SEO e digital PR, la mia esperienza

by francesco 2.048 views1

Oltre a definire la differenza tra link building e digital PR, proviamo a capire se le pubbliche relazioni sono davvero utili alla visibilità organica sui motori di ricerca e perché.

Oggi rispondo a una domanda davvero interessante posta sui Fatti di SEO da Carlo PrudentinoSì è parlato dell’importanza delle pubbliche relazioni rispetto al posizionamento nei motori di ricerca. La SEO può essere intesa in senso classico, come attività utile ad aumentare la rilevanza di un documento web, non la sua autorevolezza. Questa distinzione importantissima accompagna da qualche anno la crescita di interesse verso la disciplina delle digital PR, da parte di chi eroga servizi di consulenza SEO. La sola rilevanza di una pagina web per un ambito di ricerca può non essere sufficiente a produrre buoni posizionamenti, e d’altro canto non è più facile come in passato costruire autorevolezza limitandosi al mero acquisto di link.

 

Differenza tra link building e digital PR

Certo, entrambe le attività possono servire a procurarci link, ma lo fanno in modo diverso. Mentre la link building attiene alle pratiche utili al procurare artificialmente link verso un sito web obiettivo, le digital PR possono produrre link e menzioni, magari in modo agevolato, ma comunque spontaneo.

In realtà, mentre l’obiettivo della link building è migliorare il ranking attraverso i link, quello delle digital PR è lavorare sulla reputazione di un brand o di una persona. In quest’ultimo caso i link e/o le menzioni, sono effetti secondari e non indispensabili. È giusto fare digital PR per far conoscere e far parlare di un brand, così come è giusto fare link building per migliorare i posizionamenti. Incidentalmente le due pratiche vengono confuse perché possono produrre gli stessi effetti in serp.

La differenza tra link building e digital PR è la differenza che c’è tra un culturista e un ginnasta come Jury Chechi. Mentre il primo presenterà muscoli più evidenti, spesso più “visibili”, il secondo sarà probabilmente meno appariscente, non per questo meno forte, anzi.

Hai presente quei video su youtube dove si vede il maestro di aikido che combatte contro quello di tae kwon do? Si confrontano cose diverse, ma chi è il più forte? Risposta: quello che rimane in piedi! Un grande link builder posizionerà i contenuti in alto per sempre, così come lo farà un grande esperto di digital PR. Tutto dipende dal tempo a loro disposizione, dal budget, dal segmento e (ovvio) da quanto sono bravi.

Se ad esempio curi un foodblog, puoi spendere 1.000 euro per un link da uno dei primi tre siti web di ricette di cucina e vedere l’effetto che ha su Google nei 6 mesi successivi, oppure puoi ottenere più facilmente un link da un blog di media caratura, curato da una mamma che offre consigli sui bambini piccoli, semplicemente entrando in relazione con quel sito web, proponendo contenuti tematizzati come un archivio di  ricette da cucinare insieme al bambino. Se nel primo caso il link è una spinta forte seguita dal nulla, nel secondo abbiamo una spinta più debole caratterizzata da una relazione portata avanti nel tempo. Secondo te, a distanza di due anni, quale sarà stata la spinta più forte?

Un buon link non è più un collegamento costruito e dimenticato. È una relazione.

 

Contenuti e struttura o digital PR?

Come faceva notare Carlo, non è che le persone tendano proprio a regalarti link per quello che scrivi, per quanto tu riesca ad essere brillante. Secondo me non si tratta solo di creare una buona risorsa, ma di fare un buon lavoro nel tempo, creando un sito strutturato ed enciclopedico.

Se nel tuo blog scrivi un articolo su come si coltivano le orchidee e cerchi una risorsa esterna da citare, probabilmente darai un link a giardinaggio.it, non tanto perché ha un ottimo articolo sulle orchidee, quanto perché ha ottimi articoli su tutti i fiori del mondo e perché sono strutturati benissimo rispetto ai criteri di navigazione. Non è vero che i link non te li regala nessuno, è vero piuttosto che i progetti davvero meritevoli di essere citati sono pochi.

Il miglior link builder è quello che non mette fuori nemmeno un link, ma crea nel tempo una struttura e un’offerta di valore tale da far ritenere il suo sito web una fonte trust. Da Google? Sì, ma solo come conseguenza di un’affermazione popolare. Quindi il miglior link builder è un link earner. 🙂

A fronte di tale affermazione, i link builder tradizionali cercano di riprodurre tale ordine di cose in modo artificiale, facendo attenzione a mantenere un equilibrio tra linkmenzioni, mentre gli esperti in digital PR, quando hanno il posizionamento tra gli obiettivi, cercano interlocutori con caratteristiche tali da favorire la diffusione del progetto che seguono.

Poi è chiaro, se il progetto non vale niente o se ha problemi strutturali gravi, sarà tutto più difficile per entrambi. 

 

Conclusioni

Per rispondere alla domanda principale che mi sono posto in quest’articolo, voto decisamente a favore delle digital PR, ma sempre applicate a un progetto solido.

Ragazzi, tenete conto che io sulle digital PR e sul personal branding ci ho costruito una carriera. È roba che funziona alla grande perché il web è un amplificatore. Attento però, ché se non ci metti niente, non amplifica niente.