Intervista SEO: Pasquale Scarpati

by francesco 1.3K views0

pasquale scarpati
pasquale scarpati

Pasquale Scarpati è il Joker, uno degli esempi più belli di SEO che cominciando per passione, continuano ad imparare e migliorare se stessi in un moto senza fine. Per questo sono così contento di averlo come ospite sulle pagine di questo blog. Se ami davvero quello che fai, nessuno può fermarti. Ed ora Pasquale, rispondi tranquillamente, tua madre, comunque, non lo scoprirà 🙂

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ciao Francesco, innanzitutto grazie per l’ospitalità. ☺

La mia storia da professionista del web è alquanto ambigua, ma proverò a raccontartela in poche righe. 

Ricevo il mio primo PC a 16 anni suonati, un tantino tardi rispetto alla media.

Da lì praticamente diventa una droga e qualsiasi cosa riguardasse internet mi affascina al punto da doverla studiare nei dettagli.

Ho cominciato ad interessarmi alla SEO nel 2007, un annetto dopo aver lanciato il mio primo blog, dapprima su piattaforma gratuita, poi su dominio di secondo livello regalatomi da un amico. Quando ho chiesto la carta di credito a mio padre per comprare un dominio mi ha risposto “Pasquale, su internet fanno le truffe. Non se ne parla. E poi cosa sono questi ‘domini’…” (in verità, dato che siamo napoletani, mi ha risposto “ ‘Ngopp a internèt fann’ e truffe. Nun’ è cosa Pascà. Ma poi che so’ ‘sti ‘dominie’…).

Dopo qualche mese arrivano le prime  vere soddisfazioni. Vi risparmio le cifre in termini di accessi, non mi piace parlare di numeri miei in pubblico. E poi chi vuoi che si ricordi di tifosidoc.com?!?

Ho cominciato a studiare seriamente la SEO, in italiano ed in inglese perché volevo capire. Volevo capire cosa avevo fatto al mio blog tanto da farlo primeggiare su qualsiasi keyword avesse nel titolo “streaming” riferito al mondo del calcio. All’estero ho trovato molte più informazioni: la gente lì condivide esperienze, esperimenti e non ha paura di fare spam intelligente. Il terrorismo di Cutts funziona meno che nel nostro paese.

Quello che mi ha sempre motivato ad imparare e sperimentare (in un modo che definire vorace è riduttivo), è la mia visione di quello che è stato, è e sarà Google: un ottimo motore di ricerca. Il migliore in assoluto. Molto ben pensato, con migliaia di risorse a supporto. Tantissimi cervelloni che lavorono per migliorarlo. Ma NON PENSANTE.

Nel 2011 sono stato assunto da Puntocomunicazione srl come responsabile dell’area SEO, lavorando al fianco di persone veramente in gamba.

Da quest’anno sono co-fondatore di Qonnecta.com, una web agency che, oltre ad offrire servizi di qualità per aziende che vogliono aumentare la propria visibilità sul web, ha messo su un network di magazine monotematici (li trovi qui ->http://qonnecta.com/qonnetwork/), che quotidianamente servono migliaia di utenti. Siamo ancora agli inizi, ma il progetto è veramente affascinante.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Mi riaggancio al casino che ho scritto sopra, aggiungendo che ho imparato a fare SEO studiando, sperimentando e prendendo tantissime mazzate sui maroni.

Diverse decine di filtri, penalizzazioni e misteri mi hanno fatto incazzare di brutto, non mi hanno fatto dormire la notte ed in alcuni casi ho chiesto anche aiuto a forze mistiche o sovrannaturali.

Nonostante tutto sono contento di aver sbagliato tanto, perché per uno come me, a cui piace il rischio e la sfida, Google è una piacevole ossessione. Un qualcosa che non rimane mai fermo, che ti stimola ad essere più ingegnoso, che ha degli effetti transitori nelle serp che ho scoperto solo nel tempo e tanto altro ancora.

Si, Google e la SEO sono quanto di meglio avrei potuto chiedere alla vita, perché amo le sfide, ne sono ossessionato ed è difficile trovare qualcosa di così affascinante per cui vivere.

Non fraintendetemi, nella mia vita non c’è solo Google: ho una bellissima famiglia, una splendida fidanzata ed un cane meraviglioso. Pochi amici veri, ma quella è una mia scelta personale.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Gli chiederei perché con così tanti soldi, così tanti dati, così tante risorse e così tanti dipendenti, Google rimane ancora un motore dei miei stivali in moltissime “valutazioni”.

Mi piacerebbe dargli alcuni consigli e poi gli farei i complimenti, perché anche se odio la sua figura in Google, capisco che ha un groppone sulle spalle non facile da portare avanti.

4) Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

Forse sono uno dei pochi, se non l’unico che ti fa una lista vera e propria. Non ho la presunzione di poter valutare chi sono i migliori 10 SEO italiani, perchè mi piace pensare che ci siano SEO sconosciuti che guadagnano soldi a palate e che se la ridono leggendoci. Ma ti butto qualche nome di persone che stimo veramente e che, anche se non conosco personalmente, ho analizzato (il mio più grande difetto è che non mi faccio mai gli affari miei e che sono spaventosamente curioso, su qualsiasi cosa).

– Enrico Altavilla

– Matteo Monari

– Andrea Pernici

– Ivano Di Biasi

– Riccardo Mares

– Marco Quadrella

– Gianluca Fiorelli

– Simone Righini

– Cesarino Morellato

Avrei potuto inserire altri 2/3 nomi, ma questi sono per me i migliori 10 SEO italiani tra quelli che conosco. Li giudico in base a quello che hanno fatto ed al loro approccio (molti in netta contrapposizione).

Non dico altro, altrimenti succede il finimondo su Google Plus 😀

Dite che ho sbagliato a contare? Sono 9? Ah, giusto. 

Il numero 10 (non a caso) è Francesco Margherita.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Ideali:

1) Cliente che si affida

2) Cliente con buon budget

3) Servizio venduto coerentemente al valore che si può creare per il cliente (per intenderci: non vengono vendute “mele per pere” ad uno che fa tende)

4) Team affiatato

Peggiori:

Il contrario di quanto detto sopra. E ci aggiungo: quando devi fare un lavoro per un cliente che non è/non ha quanto prometti nel sito/nelle landing.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Oltre ad usare in “modalità reverse” gli strumenti che mette a disposizione Google, uso: Search Metrics, Screaming Frog, Xenu, Majestic SEO, SEO Quake per Firefox e qualche script fatto in casa ☺

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Quello che do’ a chiunque si affacci a questo mondo e mi chiede dei consigli: i consigli nella SEO non esistono. Createli da solo.

Non me la sento di dire ad un “seofita” non fare spam. Perché se poi ci prova, viene da me e mi dice che funziona e che sono un incapace.

Non me la sento di dirgli “non fare link-building”. Perché poi viene da me e mi dice che funziona e che sono due volte un incapace.

Non me la sento di dirgli di non usare i testi spinnati, fare article marketing o comprare domini scaduti ad alto Pagerank per fare redirect 301 in un certo modo. Perché poi viene da me e mi dice che sono tre volte un incapace e che forse è meglio che cambio lavoro.

Non me la sento sinceramente di prendere in giro qualcuno che vuole scoprire un mondo infinito: vuoi fare SEO? Ok, fallo. Come TU credi che sia giusto. 

Preparati alle mazzate sui maroni, a cambi improvvisi ed a stabilire una tua filosofia d’azione. Quello che ho elencato sopra, in molti casi funziona ancora. Ma il tempo muta le cose ed anche Google riesce spesso a sorprenderti in positivo.

Scherzi a parte, molte persone non si rendono conto di quello che significhi veramente fare SEO per un progetto serio. Ho parlato con persone che limitavano il proprio lavoro ad un “ho visto le keywords su Adwords, ho creato le pagine con tanto testo e qualche immagine ed ora le linko da siti che mi ha passato il fratello di miocuggino”.

SBAGLIATISSIMO!

Ci sono tantissimi altri fattori da prendere in considerazione, ma il tutto – secondo me – si racchiude in: esperienza, conoscenza, testing, intuito, analisi, pianificazione, coerenza e calma. 

Quest’ultima, concedetemelo, fa’ veramente la differenza in moltissime situazioni.