Intervista SEO: Sante Achille

by francesco 3.1K views0

Ultimo aggiornamento 3 Dicembre 2019

Sante Achille
Sante Achille

Dall’ingegneria aerospaziale alla passione per il web, ho ancora molte domande da fare a Sante Achille, ma per fortuna questo venerdì sera ci incontriamo a Cagliari per il WMT2016. Intanto eccovi il racconto di un pezzo del suo cammino.

 

 

 

In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)


Ho cominciato a fare SEO nel 1997. Uno dei primi siti su cui ho fatto SEO è stato un sito per generare leads nel settore della consulenza e counseling psicologico. Allora era tutto “on-site” ovvero titoli, keyword density, che tempi ragazzi… ho ancora dei software che negli anni sono riuscito a conservare nonostante le numerose migrazioni da PC a PC e poi al mondo Mac dove vivo dal 2008.
L’Attività Web l’ho iniziata nel 1995. Nel ’94 lavoravo per l’Agenzia Spaziale Europea a Noordwijk in Olanda ed è stato lì che ho scoperto il web nel suo stato embrionale. Ne rimasi affascinato dalla tecnologia e vidi le potenzialità dello strumento. Quell’anno partecipai alla seconda conferenza mondiale di Internet che si tenne a Chicago: una settimana di conferenza “full immersion”. Di quell’evento ricordo l’entusiasmo dei partecipanti, li definirei ivisionari dell’epoca che avevano visto lungo, che avevano capito come il web avrebbe cambiato il mondo.
Smettere di fare SEO? Difficile, molto difficile. SEO è una droga, una sfida mentale. È come l’attività fisica, cerco sempre di spingere i limiti!

Come hai imparato a fare SEO?


HAHAHAHAHA – la SEO si può dire che ho aiutato ad inventarla. Nel 2003 sono stato invitato al Search Engine Strategies di Londra per presentare una case hisotry di un sito dinamico che aveva problemi ad essere indicizzato. In quel tempo i siti dinamici avevano la sessionID nella URL e gli spider non erano molto evoluti quindi “loopavano” nel sito facendo un gran casino.

Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?


Aprirei un paio di birre – una per lui e una per me… e poi una seconda… e poi una terza… mentre si beve si parla… 

Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?


Non voglio fare torto a nessuno nel fare nomi – non ho molti contatti in Italia tra SEO, ne ho molti di più all’Estero con i quali faccio molto lavoro. Ti posso dire che sono Amico (nel vero senso della parola con due SEO: Luca Bove eCesarino Morellato.
Cerco di farmi una opinione (e non giudicare) in base all’approccio utilizzato: lo vedo subito se qualcuno fa quello che dice oppure se si è “formato” con le letture di nozioni/informazioni prese dal web. La formazione di base è fondamentale. Lo studio (quello vero) gioca un ruolo fondamentale nell’impostazione del lavoro – sarà perché sono ingegnere di quelli del vecchio ordinamento, ma la penso così.

Cos’è veramente la SEO?


Non più quell’attività tecnica e tecnologica che facevo quando ho iniziato. È un progetto complesso che si articola attraverso la declinazione di varie discipline tecnologiche e umanistiche che vanno coniugate con una regia attenta e sensibile.

Quali software utilizzi per fare SEO?


Majestic, SEOmonitor, ScreamingFrog sono gli strumenti della mia quotidianità. Poi ci sono quelli per l’analisi semantica dei testi – ad esempio alchemyapi – dati strutturati e modellazione semantica sono un argomento molto affascinante con cui sto lavorando molto da qualche anno e porta risultati interessanti 😉

Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)


Questo non è più un mestiere per i deboli di cuore. È complesso e richiede molto studio e ricerca, fantasia e creatività e tanta tanta determinazione. Bisogna saper coniugare la richiesta (impossibile) del mercato per risultati veloci ed economici con le metodologie e disponibilità di mezzi per il raggiungimento degli obiettivi. Insomma la quadratura del cerchio.