Homepage sparita da Google

by francesco 1.3K views0

Estate, niente condizionatore. Chi fa il mio mestiere sa due cose: che il campo di Holly e Benji è lungo 17 km e che un seo specialist non può lavorare ad una temperatura superiore ai 28°. Quella che ti racconto oggi è una storia pulp: c’è dentro una decapitazione e un bagno di sangue.

homepage sparita
homepage sparita

Caldo e umido, un binomio tipicamente erotico se non fosse riferito alle condizioni di lavoro in cui mi trovo: ottimizzazione seo con 30° all’ombra.

Mi arriva una richiesta di soccorso per un sito web che sembra essere scomparso da Google, un hotel in costiera sorrentina che si sospetta sia sotto penalizzazione o attacco hacker. Mentre si ragiona sul sesso degli angeli faccio la cosa più sensata che mi viene in mente, la prima in questi casi, uso l’operatore di ricerca site:.

Un albergo non è una persona o un cane, non può scomparire. Hai mai assistito in diretta a “chi l’ha visto” al ritrovamento di un albergo? Via, siamo seri!

Prima di pensare a una penalizzazione, accertati innanzitutto che il sito web non sia stato sviluppato con uno di quei fantastici meravigliosi cms proprietari, perché:

  1. Sono difficili da customizzare
  2. Sono poco integrabili
  3. SOPRATTUTTO difficili da ottimizzare

Quest’ultimo punto è proprio “il problema” dei cms proprietari. Se è vero che spesso hanno un codice leggero e tempi di apertura di pagina rapidissimi, dall’altra parte i programmatori mettono troppo spesso da parte le funzioni di ottimizzazione seo, con il risultato che i titoli vengono indicizzati tutti uguali…pensa che bello se deviposizionare un eCommerce!

Ora, quando guardi la prima serp di indicizzazione, devi sapere che se il primo contenuto visibile non è la homepage sei in guai seri: il sito web è senza testa, imposizionabile. Se per un motivo o per un altro a un certo punto la homepage esce dagli indici di Google, sebbene gli altri contenuti siano indicizzati, sei fuori dai giochi finché non riesci a capire cose è successo e a metterci una toppa.

Nel caso dell’albergo di cui sopra, avevano spostato il sito web da un host all’altro e in questo passaggio, vai a capire perché, la homepage aveva perso il meta robots (o magari non c’era mai stato). A questo aggiungiamo anche un bel cms proprietario del tutto privo di meta tag e con i title tutti impostati in globale. In queste condizioni una banale migrazione di hosting può condurre Google a ignorare una o più pagine tra cui addirittura la homepage. In sostanza per quanto raffinatissimo, il motore di ricerca non garantisce l’indicizzazione di tutte le pagine: se proprio ti impegni a fare in modo che il codice non gli sia chiaro, lui ti tratterà come meriti, vile utilizzatore finale di immonda tecnologia!

 

I cms open source d’altro canto, oltre a non vessare i clienti con assurde royalty, sono scritti con un codice che consente a noi operatori un’indicizzazione lineare ed efficace dei contenuti; inoltre cms come Joomla e WordPress, sono già “familiari” ai motori di ricerca, che ne masticano a centinaia di migliaia ogni giorno.

Com’è finita con l’hotel? Ho rimesso tutto a posto grazie all’intervento di un web master esterno al quale ho fornito un report con le indicazioni da seguire per riprogrammare il codice in modo da rendere la struttura ottimizzabile. L’intervento del programmatore, che ha avuto un suo costo, si poteva evitare se il sito web fosse stato realizzato con una piattaforma open source.

Fa caldo. E i cms proprietari sono pulp!