Da 0 a 10.000 in sei mesi con la SEO (e Instagram)

by francesco 2.8K views1

Fare test nella SEO è forse la chiave per ottenere il successo. Si possono imparare tante cose, ma la chiave di tutto è testare sulla propria pelle gli insegnamenti per vedere se effettivamente funzionano.

cubo di Rubik
cubo di Rubik

Provare e sbagliare, sbagliare, sbagliare ma alla fine riuscire.

 

Il case study di come in soli 6 mesi ho portato il traffico del mio sito da 0 a 8.000 sessioni mensili sfruttando Instagram

Fare SEO pensando solo al motore di ricerca, in particolare Google, è negli ultimi anni un’idea superata. Con i vari aggiornamenti degli algoritmi, “segnali esterni” quali possono essere i Social hanno acquisito sempre più importanza, contribuendo fortemente al posizionamento nel podio delle SERP.

Vedendo quindi che molti dei progetti sviluppati tra startup e blog, poggiavano le basi del loro successo proprio su Instagram e su Facebook, è nata l’idea di far partire un progetto personale che integrasse unicamente SEO e Instagram, in modo da analizzare e vedere se effettivamente l’influenza del Social Network potesse migliorare il ranking, il Trust del sito e di conseguenza portarlo anche ad avere un ROI.

Il tutto è partito con un’idea: trovo la mia nicchia, quella che nessuno sta trattando, quell’idea che ti può portare al successo in modo veloce.

Mi butto su una mia grande passione, i cubi di rubik. Gettando uno sguardo alla SERP trovo solo siti “vecchi” ma con forte Trust e dunque importanti per Google.

Mi faccio forza e mi dico : “ce la possiamo fare, nessuno sfrutta i social come lo voglio fare io”

Metto su il sito con contenuti forti e di valore, guide per risolvere, qualche news e sopratutto avvio la pagina Instagram e Facebook.

 

I primi ostacoli

Avviato tutto, ero li che aspettavo di vedere un qualche miglioramento, almeno qualche posizionamento ma nei primi mesi il buio totale. Questo lavoro però mi ha insegnato che bisogna provare e avere costanza e fiducia nei propri sforzi, perché quel salto può avvenire in qualsiasi momento ed è difficile prevederlo.

Inizio di conseguenza a lavorare su Instagram e contemporaneamente su Facebook in modo da attrarre un po’ di audience sul sito, così che Google inizi a notare il progetto. Manco a dirlo, Facebook sembrava una città fantasma, come di quelle che si vedono sui western con le rotoballe che fischiano nel vento. Una delusione.

Ogni articolo pubblicato era condiviso, ma senza una base di “mi piace” è difficile arrivare a qualche risultato e così dopo poco decido di mettere tutte le mie energie e il mio tempo in Instagram.

L’ottimizzazione di un account nel social network può sembrare roba da poco, ma in realtà è cosa più complessa di quel che sembra. Ricerca di mercato, studio dei competitor, creazione di liste di “hashtag” performanti e schedulazione di un calendario editoriale, sono tutte operazioni che richiedono grande pianificazione, coordinamento e tempo, tempo, tempo.

 

Una luce nelle tenebre

Inizio a postare regolarmente, giorno dopo giorno, contenuti che potessero essere “virali” per la gente interessata alla mia nicchia. I primi giorni poco riscontro, il mio account era piccolo e pochissimi avevano iniziato a seguirmi.

Poi mi ricordo di aver letto dei “bot per Instagram” di come questi script automatizzati permettessero di guadagnare follower e engagement, dunque like e commenti sotto ai post, in modo completamente organico, senza “comprarli”.

Faccio dunque questo investimento, setto il bot in modo che segua solo persone interessate a me e lo faccio partire.

Giorno dopo giorno i follower aumentavano a dismisura, come anche i like e i commenti sotto ai miei contenuti.

Ma non solo!

I numeri sono solo fine a se stessi, buoni per fare del narcisismo sul proprio operato. Analizzando tramite SEMrush il sito, ho iniziato a vedere che si stava raggiungendo dei buoni posizionamenti organici. Mi dico per il momento, smorzando l’entusiasmo, che è sicuramente una coincidenza e che il sito iniziava a rankare naturalmente. Continuo a lavorare sottotraccia, creo altri articoli evergreen e ottimizzo quelli esistenti in base alle keyword che vedevo dentro Google Search Console.

 

Il Salto

Dopo tre mesi di avvio, il sito registrava tra i 10 e i 30 utenti al giorno, un piccolo risultato di cui andavo fiero. Continuavo su Instagram con costanza e determinazione il progetto, vedendo sopratutto che il Bot stava viaggiando alla velocità della luce e l’account cresceva realmente ed organicamente.

A dicembre arriva il “salto” quello che tanto stavo aspettando e che si stava facendo aspettare.

Becco un post che va virale ed entra nella tab “esplora” di Instagram, per spiegarla in due parole la “tab viralità”. Un sacco di persone vedono il mio post, vi interagiscono e alcune entrano addirittura dal link nella bio di Instagram dentro al sito.

Da lì nei giorni successivi i post sono andati quasi sempre virali e in contemporanea il posizionamento organico nei motori di ricerca del mio sito saliva vertiginosamente. Avevo finalmente raggiunto la prima pagine con delle keyword di buon volume.

Decido, visto il trend positivo e i 100 e più utenti giornalieri registrati all’epoca, di mettere su qualche affiliazione, sai mai che qualcuno lo compra questo dannato cubo di rubik no? 😀

 

Da gennaio ad ora

Buttato su il programma di affiliazione tramite Amazon, e continuando a lavorare di contenuti, ed iniziando una lenta e blanda link building volta a migliorare alcuni posizionamenti e in generale il trust del sito, inizio fin da subito a vedere i primi risultati.

Nei mesi successivi sono sempre riuscito ad andare a ROI e a riguadagnare tutto quello che avevo speso nel Bot, nell’ottimizzazione di Instagram, nel dominio, l’hosting e nei link che compravo (si lo so non si dovrebbe, ma chi è che non lo fa 😀 )

Ad oggi, siamo passati da 0 a quasi 10.000 sessioni mensili sul sito, e da 0 a 12.500 follower su Instagram, ma questi appunto sono solo numeri, l’importante è avere un ritorno. Con le affiliazioni sono arrivato a produrre un’entrata automatica di 40/50€ mensili, bruscolini diresti, ma che mi permettono di continuare il progetto senza andare in perdita.

visite del sito web
visite del sito web

Ma la soddisfazione più grande è arrivata proprio dal social.

Si da il caso che raggiungere più di 12k followers su Instagram ti faccia diventare automaticamente un Influencer della nicchia dei Cubi di Rubik. Sono stato infatti contattato da un brand molto noto del settore, del quale non posso fare il nome, con il quale abbiamo concordato un piano promozionale tramite Instagram e il sito, il quale mi sta fruttando un bel gruzzoletto.

socialblade
socialblade

 

Conclusioni

Qualunque sia il progetto, qualunque sia la tua nicchia, puoi sempre lavorare per migliorare il tuo posizionamento e andare a ROI. Nel mio caso sfruttare una strategia legata a contenuti forti e di qualità assecondata da post virali su Instagram, mi hanno permesso di crescere tanto in poco tempo.

Inoltre questo mi ha permesso di studiare e comprendere al meglio il mondo del Social Network, tanto che ho avviato un progetto che si chiama instagrambot.it dove spiego e insegno come settare al meglio un bot per instagram e dove condivido periodicamente notizie interessanti dal mondo del social delle immagini. (Instagrambot è una landingpage che rimanda a instazood.com con link di affiliazione. Quindi se ti interessa solo il software puoi andare direttamente lì, n.d.r.).

Un grazie immenso va a Francesco Margherita che mi ha permesso di condividere questo mio modesto case study per mostrare come una strategia SEO legata a Instagram può portare i frutti sperati.

Grazie per la lettura, se hai qualche domanda postala pure qua nei commenti e sarò ben felice di risponderti 🙂

Autore: Francesco Ammenti de ilcubodirubik.it