Intervista SEO: Roldano De Persio

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roldano de persio
roldano de persio

Roldano De Persio è un SEO italiano che vive e lavora a Berlino. Mi ha fatto davvero piacere intervistarlo perché ritengo molto utile leggere il punto di vista sul nostro mestiere da parte di si chi confronta con mentalità (e non solo con lingue) diverse. Auguro a tutti, me compreso, che sia una settimana serena e ricca di belle novità. Buon tutto.

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Nel 2008 quando sono stato sbattuto fuori da una Web Agency in crisi e dopo che avevo visto ex colleghi fare SEO (male). Io provenivo da una lunga esperienza di sistemista Unix e poi programmatore php. Qualche anno dopo chiesi di fare il commerciale per interagire con i clienti e imparare come si parla con loro per portare a casa il punto.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Come dico sempre… auto di latta (no non è un refuso) 😉 Imparato tutto sempre da solo, autodidatta appunto! Ho lentamente appreso le basi del SEO sia studiando libri in lingua inglese sia andando ad eventi in giro per l’Europa e più spesso a Londra. Inoltre ho fatto e continuo a fare esperimenti con vari siti – non quelli dei clienti eh! – e vari blog creati negli anni. Da pochi mesi ho anche fatto tradurre in Svedese un mio post su come fare e-commerce in Germania. Perché? Così per vedere l’effetto che fa e l’ho pure pagato caro.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Nulla, perché non sono omosessuale! 😉 Parlando seriamente, nulla lo stesso perché Matt fa il suo mestiere e io il mio. Tutti devono interpretare al meglio la loro parte e partecipare a questo grande gioco con ricchi premi o anche legnate sui denti.

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Beh non mi pronuncio anche perché ormai non seguo più molto la scena italiana vivendo a Berlino. Inoltre sto sempre più indirizzandomi su lingue diverse da italiano e a parte il tedesco, cominciano ad arrivare richieste per lingue esotiche come Svedese o anche Cinese o perfino Coreano e lì si gioca su campi diversi da quello solito italiano o anche europeo. I guru nel settore localizzazione o International SEO che dir si voglia sono pochi e spesso nemmeno esistono. Questo perché in Europa siamo tutti abbastanza concentrati su mercati nazionali o su mamma Google, che fa da padrone. Appena esci fuori dal seminato, tutte mandibole a terra 🙂

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Beh presto detto. Le condizioni ideali sono un cliente che paga subito e capisce quello che gli stai dicendo e chiedendo. Le condizioni peggiori l’opposto. Sembra banale, ma è così se ci pensi bene. Il SEO in se è come tutti i lavori, né brutto né bello. Si deve studiare, sperimentare, capire cosa succede e migliorare continuamente. In sintesi evolversi ed essere rapidi. La vera differenza tra condizioni ideali o pessime la fa il cliente perché il budget e le idee chiare aiutano. Il SEO non è un mago e spesso e fa parte di una strategia generale di Marketing che deve essere chiara al cliente. Se il sito è poco usabile oppure vuoi vendere in Germania, ma non capisci come funziona la mente dei clienti tedeschi c’è poco da fare SEO. In certe condizioni si diventa il parafulmine di clienti impreparati tentando di capire gli andamenti ondulatori di Google oppure dei mercati dove vogliono essere presenti. Alfabetizzare il cliente e fare maieutica per estrarre le info strategiche è un costo che non ci possiamo permettere molto spesso.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Segreto 😉 Basta se dico SEMrush? In realtà vedo che molti danno un eccessiva importanza ai vari software. In sintesi come i medici oggi affidano tutto alle macchine per le diagnosi, che sono sicuramente utili, così vari SEO pensano di risolvere tutto o quasi con software miracolosi. Preferisco capire a naso prima se ci sono problemi, oppure partire già da quando il sito è in via di costruzione usando esperienza e intuito. Certe volte si risolvono casi semplicemente perché il sito è un disastro dal punto di vista SEO e basta fare gli opportuni aggiustamenti. Usare l’armamentario tecnologico è sicuramente utile in casi di forte competitività e però pure in quei casi secondo me creatività e intuizione aiutano molto.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Cambia idea e mettiti a studiare cinese 😉 Il consiglio serio è quello di studiare e seguire gruppi come Fatti di SEO, facendo esperimenti per capire sul campo quello che funziona davvero. Altro consiglio è quello di studiare le lingue e fare esperienze all’estero.