Intervista SEO: Elena Renga

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elena renga
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Elena Renga è una persona squisita, oltre che una SEO preparatissima e meticolosa. Ha lavorato per diversi progetti e collaborato con agenzie importanti nel panorama nazionale. Sono davvero contento di ospitarla su Seogarden, anche perché in un punto di quest’intervista ha citato un software sul quale stiamo entrambi facendo una serie di valutazioni. Bando alle ciance, buon lunedì a tutti e buona lettura.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ufficialmente ho cominciato nel 2009, a Milano, con una borsa di studio per il master che desideravo da tempo. Ma l’interesse per i motori di ricerca era iniziato già qualche anno prima, quando mi occupavo di analisi statistiche e passavo intere ore a reperire informazioni. È in quel periodo che ho cominciato a chiedermi perché i siti web migliori non sempre si trovano tra i primi risultati di ricerca e non riuscivo a darmi una risposta. 

Così ho iniziato a chiedere in giro, a parlarne con gli assistenti e i professori del dipartimento, a frequentare i forum e le community online, a scrivere le mie riflessioni in un blog. E quando mi hanno proposto di curare un sito web istituzionale, ho accettato al volo. Ed è scoppiata la scintilla che mi ha portata fin qui.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Ho imparato davvero a fare SEO con la pratica sul campo. Mi hanno aiutata molto le guide scaricate online, il forum GT e quello di HTML.it, i consigli dei colleghi più esperti, le persone che mi hanno dato fiducia e mi hanno fatta crescere quando ero ancora agli inizi. 

Vedi, Francesco, fare SEO è un lavoro che ha bisogno di passione. E puoi impararlo davvero solo se sviluppi un metodo, se hai pazienza, se monitori costantemente i dati per correggere il tiro e migliorare giorno dopo giorno, se dopo aver studiato la teoria sei disposto a metterla in discussione per credere solo a ciò che vedi con i tuoi occhi e tocchi con le tue mani. Nessun guru potrà mai insegnarti a fare questo mestiere, nessun consiglio è valido in assoluto e per tutti i settori, nessuno di noi potrà mai essere una stella finché non la smetterà di brillare di luce riflessa.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Probabilmente non gli farei nulla, perché non provo risentimento per lui. In fondo, è una persona con un ruolo scomodo e pieno di responsabilità, in un’azienda che ambisce alla perfezione e che chiede sicuramente tanto a chi ci lavora. Il problema non è Matt Cutts, ma le informazioni sibilline che rilasciano da Mountain View. A volte sembra davvero che dicano tutto e il contrario di tutto e, alla fine dei conti, le bastonate siamo sempre noi SEO a prenderle. Senza bisogno di vicoli bui e di assenza di telecamere.

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Sono tanti i SEO che mi hanno insegnato qualcosa e a cui mi sento di dire grazie. In particolare, ci sono tre professionisti con cui ho avuto il piacere di lavorare e che hanno avuto un ruolo significativo nella mia evoluzione di SEO specialist. 

Innanzitutto, Luca De Berardinis che è stato il mio mentor quando ho iniziato a muovere i primi passi su Ninja Marketing. Poi Francesco D’Agostino, che mi ha insegnato a mettere sempre al primo posto la user experience. Infine – last but not leastLuca Bove, un professionista eccezionale che mi ha accompagnata nel salto di qualità all’interno di un importante Tour Operator di rilevanza internazionale. 

Quello che li accomuna è la disponibilità, la passione per il proprio lavoro e la scrupolosità con cui portano avanti ogni singolo progetto. Sono stati dei grandi maestri e, soprattutto, degli esempi da seguire. A loro va la mia più profonda riconoscenza. 

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Ci sono varie condizioni in cui il lavoro di un SEO può esprimersi al meglio.  Per esempio, quando il committente ha delle aspettative realistiche, i tempi sono appropriati e puoi lavorare con un team valido e un budget adeguato. 

Tra le situazioni peggiori c’è quella del cliente che non ha le idee chiare, non ha budget, non ti ascolta e vuole immediatamente dei grandi risultati. Ma a questo tipo di condizioni ho imparato presto a dire di no. 

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Qui mi si illuminano gli occhi. Devi sapere che adoro testare i SEO tools e incrociare i loro dati. Intendiamoci: nessun software potrà mai sostituirsi alla nostra capacità di ragionare con la testa e molte informazioni sono già palesi utilizzando i comandi manuali, osservando il codice sorgente e interrogando i tools messi a disposizione da Google. In particolare, gli Strumenti di Googlesono davvero indispensabili per ogni progetto SEO. 

Detto questo, ci sono alcuni software che utilizzo frequentemente per validare le mie ipotesi di intervento, correggere gli errori di ottimizzazione e costruire una strategia ad hoc per gli obiettivi del cliente. Il primo che desidero citare è Screaming Frog, che è sempre molto utile per avere una scansione veloce ed affidabile dei principali parametri on site. Mi affido invece a Xenu per costruire le sitemap XML o per cercare i link rotti dei siti di grandi dimensioni. Per monitorare il posizionamento delle parole chiave utilizzo Rank Tracker. Per le strategie di link building mi è indispensabile un’analisi accurata con Majestic SEO, che da pochi giorni ha scelto di cambiare il suo nome semplicemente in Majestic. Per l’analisi della concorrenza il software migliore è Semrush, anche se sto pensando di acquistarlo solo occasionalmente per i progetti più complessi. Come sostituto, sto valutando seriamente Keyword Eye

C’è però un big tool che potrebbe essere l’alternativa ideale e che sto aspettando con grande trepidazione: si tratta di SEO Zoom, il nuovo software 100% italiano sviluppato dai colleghi di SEO Cube (che colgo l’occasione per salutare). Ho avuto modo di visionare SEO Zoom in anteprima e sono rimasta sbalordita dalla notevole mole di funzioniall in one, dalla facilità di utilizzo dell’interfaccia gestionale e dalla elevatissima potenza di calcolo. 

Per finire questa panoramica sui miei software preferiti, penso che sia giusto ricompensare te e i lettori di Seogarden (che hanno avuto tanta pazienza nel leggere fin qui) rivelandovi due assi nella manica che mi aiutano spesso nell’analisi semantica e nel monitoraggio dei segnali sociali. Il primo è Wolfram Alpha, un motore computazionale di conoscenza molto utile per la disambiguazione del contesto semantico. Il secondo è Viki Sentiment, un eccellente software di social media monitoring e di ricerca universale che interroga migliaia di fonti web categorizzate. In questo modo, ho la possibilità di intercettare le conversazioni online correlate ad una determinata keyword e di scoprire chi sono i principali influencer da contattare. Non te l’aspettavi, vero? 

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Innanzitutto, gli chiederei se questa è davvero la strada che vuole intraprendere e se è consapevole che dovrà aggiornarsi costantemente per seguire l’evoluzione dei motori di ricerca. Se la risposta è affermativa, gli consiglierei di iniziare a studiare le basi del posizionamento organico e poi di andare in una buona web agency a fare esperienza sul campo. Gli direi di non scoraggiarsi se all’inizio i risultati non sono quelli che si aspettava e di mettere in conto un paio di anni di gavetta dura. Di quella che ti fa piangere, ma che poi non finisci mai di ringraziare perché ti ha insegnato a mantenere la calma e a far fronte a qualsiasi evenienza. 

E poi direi al giovane anche un’altra cosa, la più importante di tutte. Di non dimenticarsi mai delle sue origini e di essere sempre corretto, con tutti: clienti, referenti, titolari di agenzia, colleghi, collaboratori, stagisti. Ognuno di loro ha bisogno di un parere onesto e sincero su quello che puoi fare per lui e ha diritto alla tutela dei dati e delle informazioni sensibili. Perché senza correttezza potresti anche diventare bravissimo a fare SEO. Ma non sarai mai un vero professionista.