Intervista SEO: Pasquale Gangemi

by francesco 2.3K views0

Pasquale Gangemi è un SEO laureato in Economia Aziendale con master in content management ed editoria 2.0. Acclamato autore del blog infografiche.com e vincitore del SEOtraining contest nel 2012, Pasquale è un professionista di tutto rispetto nella scena italiana. Scopriamo insieme il suo punto di vista nelle risposte che ci ha voluto regalare. Intanto buon lunedì a tutti e per Pasquale la solita frase di rito: Rispondi tranquillamente, tua madre comunque non lo scoprirà 🙂

1)   In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (Puoi ancora smettere)

In questo momento della mia vita non credo di essere in grado di smettere di fare SEO (o più in generale Web-Marketing) ed in effetti non lo faccio nemmeno saltuariamente. Sono sempre connesso e, mio malgrado, anche quando non ho un PC tra le mani, il mio pensiero è quasi sempre rivolto ai progetti sui quali sto lavorando. Ho la fortuna di svolgere una professione che in un modo o in un altro sarebbe comunque stata una vera e propria passione che ho cominciato a coltivare nel 2008 e che ho sviluppato e sulla quale ho deciso di specializzarmi dal 2010.

2)   Come hai imparato a fare SEO?

Sono del parere che esistono essenzialmente due attività strettamente correlate tra loro e addirittura propedeutiche che consentono di imparare qualcosa, ovvero: “studiare” e “fare”.

Dopo 5 anni di università (ho studiato economia aziendale ed ho letto la parola “SEO” solamente in un piccolo trafiletto di un libro di marketing strategico di Philip Kotler) e quindi a seguito di tanta teoria in cui ho “imparato ad imparare”, mi sono iscritto ad un master universitario di I livello in “Content Management ed Editoria 2.0” il cui programma prevedeva un discreto numero di ore su web-marketing, SEO, comunicazione, blogging e social media marketing; sperando di mettere finalmente in pratica ciò che fino a quel momento avevo appreso da autodidatta.

Proprio in quei mesi decisi di creare il mio primo “vero” progetto personale: infografiche.com. Il blog oltre ad essere stato un’ottima palestra mi ha dato tante soddisfazioni in termini di personal branding e di visibilità.

A distanza di un anno dalla creazione di infografiche ho partecipato (e vinto) il contest SEO Bellimbusto organizzato da SEO training grazie al quale ho imparato tantissimo e conosciuto gente fantastica con la quale mi confronto e collaboro costantemente da due anni a questa parte.

3)   Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Questa è davvero una domanda alla quale non saprei rispondere. Apprezzo Matt Cutts per il ruolo che interpreta e sicuramente sarei felice di incontrarlo un giorno per farci una chiacchierata vis-à-vis.

Sicuramente non mi piacciono alcune delle ultime scelte di Google (es. l’incremento dei “not provided” su Google Analytics o il fatto che abbiano alimentato il mercato della “negative SEO” con gli ultimi aggiornamenti di Penguin) ma lui è solamente il frontman e la parte gli riesce molto bene.

Il mio consiglio è quello di non fidarsi di ciò che dice quest’uomo (e non fidatevi soprattutto di quelli che dichiarano la morte di qualcosa il giorno successivo alle sue dichiarazioni).

4)  Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

Per stilare una classifica dei migliori SEO italiani dovrei prima averli conosciuti tutti e purtroppo non è così.

Sicuramente posso citare alcuni colleghi con i quali collaboro costantemente o dai quali ho “semplicemente” imparato qualcosa di estremamente utile (probabilmente non arriverò a 10 SEO in totale).

Nello specifico non posso non menzionare (in rigoroso ordine alfabetico): Adriano De Arcangelis, Benedetto Motisi, Emanuele Tolomei, Marco Salvo e Simone Righini.

Ottimi professionisti per ciò che riguarda competenze, risultati ottenuti e puntualità.

5)   Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Potrebbe sembrare banale ma le condizioni di lavoro ideali derivano prettamente dalla quantità di budget a disposizione per quel progetto (sintomatico della fiducia del cliente nei nostri confronti), dal team che lo segue e dall’ambiente lavorativo che ci gira intorno.

Di contro l’assenza o la ristrettezza di queste variabili potrebbero cambiare totalmente la suddetta condizione trasformandola da “idilliaca” in “drammatica”.

6)   Quali software utilizzi per fare SEO?

Ho iniziato a svolgere questa professione utilizzando solamente:

          GWMT (gli strumenti per i webmaster di Google);

          Google Analytics;

          Google Adwords;

          Google Trends.

Questi strumenti forniscono un discreto quantitativo di dati nel momento in cui si gestiscono clienti di livello “medio-basso”.

All’aumentare delle mie esigenze e di quelle dei clienti ho dovuto far ricorso ad applicazioni come SearchMetrics, Moz, Avanced Web Ranking, Screaming Frog, i SeoTools che ho ideato, ecc.

Non esiste un software “universale”, ognuno di essi è in grado di svolgere adeguatamente uno o più compiti proprio per questo motivo cerco di estrapolare il meglio da ognuno di essi per ottenere i dati che cercavo.

7)   Quali consigli daresti a un SEOFITA? (Giovane sulla cattiva strada)

Gli consiglierei di studiare tanto ma di dedicare molto più tempo ad attività pratiche, di creare un proprio blog su un argomento specifico e di cominciare a comprendere “step by step” quali potrebbero essere le principali difficoltà riscontrabili da un cliente.

Solo “sporcandosi le mani” è possibile migliorare e migliorarsi.