Pillar article, avercelo lungo conta davvero?

by francesco 2.6K views0

Come si evolve la risposta di Google rispetto ai pillar article? Soprattutto, come vanno strutturati per far sì che ottengano le migliori performance lato SEO?

pillar article contenuto lungo
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Un “pillar” è un contenuto pilastro, vale a dire un documento web molto ricco e circostanziato, realizzato in modo tale da rispondere a quante più domande possibile intorno a un certo argomento. È in un certo senso l’evoluzione delle faq, una bella evoluzione, soprattutto da quando si è cominciato a ragionarci sopra allo scopo di fare posizionamento sui motori di ricerca.

 

Storia del pillar article

Se ci pensi, qualcosa di simile ai pillar sul web esiste dalla notte dei tempi, solo che non erano sviluppati con lo stesso approccio di oggi. Ricordo che quando andavo all’università mi documentavo su pagine web orripilanti, ma ricchissime di contenuto. Interi trattati di storia o documenti tecnici erano facilmente reperibili per le mie ricerche da studente in virtù della lunghezza del testo. Un testo lungo era un’ottima risorsa per chi voleva fare posizionamento… e lo è anche oggi, solo in modo diverso, nel senso che non conta tanto la lunghezza del testo in sé, quanto la quantità, la tipologia e la distribuzione di associazioni rilevanti, presenti in esso.

 

I vantaggi di fare SEO con i pillar article

Ce ne sono tantissimi. Intanto un contenuto risorsa può posizionarsi di per sé portando traffico, ma può anche essere usato per spingere un contenuto che non può posizionarsi in virtù del testo. Ad esempio puoi realizzare un pillar article sulle cialde per il caffè, in cui spieghi tutto su come vengono fatte, come sceglierle, come si smaltiscono etc, allo scopo di spingere la categoria di un e-commerce che vende cialde compatibili lavazza, in cui l’utente non cerca testo, ma appunto cialde. Puoi scrivere un pillar con tutte le informazioni utili sulle auto ibride (consumi, risparmio, noleggi etc) per spingere attraverso un link interno un contenuto sulle auto ibride in cui come è giusto che sia ci sono solo immagini di auto, semmai con una piccola descrizione, ma niente di più, perché chi cerca le auto ibride non vuole vedere altro che quelle.

 

Struttura dei link sui pillar article

Un pillar può e deve muovere link verso risorse secondarie come singoli prodotti o contenuti di approfondimento, ma può anche far partire link verso risorse utili. Un link da un pillar fatto bene è un alleato prezioso per il posizionamento, tanto più forte quanto meglio sarà stato scritto il pillar.

Se usi il pillar per spingere un altro contenuto interno, metti il link a questo nella parte alta del pillar article, direi “above the fold” se fossi bravo, ma visto che non lo sono dico “in alto”, più in alto che puoi. Una posizione che mi piace molto è alla testa del sidebar, come voce di menu.

A proposito, struttura la sidebar con link ad ancora, perché se parliamo di un contenuto lungo già 5 o 6 pagine word (circa 30.000 battute) allora le ancore interne sono una cosa che a Google piace tantissimo perché aiutano gli utenti a muoversi nella tua guida, altrimenti difficile da consultare. È bello e importante che il link in cima a tutti i link ad ancora conduca verso il contenuto che intendi spingere.

 

Ricerca dei topic per il pillar article

La pratica classica ampiamente diffusa tra chi si occupa di SEO, vuole che si individuino i topic usando le phrase match e le related keywords, cioè le chiavi composte e quelle correlate che non contengono la chiave principale. Oltre questo, le redazioni che organizzano i piani editoriali utilizzano Google Trends per decidere in che periodo dell’anno programmare la pubblicazione di un determinato articolo.

Queste pratiche vanno benissimo, ma sono ormai la condizione necessaria e non più sufficiente a emergere nella competizione in serp. Devi cercare correlazioni ad un livello di profondità diverso, trasversale alle serp. Trova chiavi che non sono chiavi, concentrati su entità da associarvi.

Il tuo pillar oggi può arrivare ovunque a patto che ti liberi dell’idea di dare Google in pasto a se stesso. impara ad osservare i motivi alla base dei motivi. Fatti le domande giuste, quelle che si nascondono dove nemmeno i software riescono ad arrivare. 

Vedi. Attraverso.