Intervista SEO: Paolo Dolci

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paolo dolci
paolo dolci

Paolo Dolci è appassionato di tecnologia da quando aveva 7 anni. Sviluppatore e sistemista, Paolo si pone sul versante più tecnico e informatico della SEO, come consulente e sperimentatore esperto di wordpress.

 

 

In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho iniziato nel 2002 quando la SEO non aveva ancora un nome e non era ancora un lavoro. All’epoca feci un breve stage per una Web Agency da cui ne uscii con una buona “infarinatura” di PHP e MySQL. Si era appena aperto davanti a me il mondo della programmazione orientata al Web e, animato da tanta passione e curiosità, decisi di approfondire l’argomento realizzando un sito dedicato ad un’altra mia grande passione la Musica! Raggiunto questo primo traguardo, come ogni nerd curioso che si rispetti, fui assalito da nuove domande come “chi lo troverà?”, “come arrivano i visitatori al mio sito”, “perché non è nei primi risultati dei motori di ricerca?” (all’epoca Altavista, un embrionale Google, Yahoo… ) così iniziai a fare esperimenti per capire quali erano le leve su cui potevo agire per migliorare il posizionamento SEO e dopo un anno circa, il sito era nelle prime posizioni dei più popolari motori di ricerca. Era appena sbocciato un amore tra me, il Web e la SEO. Successivamente la mia carriera professionale ha preso altre strade dove Web e Seo sono rimaste mie passioni personali. Ho sempre ricoperto ruoli informatici (Sistemista, Programmatore, Analista, etc) ma mai legati al mondo del Web. Nel 2007 sono entrato in una grossa realtà dell’Hosting italiano e per 5 anni ho avuto modo di vivere a stretto contatto con le dinamiche del web, dei siti, dei webmaster e dei provider così, per coniugare lavoro e passione, ho aperto un nuovo sito personale. Rispetto al 2002 le cose erano cambiate, Google era diventato il 1° Motore di Ricerca e posizionare un sito non era più “così facile come una volta”. Quindi nuove domande, nuovi test e di nuovo tanta curiosità e tanta voglia di rimettersi in gioco in questa sfida Paolo vs Google.

Arriviamo quindi al 2013 quando, ormai stanco e privo di stimoli sul piano lavorativo, ho deciso che questa passione latente doveva diventare il mio lavoro ed ho fondato WpSEO dove svolgo attività di Consulenza SEO. Dall’anno scorso, invece, abbiamo lanciato il progetto Webengers con il quale ci occupiamo di formazione in materie digitali!

Posso ancora smettere? Ma chi vuole smettere davvero? Finché questo lavoro sarà così dinamico, così ricco di cambiamenti costanti in cui bisogna sempre essere sul pezzo credo che la benzina per la mia passione ci sarà sempre!

Come hai imparato a fare SEO?

Sperimentando, testando, leggendo, curiosando, e di nuovo testando, cercando di capire, di manipolare.

Mi ritengo una figura (professionale) ibrida e questo l’ho sempre ritenuto un vantaggio.

Come dicevo ho ricoperto vari incarichi e durante tutti questi anni ho acquisito diverse competenze partendo dalla programmazione, utile per capire i tecnicismi e sapere dove mettere le mani su un sito, alla gestione dei sistemi, per conoscere come ragiona e funziona un Web Server e come si ottimizza; a tutto questo va aggiunto l’hacking (o meglio, sicurezza informatica) che mi aiuta a non pormi limiti ma anzi, a tentare di superare o manipolare gli algoritmi, e l’Assistenza ai Clienti per sapere quali sono le difficoltà quotidiane di chi amministra un sito, un web hosting e ovviamente deve gestire anche il lato SEO. Messe tutte insieme e unite alla curiosità, che è il vero motore di tutto, posso dire che mi hanno aiutato molto e mi aiutano ogni giorno per rimanere sempre aggiornato e pronto a rimettermi in gioco.

Quindi la risposta è “la curiosità” unita a una sana dose di scetticismo. Personalmente leggo tutto quello che si scrive sulle tematiche che mi interessano, ma non ne prendo nessuna per vera. Servono come elementi da dare in input a me stesso per coniare la mia opinione una volta testato, confutato, vagliato.

Il nostro lavoro non consente, e credo non consentirà mai, di avere risposte certe su una data cosa, punti fermi che mai cambieranno, tutto è sempre in costante evoluzione e per lo più il vero lavoro è capire chi c’è dietro la scacchiera e non solo guardare il singolo pezzo come è stato mosso.

Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Se fosse Matt Cutts gli darei amichevolmente una pacca sulla spalla. Si è sempre posto come “uno di noi” e mai come “sono Google” e solo per questo gliene va dato merito. Dal punto di vista più pragmatico avere una persona che parla ufficialmente a nome di Google e che afferma, poi smentisce, poi aggiusta il tiro, per il mio personale punto di vista non è il massimo. Tra Consulenti SEO potremmo metterci di impegno ad elaborare una teoria diversa per ognuno di noi e poi perderci in dispute lunghe millenni… e il risultato sarà sempre lo stesso: tanto la risposta vera non la potremo mai sapere e, probabilmente, nemmeno esiste. Se tu Google decidi di creare questa figura fai però in modo che dia risposte concrete altrimenti, Google o non Google, resteremo sempre lì a cercare di leggere tra le righe, cogliere una sfumatura di un’affermazione, coniare la nostra ipotesi, con l’inevitabile rischio che diventi tutto fine a sé stesso.

Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Come dicevo già prima seguo (nel senso leggo i loro articoli) molti SEO italiani e internazionali e non saprei dare un nome a chi mi ha ispirato. Apprezzo il lavoro di Altavilla, molto pignolo e pragmatico (come piace a me), di Andrea Pernici perché anche lui è un ibrido con competenze che spaziano dalla programmazione, ai server, alla comunicazione, alla SEO. Infine Maurizio Ceravolo perché apprezzo molto le sue pubblicazioni sempre molto approfondite e ricche di contenuti, analisi e spunti. Inoltre con lui ho avuto modo di confrontarmi in diverse occasioni e sono sempre “dibattiti” costruttivi (spero) per entrambi.

Cos’è veramente la SEO?

seo =  google reverse engineering

Questa è sempre stata la mia risposta. Ironicamente dico che faccio SEO perché è il modo “legale” per soddisfare la mia indole di alterare sistemi informatici. 🙂

Dando una risposta più completa e seria la SEO è quell’insieme di operazioni tecniche (e non) che unite sinergicamente e orchestrate a dovere consentono di influenzare l’opinione e la percezione delle persone oltre, ovviamente, a condizionare i risultati di ricerca a favore di un sito piuttosto che un altro. La SEO va oltre i computer e l’informatica perché vi è anche tutto un aspetto socialeculturale e di comunicazione che va analizzato e contestualizzato adeguatamente per realizzare una strategia funzionale.

Quali software utilizzi per fare SEO?

Ho diversi tool autoprodotti che mi aiutano ad analizzare SERP Locali e Nazionali, a trovare nuovi competitor o a filtrare esportazioni di backlink. A questi affianco quotidianamente l’immancabile Semrush, Majestic e la Search Console di Google. Anche sui tool applico la stessa filosofia, provo tutti quelli che posso provare ma non prendo per vero o per assoluto nessun risultato o statistica: al massimo utilizzo più tool per incrociare i dati e capire proporzionalmente la differenza tra un competitor e l’altro.

Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Leggi tutti, non credere a nessuno!

Nel mondo SEO, sia all’estero che in Italia, siamo in tanti e ognuno ha la propria teoria, la propria ricetta imbattibile e la propria visione delle cose; chi più e chi meno, con le sue idee porta un mattoncino di verità che dà la possibilità a chi ci legge o ascolta ed è alle prime armi di elaborare un’idea sul funzionamento di Google, sulla SEO ecc… Certo, ognuno di noi ha i suoi fondamenti, la sua scuola di pensiero, però penso sia importante ribadire questo concetto: studia, documentati, non prendere per vero nulla se non dopo averlo testato, capito, digerito e, raggiunto questo status di conoscenza, non sederti sugli allori perché Google probabilmente avrà già cambiato quello che hai appena capito.

Abbi la forza, ma soprattutto la curiosità e volontà di rimetterti subito a studiare, testare, capire, digerire. Solo capendo e accettando questo aspetto del lavoro si avrà la giusta “molla” per continuare a farlo sempre con passione e dedizione.