Intervista SEO: Giulio Cupini

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giulio cupini
giulio cupini

Giulio Cupini è un SEO interessante per il mio modo di vedere, perché affronta la scrittura con cura e profondità non comuni. Mi piace valutare i SEO in base ai brandelli di informazione che si lasciano dietro. Vi lascio il divertimento di fare altrettanto. Intanto salutiamo Giulio e ringraziamolo per questo contributo.

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho cominciato nel 2011 in Venere.com come stagista. Mi ero appena laureato in Lettere, e durante il mio periodo di studi avevo avuto modo di entrare in contatto con diversi mondi professionali. Ho fatto un anno di Servizio Civile, poi dopo essermi reso conto della pochezza che c’era nelle istituzioni pubbliche, ho cominciato a guadagnare qualcosa come sviluppatore iOs. Finiti gli studi, ho trovato un’opportunità in Venere come stagista del reparto marketing, e ho deciso di provare.

2) Come hai imparato a fare SEO?

In realtà nasco come autodidatta, notti a studiare e provare, sbagliare e imparare. Ho investito una discreta somma per comprarmi un pò di server e domini per testare quanto stavo di volta in volta imparando, e nel tempo poi ho preso confidenza con quella che oggi è la mia professione. L’esperienza in Venere mi ha dato le fondamenta per strutturare una passione in un lavoro. Successivamente sono passato a lavorare in agenzia, e li ho trasportato le competenze del SEO aziendale diventando un SEO d’agenzia, strutturalmente diverso per molti aspetti. Si impara a fare SEO mantenendo alta la curiosità, la passione, la creatività, e soprattutto legando la SEO a tutto il resto del marketing online. Quando approccio un cliente, soprattutto dal punto di vista corporate, la prima cosa che spiego è che verrà fuori un buon lavoro solo se verrò messo in condizione di comunicare con il loro reparto marketing. Dati di vendita, territorio, profilo del cliente, tutte informazioni che fanno parte fondante delle mie strategie SEO. Ogni settore, ogni sito, ogni nicchia, deve rappresentare un valore aggiunto. Prima di mettere il tuo negozio nella via più trafficata del paese, devo sistemarti la vetrina, e capire cosa vendi, perchè altrimenti potranno passare tantissime persone davanti alla tua insegna ma non entrerà mai nessuno. 

Attualmente nell’agenzia in cui lavoro ora, Ad Maiora, tutte le mie competenze SEO le ho declinate per lavorare sul Web-Marketing a tutto tondo. 

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Quello che farei a qualsiasi altro esponente con potere decisionale all’interno di Google, mi fermerei a spiegargli che hanno preso la strada della tirannia, e questo è un momento importante come umanità che rischiamo venga raccontato dai libri di storia come “il grande abbaglio”. Stiamo lasciando, come società occidentale, un potere troppo grande a Google e in genere alle grandi corporazioni, e se prima le nostre paure erano rivolte verso governi dispotici, nel futuro lo stesso ruolo lo avranno le grandi multinazionali. Oggi non lo vediamo, ma presto sarà cosi. E Google, purtroppo, sembra voler andare in quella direzione, dove lei è quella che comanda e che decide, e tutti dietro ad adeguarsi. Google per come si pone oggi rappresenta non solo se stessa ma tutto un intero settore. Matt Cutts continua a proclamare vangeli che poi sono i primi a non rispettare. Intendiamoci, Google è un’ottima società, fornisce dei servizi eccezionali, ma stiamo andando nella direzione sbagliata. Troppe barriere d’ingresso, e ormai troppi business che vivono in balia di un algoritmo che nessuno conosce, ma che noi SEO cerchiamo di interpretare. Ci vorrebbe più trasparenza.

4) Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

Ho instaurato un rapporto molto valido con tanti professionisti italiani, e sicuramente sia per amicizia che per stima cito Luca Valente, attualmente SEO presso Ploomia Srl, Pasquale Scarpati, Benedetto Motisi e Gaetano Romeo, tutti professionisti davvero in gamba che mi hanno lasciato qualcosa nel mio percorso di crescita. Nei periodi in cui li ho incontrati ci siamo scambiati link, articoli, approfondimenti e ho trovato da loro negli anni passati sempre molta competenza. Ovviamente, e per motivi “semantici”, ho incrociato anche la tua strada, e non posso fare altro che metterti in questa lista.

Una menzione anche per Monari, che ha sempre fatto dei webinar interessanti e che se anche non ho conosciuto personalmente mi è sempre sembrato una persona molto competente.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Le condizioni di lavoro ideali richiedono due fattori imprescindibili: il tempo e la fiducia del cliente. La SEO avrà molti sbalzi, molte correzioni in corso d’opera, e ha bisogno di molta analisi. Se il cliente entra in questo mood, si crea un ottimo ambiente di lavoro. Le peggiori, sono ovviamente il cliente che ti chiama ogni giorno perchè vede una variazione in SERP. Quand’è cosi, meglio lasciar perdere.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Utilizzo Advanced Web Ranking e Rank Tracker per l’andamento delle serp. Per le analisi preliminari sempre Majestic Seo e Ahrefs, insieme a Screaming Frog per capire cosa non va on site. Ma soprattutto, uso molto dei piccoli tool esterni e indipendenti per lo studio delle parole chiave e delle nicchie non presidiate con potenziali di traffico

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Non aspettare che qualcuno ti insegni, prendi spunti dagli altri ma impegnati personalmente, investi su te stesso, dedicaci qualche notte, sii il primo a credere nella tua competenza e cerca di ragionare sulle attività che per te funzionano. Se non investi tu per primo non lo faranno nemmeno i clienti.