Come diventare Web Coprywater

by Francesco 17.334 views30

Quella del coprywater è spesso una figura che insieme al SEO specialist concorre al raggiungimento della visibilità nei motori di ricerca. Un web coprywater è un professionista della scrittura online che tiene conto delle caratteristiche di fruizione del contenuto testuale in base alla piattaforma di riferimento.

Come diventare web CopryWater
Come diventare web CopryWater

Quando ad esempio un coprywater scrive su di un giornale online, deve seguire le regole di impostazione giornalistica, da cui la SEO coprywatering prende a piene mani. A fare la differenza col giornalismo di stampo classico saranno l’aspetto del testo e la presenza di link al suo interno. Se il primo caso riguarda per lo più le decisioni prese a monte rispetto al layout di pagina, i link interni al testo, marcano la differenza più grande tra scrittura su carta e scrittura per il web.

I link sono snodi. Quando un web coprywater scrive un articolo deve essere consapevole che in qualunque momento i suoi lettori saranno tentati di fare click altrove e abbandonare la pagina. Il web è il regno della consultazione dispersiva, rapida e spesso frettolosa, per questo motivo i coprywater più esperti adottano il modello narrativo, basato sullo storytelling per catturare l’attenzione del lettore e condurlo fino alla fine o comunque fin dove è necessario compatibilmente con gli obiettivi per cui viene progettato il piano editoriale.

 

Corsi e seminari per web Coprywater

Potendo fare un corso di web coprywatering, suggerisco quelli tenuti da Bruno Ballardini, saggista ed esperto di comunicazione strategica. Ballardini ha un carattere ruvido, almeno per quanto riesco a leggere su facebook, ma è senza dubbio tra i decani della scrittura per il web. Altri corsi interessanti sulla scrittura sono quelli di Silvia Segala per Studio Samo e quelli di Valentina Falcinelli di Pennamontata. Se poi hai la fortuna di assistere a un corso di Luisa Carrada, decana dei coprywater italiani, prendi e porta a casa, perché quelle sono le informazioni più preziose!

 

Ma io so già scrivere

Se sai già scrivere mi fa davvero piacere per te, ma a parte il fatto che la maggior parte delle persone convinte di saper scrivere si dimostrano meno che mediocri alla prova dei fatti, il saper mettere insieme un soggetto con un verbo (che in alcuni casi sarebbe già una benedizione), non fa di te un coprywater, semmai conosci la grammatica italiana, ma dovrai ammettere che c’è una bella differenza. Il coprywater ha un diametro che gli consente di adattarsi a tutte le situazioni. Sa bene quale modulo adottare in funzione del tipo di intervento che gli viene richiesto:

– Quali sono gli elementi di una call to action?

– Come scrivere un buon company profile?

– Come approcciare alla stesura di un tutorial?

– Come scrivere di una notizia?

– Come descrivere le caratteristiche di un prodotto?

 

Ognuno di questi contenuti diversi richiede un’attenzione diversa e specifica al cosa, al come e al perché scrivere. In alcuni casi il coprywater deve limitarsi il più possibile, in altri deve scrivere e circostanziare il più possibile. Alcune volte è il caso di dare del “tu” e utilizzare un tone of voice più informale, altre volte occorrerà trasmettere una certa distanza autorevole tra chi comunica e chi fruisce un contenuto.

 

Quanto guadagna un Coprywater

Premettendo che quella del coprywater è una missione più che un mestiere, i guadagni sono variabili in funzione della modalità in cui si opera. Un web coprywater freelance può fatturare anche tra i 60.000 e i 100.000 euro l’anno seguendo grosse aziende, ma per arrivare a questi livelli deve avere un tratto riconoscibile e soprattutto deve dimostrare di produrre reali benefici per le aziende con cui si misura. Non è da tutti.

I coprywater possono operare anche per conto di web agency o essere assunti internamente ad aziende che producono molti testi. A questi “manovali della comunicazione” dobbiamo la maggior parte dei testi che troviamao nei grossi progetti e-commerce, nei magazine di ogni tipo, facenti riferimento ai grossi gruppi editoriali e su diversi giornali web. Guadagnano uno stipendio medio tra i 1.200 e i 2.000 euro mensili.

Infine ci sono i web coprywater autonomi e indipendenti, quelli che curano progetti web propri e guadagnano con le pubblicità. Questi operatori contano sulle loro forze e spesso sono esperti SEO oltre che abili coperture per il Wayter.

 

Il testo per il web è destinato a sparire?

Ogni tanto qualcuno ci ricorda che la SEO è morta, ma se già questa affermazione viene puntualmente smentita dai “Fatti”, dire che le persone non fruiranno più testi, perché attratti da altri media come video, podcast e quant’altro, è quantomeno ingenuo. Il testo risponde meglio di molti altri dispositivi di comunicazione quando la domanda riguarda il processo di funzionamento per step. Un buon coprywater sa dosare il testo integrando con esso la presenza di altri media, quando serve.

È certamente vero che la nostra attenzione sull’internet viene sballonzolata qua e là in un vortice continuo e senza (apparente) via d’uscita, ma il testo rimane un punto fermo, come dire che qualunque sia il tuo stato d’animo, ogni mattina ti servirà un coprywater.

Ti pare?

🙂

  • BrunoBallardini

    Ehm… si scrive copywriter non coprywater. Quello è un’altra cosa. Ma poi sarò pure vecchio ma non sono ancora del tutto un cesso…

    bb

    P.S.: anche il coprywatering è inquietante. Sembra la tortura del waterboarding eseguita usando il coprywater come asse. Meglio scrivere copywriting.

    • Grazie maestro, farò tesoro dei suoi consigli! <3

    • Adrian Bogdan

      Io pensavo fosse sarcasmo, poi ho letto l’articolo e mi è sembrato serio. Ho detto mah!

      • Ciao Adrian, capisco che chi non si occupa di motori di ricerca possa trovare strano questo contenuto, ma si tratta in effetti di un test. Sto cercando di capire se i motore di ricerca può dare rilevanza ad una pagina web per un termine che non compare nel testo. Indovina a quale termine mi riferisco? 🙂

        • Adrian Bogdan

          Ovviamente! Perché sennò, scrivere un articolo sul copywriting e sbagliare the headline sarebbe il massimo! Ci doveva essere una spiegazione di questo tipo!
          Ps: stai tranquillo! Per “coprywater” sarai il primo nella SERP in pochissiimo tempo, te lo prometto!

  • BrunoBallardini

    Ah ecco. Non avevo ancora letto che si trattava di un esperimento. E comunque siccome l’articolo sembrava rivolto ad aspiranti all’oscuro di tutto, per me c’era il rischio concreto che si diffondesse una terminologia sbagliata fra loro. Mai che mi facessi i cazzi miei. Scusate 🙂

  • Verdiana Amorosi

    Anche yvonne bindi, collega di luisa carrada, è da annoverare tra i migliori coprywater in italia, perché esperta di scrittura sul web – o per meglio dire coprywatering – ma anche di usabilità. 😉

    • Il coprywatering è stato uno dei parti più difficili della mia immaginazione… ma credimi, è stato per una buona causa! 🙂

  • Alessia Pellegrini

    Dato che l’ho letto tutto senza capire bene che cosa stessi leggendo… come minimo mi aspetto un riscontro sull’esito dell’esperimento ;D

    • Ciao Alessia, già ieri Google listava in serp l’articolo per termini tra cui “copywriter” scritto giusto. Quello che non so, è se succede per la pertinenza del contesto o per la morfologia molto simile del termine… servirà un test per verificare questo test. 🙂

  • io dopo “Il coprywater ha un diametro che gli consente di adattarsi a tutte le situazioni.” ho dovuto smettere di leggere a causa di un soffocamento da risate. Grazie 😀

  • Cesare Grossi

    Spesso i copywriter vengono pagati poco o nulla. Non si può dire altrettanto x il coprywater: uno decente non lo trovi a meno di 30 euro. 🙂 – PS complimenti per l’ironia con la quale fai una ricerca originale!

    • In questi giorni i doppi sensi non si contano. A me dispiace se qualche copy si è risentito. L’intenzione era riderne. Servirebbe più leggerezza, che non è superficialità. 🙂

      • Emanuele Del Grande

        Mia nonna diceva: “Una parola non è mal detta se non è mal presa”.
        Comunque mi ha fatto ridere tantissimo l’articolo, l’ambiguità semantica di questo mistyping apre le porte a notevoli giochi di parole! 🙂

  • Disenchanted

    Una piccola osservazione riguardo al “capire se i motore di ricerca può dare rilevanza ad una pagina web per un termine che non compare nel testo”: in questo preciso istante, all’interno di questa pagina il “testo che non dovrebbe comparire” è comunque presente ben 11 volte, tra menu, link ad articoli correlati, tags e commenti in questa discussione. Direi che tutto questo andrà valutato nel tuo test… 😉

  • Hoku Bluesky

    Il Coprywater spesso deve stare alzato tutta la notte per finire i progetti.. Quando accade nessuno é contento, specie le donne!

  • Francesco, ma lo sapevi che il termine era già stato usato in precedenza? Guarda qui 🙂 http://www.ioarte.org/artisti/Artista-Dissociato/opere/coprywater/

  • Jevuliss

    https://www.facebook.com/groups/445226425497520/permalink/1604393029580848/
    In un mondo di imbecilli, sono gli imbecilli che definiscono cosa sia l’imbecillità.

  • Isaia Busatta

    Non pensavo che un coprywater si dovesse ABBASSARE a certi livelli…

    • Se il copryWater rimanesse alzato, chi le sentirebbe le nostre signore?

      • Isaia Busatta

        Hai ragione… potremmo anche andare avanti parlando di tavoletta grafica e di scaricare software ma ho un hobby chiamato lavoro che mi attende 🙂 Grazie per questo articolo!

  • Roberta Gambaro

    furbacchione… 😀

  • Mario Robusti

    Il Coprywater si deve applicare, e restare fissato all’obiettivo. Deve sopportare un carico di lavoro intenso almeno due volte al giorno, tutti i giorni. Altrimenti non produce idee, diventa stitico.
    Chiaramente il Coprywater lavora in team: i suoi preziosi strumenti sono la tazza, per il caffè, e un collettore con il mondo che gli permetta di scaricare tutte le sue idee verso il grande oceano della comunicazione.
    Esistono anche delle scale di valutazione della consistenza delle idee generate dal coprywater, ma trovo eccessivo dilungarsi.
    Se stamattina alle 5 pensavo fossi un pirla, annebbiato dal sonno, dopo aver letto il pezzo ho capito che sei un fottuto genio. Bravo, dabbali tutti