Intervista SEO: Stefano Zanardi

by francesco 1.2K views0

stefano zanardi
stefano zanardi

Stefano Zanardi è un SEO che mi è stato presentato da poco e che non conoscevo. Sono felice di intervistarlo perché mi ha sorpreso la sua preparazione, oltre al fatto che Google conosce il nome della sua sposa e che da poco lavora insieme agli amici di Find, che saluto. Bando alle ciancie, buona lettura e buona settimana a tutti.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Più o meno è andata così: ho imparato l’HTML, ho creato il mio primo sito web e ho aggiunto un contatore degli accessi. Avrei voluto che chiunque fosse interessato riuscisse a raggiungere il mio sito e leggere le mie guide: vi erano diversi tutorial su come risolvere i CrackMe, alcuni programmini sviluppati in VB6 e una guida sui file batch per windows.

Ogni giorno controllavo le statistiche e portavo avanti quella che per me era diventata una sfida: essere visibile sui motori di ricerca. Era l’anno 2005.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Ho imparato sui forum e ho approfondito testando e sperimentando. I vari sitarelli “made for adsense”, sono stati davvero un’ottima palestra!

Ci tengo a ricordare due periodi della mia vita che mi han permesso di fare il salto di qualità e acquisire competenze e professionalità.

Durante i miei studi di ingegneria elettronica, tra un transistor e l’altro, ho avuto modo di approfondire la mia passione per il web sperimentando giorno dopo giorno e acquisendo varie competenze: dalla gestione dei server, alla programmazione, fino alla SEO più tecnica.

L’altro periodo che mi ha permesso di crescere professionalmente è stato il mio primo anno in agenzia: grazie ai miei colleghi ho imparato davvero tanto sul mondo delle agenzie e ho allargato la mia visione del marketing spaziando dal Pay Per Click al Social, da Google Analytics alla User Experience, dal business dei clienti alle campagne di marketing offline. Da qualche anno, infatti, anche le campagne di marketing offline possono avere risvolti positivi sul canale organico; è quindi fondamentale essere in grado di percepire e comprendere il funzionamento di tutto l’ecosistema che gira intorno alla SEO e più in generale al web-marketing.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Innanzitutto cercherei di spostarmi in una via un po’ più luminosa, dopodichè gli chiederei se, una volta tornato dal suo congedo, fosse possibile vedere dagli uffici di Mountain View lo strumento interno di debug dei risultati di ricerca di Google.

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Ci tenevo a ringraziare in particola modo Giorgio Taverniti, Andrea Pernici e Enrico Altavilla che quasi ogni giorno ci regalano aggiornamento e formazione in modo gratuito, oltre ai vari corsi e convegni a pagamento.

Un altro SEO italiano di cui ho grande stima è Gianluca Fiorelli. Permettimi inoltre di uscire dall’Italia e di citare Bill Slawsky e Michael Martinez.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Le condizioni ideali di lavoro sono quelle in cui la qualità del servizio viene messa al primo posto e pagata adeguatamente. Dopodiché, per lavorare bene, è necessario guadagnare la fiducia dei clienti facendo percepire loro la propria professionalità e le proprie competenze.

Le condizioni peggiori si verificano quando la SEO viene venduta e percepita dal cliente come un pacchettino opzionale e di addobbo al sito web.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Utilizzo soprattutto Excel e Notepad++. Scherzi a parte, gli unici Tools SEO che ritengo utili sono quelli grazie ai quali è possibile automatizzare operazioni lunghe e noiose, come ad esempio l’acquisizione di grandi quantità di dati. Potrei quindi citare Screaming Frog, MajesticSEO e SearchMetrics, oltre ai vari custom tools che ho sviluppato.

Faccio anche un grande uso dei plugin per i browser. In particolare, oltre ai più comuni in ambito SEO, Grease Monkey mi è tornato spesso utile!

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Il miglior consiglio che potrei dare a un giovane interessato alla SEO è di cominciare dalle basi: l’HTML e il protocollo HTTP. Il resto poi, se accompagnato da passione e curiosità, verrà da sè!