separarmi lavorativamente da Matteo, ormai dedito ad altri progetti.

 

Come hai imparato a fare SEO?

Ho iniziato da blog americani, seguendo in particolar modo Pat Flynn e Alex Becker. In particolare seguire quest’ultimo mi ha portato grossi risultati fino al 2012, ma sconsiglio ormai di seguirne le lezioni: mischia teorie valide a sciocchezze.

Ora, avendo cambiato l’approccio alla materia, non seguo più nessuno dei due. Attualmente prendo spunto, a livello internazionale, da Brian Dean e pochi altri blog.

Inoltre a mio parere la SEO la si impara sul campo. Io ho imparato tanto posizionando i miei stessi siti, prima con metodi vicini allo spam (fino al 2012), poi con metodi più “puliti” (dal 2012 in poi).

Penso di aver posizionato almeno 10 siti miei prima di accettare il primo cliente, nel 2013.

 

Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Allora, a me Matt Cutts sta simpatico. Cercherei di accendere una lampadina e mi farei un selfie con lui 😀

Matt Cutts era il nostro punto di contatto con Google. Qualche volta diceva cose interessanti, qualche altra volta cercava disperatamente di portarci sulla cattiva strada.

Ma, andiamo, non gli si poteva chiedere di essere sempre sincero.

Un pochino mi manca, devo dire. Il suo successore spirituale, John Mueller, non è male, ma il buon vecchio Matt era un’altra cosa.

Sia Matt che John hanno l’obiettivo di dare qualche informazione interessante e scoraggiare la gente dal violare le regole di condotta di Google. Per questo a volte si lasciano andare in allarmismi e consigli che poco hanno a che fare con la realtà dei fatti.

I loro allarmismi, anzi, forse in alcuni casi sono serviti a diminuire la concorrenza tra i SEO. Ma questo è tutt’altro argomento.

 

Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Nessun SEO italiano mi ha “ispirato”. Probabilmente perché quando ho iniziato a rapportarmi con i miei colleghi avevo già una solida base sia di conoscenze che di esperienze.

Per questo motivo la parola “ispirato” non è adatta.

Ci sono però dei SEO italiani che apprezzo molto.

A me piace molto trarre il meglio da quello che studio: ascolto, rielaboro, traggo le mie conclusioni e testo, collegando le nuove nozioni a nuove esperienze ed esperimenti.

Ascolto con piacere Ivano De Biasi e le convention da lui organizzate. Mi piace anche (e mi diverte) il seo-chef Ivan Cutolo, che offre dei video divertenti e interessanti. Claudio Marchetti poi, unisce simpatia e conoscenze della linkbuilding, e ho il piacere di scambiare con lui chiacchiere e opinioni di tanto in tanto. Con te infine, ho condiviso un’analisi su un sito web qualche tempo fa. Si ha sempre da imparare, è importante però scegliere le persone giuste.

La seconda parte della domanda, ovvero “in base a cosa li giudichi”, ha due sfaccettature.

Partiamo da quella più strettamente tecnica. Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni penso di saper riconoscere i cialtroni, coloro i quali dicono semplicemente stupidaggini.

Quindi giudico in base a quello che dicono e ai risultati che mostrano. Capisco se da un altro collega posso imparare qualcosa, o se è meglio girare al largo.

L’altra sfaccettatura è quella più squisitamente personale. Non ho conosciuto dal vivo, né tramite videochat, molti colleghi. Alcuni di questi però mi ispirano fiducia e simpatia, a volte anche affetto. Prima di tutto a livello personale, e poi anche a livello professionale.

 

Cos’è veramente la SEO?

La SEO è quell’insieme di tecniche, conoscenze e applicazioni che permettono di ottenere maggior traffico di valore dai motori di ricerca.

Ho specificato “traffico di valore” perchè compito del SEO è innanzitutto valutare le query migliori dalle quali ottenere traffico.

È inutile puntare solo sull’aumento delle visite, in quanto potrebbe non produrre risultati economici apprezzabili per il proprietario del sito web.

Ogni sito web, ogni blog, ogni progetto online è differente dagli altri e ha particolari peculiarità da sfruttare.

Il primo obiettivo del SEO è individuarle e strutturare un progetto, un business plan. adeguato.

Successivamente si passa alla fase più operativa, di ottimizzazione di struttura e contenuti, di linkbuilding eccetera.

 

Quali software utilizzi per fare SEO?

Per la linkbuilding nessuno.

Utilizzo, per l’analisi dei dati, Market Samurai (che trovo comodo perchè offre i dati di Majestic SEO) e il buon Netpeak Checker, molto poliedrico e gratuito.

Per controllare il posizionamento dei miei siti uso Cute Rank

Per i lavori di analisi invece Screaming Frog, SeoZoom e Semrush, oltre al classico Open Site Explorer. Questi ultimi 3 sono dei tool online.

Faccio poi largo uso dei tool di Google, come il Keyword Planner, Trends, Analytic, Search Console eccetera.

 

Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Innanzitutto se ha deciso di essere un SEO, di specializzarsi solo su quello.

La SEO richiede tempo e dedizione per essere appresa e approfondita, oltre a un aggiornamento costante.

Non stiamo parlando di una materia difficile: ce ne sono di ben più complesse. La SEO resta, a mio avviso, alla portata di tutti.

Ma non è immediato diventare dei buoni professionisti.

Purtroppo molta gente si presenta come “web marketer a 360°”. E di solito chi dice di saper fare tutto, poi non sa fare nulla in maniera valida.

Quindi il primo consiglio è di specializzarsi in un solo ramo, che può certamente essere la SEO.

Il secondo consiglio è quello di partecipare nelle community per avere dei contatti con i colleghi: i confronti sono spesso motivo di crescita professionale.

Terzo consiglio: far esperienza con i propri siti web prima di lavorare per clienti. La pratica insegna molto. Applicare quello che si studia e valutarne i risultati è fondamentale.