Intervista SEO: Riccardo Mares

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riccardo mares
Riccardo Mares

Anche se sembra così a molti, non c’è niente di magico dietro alla SEO del mago Merlinox Riccardo Mares, solo un’enciclopedica conoscenza della materia e un’autentica e viscerale passione. Troverete tante interviste su di lui. È normale quando sei al top. Per quanto riguarda noi, godiamocela, ricordando al mago la solita formula: rispondi tranquillamente, tua madre, comunque, non lo scoprirà…

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Bella domanda: probabilmente nel 1999 quando ho iniziato a fare i siti più o meno in modo professionale. Sicuramente dopo il 2000, lavorando in web agency, cercavo di fare siti ottimizzati e ho iniziato a giocare con gli strumenti dell’epoca: cose tipo Altavista!

Solo negli ultimi anno mi sono spostato sempre più verso SEO e Web-Marketing fino all’atterraggio in Studio Cappello, dove faccio praticamente quello in modo esclusivo.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Anche qui ti rimando alla domanda di cui sopra. Sono sempre stato uno smanettone curioso. Sicuramente la formazione tecnica mi ha aiutato a venirne fuori con certa facilità nell’interpretazione dei testi tecnici e penso anche nell’approccio. Ricordo che feci un corso tantissimi anni fa alla corte di FraDeFra dove conobbi Paneghel: lì forse la definitiva illuminazione. Oggi la formazione diciamo che è continua: esperimenti, condivisione, libri, blog, convegni.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Spererei vivamente non fosse astemio, amasse il rugby e gli piacessero le donne: almeno avremmo qualcosa di cui parlare.

Lui è sicuramente il megafono di Google, ma non possiamo imputare a lui tutto quello che succede su Google.

Beh forse una cosa gli chiederei, tipo perché usa Twitter e non Google+ per le cose importanti 😉

4) Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

Questa è una domanda cattiva: sallo. Faccio fatica a farti una classifica: non saprei come valutarli! Sarebbe bello poter avere esperienze con ognuno di loro e darti una valutazione. Senza contare che secondo me ci sono dei SEO di cantina (non è un’offesa) che non vivono il mondo social, almeno attivamente, ma che lavorano in modo egregio.

Posso però dirti sicuramente quei SEO che mi hanno dato tanto, forse anche inconsapevolmente:

•Andrea Vit

•Alessio Sbrana

•Piersante Paneghel

•Giorgio Tave

•Andrea Pernici

•Andrea Scarpetta

•Andrea Cappello

•Martino Mosna

•Davide Zanetti

•Riccardo Perini

•Claudio Gagliardini

•Maurizio Ceravolo

•Andrea Moro

Sicuramente me ne sono dimenticato qualcuno, spero non si offenda, ma ormai ho una certa età e sono un po’ rinco.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Le migliori avere qualcuno che ti garantisce lo stipendio senza darti paletti. Avere clienti di media entità: non piccoli da non aver spazi di manovra, non grandi dove non hai spazi di manovra. 

Le peggiori sono quando devi lottare con contratti senza senso, quando non c’è budget, quando non si capisce una strategia, ma si mira a risultati “atomici” che sai benissimo che non hanno valore. Ma anche quando lavori con clienti grossi, dove le modifiche avvengono in tempi biblici e spesso nemmeno nel modo corretto.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Ne uso veramente pochi. Sicuramente gli amici più inseparabili sono Screaming Frog e Excel. A seguire Majestic SEO / AHrefs.

Poi sono utili anche tool d’analisi esterna come SearchMetrics, che almeno ti danno una mano ad interpretare il mondo che circonda il progetto.

Per mio diletto ed uso ho creato anche un tool che si chiama SuggestMrx, per fare brainstorming di parole chiave e GrepMrx per filtrare i file di log corposi.

Ovvio: Google Adwords, ma è qualcosa di abbastanza scontato.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Passione. Passione. Passione. Ma soprattutto la fortuna di trovare un’azienda in grado di accompagnarlo verso un cammino di esperienza e di formazione.

Si può studiare quanto si vuole, ma se non si ha la materia prima su cui provare spesso il nozionismo diventa fuffa.

Si può iniziare dalla Guida di Google, o da un buon corso di Formazione.

Blog, ce ne sono tanti di validi, specie in lingua inglese: non perché gli italiani siano inferiori, ma perché condividono meno.

Forum GT: da sempre una fucina di formazione. In ogni caso passione e curiosità sono le parole chiave vincenti che permettono – assieme a una buona testa e un po’ di culo – di arrivare alla conversione.