Intervista SEO: Michael Vittori

by francesco 2.4K views0

michael vittori
michael vittori

Michael Vittori è un abile SEO orientato al mondo sconfinato del copywriting. Proviene dal mondo del giornalismo, da cui ha sicuramente appreso i “rudiments” legati alle pagine web e alle tecniche di composizione. Era un po’ che lo stavo osservando e oggi sono felice di fare quattro chiacchiere “allo scoperto” con lui. Buona lettura e come sempre, buona settimana a tutti. 🙂

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ciao Francesco, innanzitutto ti devo ringraziare per avermi ospitato qui sul tuo blog insieme ai big del settore. 

Io e la SEO ci siamo incontrati praticamente per caso in un freddo pomeriggio invernale del 2008, evidentemente era destino ;). 

Ho sempre amato scrivere e il mio sogno era diventare giornalista. Alla fine ho ottenuto l’iscrizione all’Albo, ma oggi non è certo la mia mansione principale e ben presto ho capito che praticando quel mestiere non sarei arrivato a fine mese. 

Il mio incontro con la SEO è avvenuto durante la prima esperienza in web agency nel 2008: son entrato in azienda come copywriter, o meglio instancabile scrittore di migliaia di tipi di testo diversi, e mi son ritrovato a dover imparare i fondamenti di questa disciplina.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Senza dubbio “sul campo”. In prima fase non ho avuto formazione teorica, il mio approccio alla SEO è stato prettamente “Copy”, ovvero ho iniziato ad applicare alcuni piccoli accorgimenti nella scrittura dei testi per il web. Quando ho visto che iniziavo ad ottenere i primi risultati, ci ho preso gusto e ho approfondito la materia, continuando a testare, a documentarmi e aggiornarmi a partire dal mio sito web personale. Non ho saputo resistere al brivido della scalata in serp, quando si inizia è impossibile tornare indietro! 😉

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Come prima cosa gli chiederei “se ci è o ci fa”. Nell’ultimo periodo le incongruenze di casa Google tra i messaggi trasmessi all’esterno e le azioni intraprese, sono state sotto gli occhi di tutti. Per non parlare di messaggi fuorvianti, ultimo in ordine di tempo quello sull’https. Si parla tanto di qualità, meritocrazia, ma la realtà mi pare ben diversa da quella descritta, tra Serp piene di schifezze e penalizzazioni affibbiate con poco buon senso. 

Poi ovviamente gli chiederei quale sarà il prossimo algoritmo e la vera chiave vincente per scalare le Serp ☺

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Il mio primo “maestro” è stato Cristiano Barboni, alias Mr Criss, grazie a lui ho iniziato a fare SEO seriamente, approcciandomi ad un settore, quello turistico romagnolo, che è una giungla, un mondo a parte, una vera e propria “palestra di vita SEO”.
Oggi seguo con interesse i professionisti italiani più “in vista”, ma cerco di ascoltare sempre differenti punti di vista e opinioni, perché penso che ci sia sempre qualcosa da imparare da tutti.
Se devo fare dei nomi, mi vengono subito in mente Enrico “Madri” Madrigrano, Enrico Altavilla, Danilo Pontone per il turismo,Andrea Pernici che associo al Pagespeed e al mio amato WordPress e Luca Bove al Local, mentre devo far i complimenti a Giorgio (Tave) per l’immenso lavoro di formazione e informazione che sta facendo da anni, un bene prezioso per tutta la nostra “comunità SEO”. Ma ripeto, già soltanto nell’utilissimo gruppo Facebook “Fatti di SEO” potrei attingere nomi a piene mani. Poi devo ammettere che nell’ultimo anno mi hanno stuzzicato parecchio le tue riflessioni sulla semantica, che ho avuto modo di applicare concretamente (e con successo) in alcuni progetti personali. E non lo dico perché mi stai intervistando… continua così! 

Come giudico i SEO? Per il contributo (concreto) che danno agli altri attraverso casi di studio reali, esperimenti e analisi condivise: d’altronde, è impossibile, o quantomeno è difficile, conoscere quei (tanti) SEO bravi che non escono allo scoperto.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

La condizione ideale è la cosiddetta “carta bianca + chiavi in mano”: in poche parole, quando ho facoltà di prendere autonomamente le decisioni strategiche e la possibilità di metter mano al codice, ai testi, ecc… senza passaggi intermedi.
La condizione peggiore è direttamente proporzionale al numero di “intermediari” e terze persone con cui doversi interfacciare prima di ogni singola modifica o decisione. Un bagno di sangue, specie quando di fronte ti trovi il classico Guru di turno che, detto fuori dai denti, non capisce una mazza…

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Pochi ma buoni. Oltre ai servizi di Google (Adwords Keyword Planner + Webmaster Tools + Analytics a cui abbino Ubersuggest) che non sono software, per l’audit, incrocio i dati di Visual SEO, Screaming Frog e Xenu. Per l’analisi del backlinking, Majestic SEO tutta la vita, mentre per il monitoraggio delle serp, uso da anni con soddisfazione Rank Tracker di Link Assistant. Se devo curare progetti SEO-SEM a tutto tondo, di medie-grandi dimensioni, utilizzo anche SEM Rush.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Scappa finché sei in tempo (scherzo 😉 ).

Il primo consiglio, che ormai son stufo di ripetere è: pensa prima all’utente, poi al motore, e non credere a nessuno quando ti dicono che la SEO è morta… l’altro è tipicamente Romagnolo e si può riassumere nell’assunto “Tin Bota”: sii curioso allo sfinimento, sperimenta a più non posso e persegui i tuoi obiettivi con tenacia; alla fine, il lavoro paga!