Cosa significa ottimizzare un sito web per i motori di ricerca

by francesco 3K views0

Ultimamente mi accorgo che tanti seofiti o clienti che seguo per consulenza, non hanno chiaro un aspetto centrale della SEO che fa la differenza tra una buona e una pessima ottimizzazione. Parliamone.

ottimizzare sito web
ottimizzare sito web

Che vuol dire fare SEO?

La domanda che ti pongo oggi ti sembrerà banale, ma mi sono accorto che spesso è proprio su aspetti come questi che ci si perde. Sul blog ho già trattato alcuni di questi argomenti, ma per quanto mi viene detto che Seogarden venga studiato da cima a fondo, mi rendo conto che tanti concetti faticano a entrare. Bene, diciamolo chiaramente una volta per tutte:

Il senso della SEO onsite, non è solamente mettere a posto titoli, meta e intestazioni, non si tratta solo di trovare le parole chiave più adatte e la struttura delle categorie migliore. Fare SEO significa essenzialmente fornire al bot una lettura orientata delle pagine web rispetto al modello di business. Devi dividere bene i contenuti business dagli altri e far capire a Google che questi sono i più importanti rispetto al sito web.

 

Verifica del crawling

Quasi ogni sito web sembra in ordine se lo guardi dall’esterno, ma un occhio al codice può rivelare situazioni scomode da gestire per il bot di Google. In questo senso è Screaming frog (o software simili) a dirci come stano le cose. Fai sempre attenzione agli errori comuni come link rotti, immagini pesanti, percorsi privi di canonical etc., ma fai anche attenzione ai percorsi che vengono seguiti impropriamente, come ad esempio le pagine filtro nei siti e-commerce. In linea di principio puoi verificare la presenza di un’indicizzazione scomposta se trovi una forte discrepanza tra le pagine con output html segnalate da Screaming Frog e quelle riportate in Search Console, alla voce Stato dell’indicizzazione. Ecco, fare SEO significa molto spesso ridurre tale discrepanza.

 

Struttura a silos

Fare SEO significa conoscere e applicare la logica ipertestuale, al cui centro c’è la struttura detta a silos, vale a dire compartimentata per aree. Se nel tuo sito web ogni pagina è raggiungibile da tutte le altre, Google non riuscirà a cogliere i percorsi univoci che caratterizzano la struttura. A queste condizioni i link interni perdono di significato e il sito diventa un agglomerato di pagine senza capo né coda.

Un buon modo per capire se il tuo sito web rispetta la struttura a silo è osservare il menu principale. A meno che non parliamo di un e-commerce con migliaia di prodotti (e spesso anche in quei casi avrei da ridire), non ha senso mostrare i sottomenu al passaggio del mouse, perché in questo modo si replicano su tutte le pagine link ad aree lontane tra loro, facendo venir meno il lagame esclusivo tra pagine afferenti lo stesso argomento. Fare SEO significa anche preservare l’esclusività dei percorsi interni.

 

Finalizzazione (CTA)

Infine la finalizzazione. Posto che devi evitare errori e/o appesantimenti inutili della scansione, posto che devi compartimentare le aree del tuo sito web, ricordati di finalizzare ogni pagina del sito con (almeno) una call to action nel body text. Non nel sidebar, nel body text!

Lascia perdere se io non lo faccio, nel mio caso la storia è diversa. Un problema di troppi siti web è che continuano ad affidare la conversione all’area di contatto nel menu principale. È una follia, soprattutto nell’era della navigazione mobile. Tanti utenti che fruiscono i contenuti del tuo blog interno nemmeno si accorgono che il tuo progetto ha un’offerta business. Non la vedono. Se non sei solo un benefattore dell’umanità (e se ti interessa avere una buona SEO) fai muovere gli utenti attraverso le pagine del tuo sito web mediante intestazioni seguite da un pulsante, non solo con i link nel testo. Quelli non li vede più nessuno!

 

Fare SEO significa un’infinità di altre cose, ma se già queste ti sono chiare puoi far bene.

Occhio.