Intervista SEO: Alessia Martalò

by francesco 1.6K views0

alessia martalò
alessia martalò

Alessia Martalò è una consulente SEO esperta nella progettazione e nello sviluppo di strategie di content marketing. Il suo focus è quindi sulla SEO onsite e sul copywriting orientato agli utenti. Eccovi il racconto della sua esperienza.

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

È vero, si può sempre smettere, ma non è affatto facile! Tutto, comunque, è iniziato con la scrittura. Scrivo tanto sin da quando sono riuscita a tenere la penna in mano (ho anche pubblicato un libro di cui vado molto fiera, Holmes House – protagonisti a confronto, disponibile su Amazon). Ho iniziato quindi a lavorare per passione come copywriter SEO alcuni anni fa, e ad inizio 2014 – complice lo spauracchio dei 30! – ho cominciato a studiare seriamente la SEO. Mi sono divertita tanto e pochi mesi dopo ho aperto la partita IVA. Perché l’ho fatto? Difficile individuare una causa precisa: sicuramente l’insoddisfazione per il lavoro dipendente ha giocato un ruolo decisivo. 

2) Come hai imparato a fare SEO?

Non si finisce mai di imparare! Ho trovato decisivi e molto interessanti i corsi del GT Master Club e i webinar di SEMrush. Cerco di leggere tanto, anche se questo non è sempre facile tra mille scadenze e deadline, e poi cerco, nei limiti del possibile, di mettere in pratica ciò che studio. Un buon modo per approcciarsi alla SEO è attraverso la creazione e la gestione di un sito o un blog, per imparare a prendere confidenza con WordPress o chi per esso e soprattutto con termini che a noi piacciono tanto, come tag, keyword, snippet e alt text. E se malauguratamente si fanno danni, perlomeno, non bisognerà chinare il capo davanti ad un cliente arrabbiato… 

3) Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Forse gli chiederei di svelarmi i (100? 200?) fattori di posizionamento per Google? In realtà forse è bene che resti un segreto, o quasi. Del resto è troppo divertente leggere, ad ogni inizio d’anno, quali sono i “nuovi” fattori di posizionamento in base a esperimenti, test o non meglio precisate consultazioni della palla di vetro. Il nostro lavoro, così, diventerebbe banale, non trovi? Quindi, se incontrassi Matt Cutts semplicemente gli farei una foto e la terrei come ricordo! 

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Come posso non citare il mio intervistatore? A parte gli scherzi, ho apprezzato molto il tuo lavoro di ricerca e divulgazione in ambito keywords e intenzioni di ricerca. A volte, noi consulenti SEO dimentichiamo che dietro il monitor c’è un utente in carne ed ossa che non si lascia sempre abbindolare dalle nostre (a volte pindariche) tecniche di posizionamento. Se il sito non funziona, semplicemente, prima o poi sparirà dalle prime posizioni. 

Tornando alla domanda iniziale, apprezzo molto il lavoro del GT Master Club, di Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo e Andrea Pernici in primis, che hanno fatto della formazione la loro arma vincente. Bravi e simpatici.

E poi non posso non citare Ivano Di Biasi che con il suo SEOZoom sta facendo un lavoro davvero meritevole. 

5) Cos’è veramente la SEO?

In senso stretto, ottimizzazione per i motori di ricerca. In senso più ampio, preferisco parlare di SEM o di Web Marketing, anche se senz’altro SEO è il termine più inflazionato e noto ai clienti. Tra l’altro ogni anno si dice chela SEO è morta, ma in fondo si tratta di una forma (sebbene molto diretta e specifica) di pubblicità, che esiste da sempre. Sicuramente può essere morto un certo tipo di intendere la SEO (keyword stuffing, spam e link building di bassa qualità) ma la SEO di per sé è ancora viva e vegeta.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Di recente ho scoperto il già citato SEOZoom, che trovo molto valido e utile sotto diversi punti di vista. Per la ricerca delle keywords e delle parole chiave correlate, non posso fare a meno di Google AdWords e SEMrush. 

Utilizzo quotidianamente anche Screaming Frog e Ahrefs. Per la verifica del posizionamento, trovo molto utili SERP checker (che ha il grande vantaggio di essere gratuito, il che in una professione come la nostra non guasta!) e soprattutto GEORanker, indispensabile per valutare il posizionamento geolocalizzato. Ma forse l’unico software davvero fondamentale ed essenziale è ancora una volta il nostro cervello, unito a sano ragionamento, un po’ di azzardo e tanta, ma tanta, voglia di imparare. 

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Non usate MAI tecniche black hat SEO e negative SEO. Sviliscono il nostro mestiere e, poi, rendono inutilmente scettici e sospettosi i clienti. Di recente mi è capitato il caso di un e-commerce “vittima” di una web agency improvvisata. Migliaia di link aggiunti letteralmente a caso (forse con meccanismi automatici?) per tentare di scalare le classifiche in maniera davvero ingenua. Questi sistemi non funzionano, non portano a nulla, quindi cari SEOFITI fatene a meno!