Intervista SEO: Giulia Bezzi

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giulia bezzi
giulia bezzi

Giulia Bezzi è una SEO specialist preparata e simpaticissima che ho avuto il piacere di conoscere di persona all’ultimo SEOCMS di Bologna. Eccoti il racconto della sua esperienza SEO.

 

 

 

In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ciao Francesco, intanto vorrei ringraziarti per questa possibilità e dirti che sono onorata di essere parte delle tue famose interviste.

Ho iniziato di nascosto nel 2011. Avevo una fortissima crisi di identità lavorativa, ero stanca del grigiore in cui mi ero ficcata, non sentivo più stimoli e ne ho parlato a mio fratello. Il vero genio di casa.

Lui mi ha ricordato quanto amassi le parole e ho iniziato a seguirlo scrivendo per i suoi siti. 

Essendo un SEO architect, web master, sviluppatore ha sempre spiegato la parte scritta accompagnando la tecnica. 

Mi sono innamorata immediatamente della traduzione matematica e statistica del linguaggio, della possibilità di creare alberature di parole che definissero gli elementi di posizionamento di un sito e dei risultati. 

Potrei ancora smettere ma non voglio, prima vorrei vedere SEOSPIRITO decollato e rilassato.

Come hai imparato a fare SEO?

Il primo libro che mi è arrivato per le mani era un tomo gigante “I principi del web design” di Joel Sklar, poi mio fratello mi ha dato la sua lista di feed da leggere e ho studiato tanto.

Infine, la mia squadra: web master, configuratore, grafico e programmatore mi hanno cresciuta. 

A quel punto dovevo solo provare a farcela e man mano che arrivavano i risultati ho consolidato la conoscenza. 

Ora studio ancora tantissimo, i principi del web design sta con me sulla scrivania, ad ogni dubbio richiamo la mia vecchia squadra, mi confronto e passo avanti. 

Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Gli direi che vorrei lasciasse l’utente libero di ottenere un risultato. Non so se ci fai caso ma la ricerca di oggi non offre libertà. Se vuoi avere risultati poco viziati devi fare il nostro lavoro. 

Mia mamma o mio papà, per intenderci, non avrà mai la possibilità di scegliere qualcosa di differente dagli interessi che ha già dimostrato con le ricerche precedente e si perde l’opportunità di scoprire dell’altro. No?

E poi gli chiederei di fare un discorso a SEO riunificati dicendo: vogliamoci bene e impariamo uno dall’altro perché voi non avete la verità in tasca e con tutti questi dati ho paura di non averla più nemmeno io.

Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Francesco, devo dire che non ho un ispiratore unico e soprattutto tendo a studiare molto di più i classici anglofoni. 

Ti seguo molto per la parte inerente ai contenuti, ritrovo in Enrico Altavilla (ultimo periodo) tanto di ciò che faccio, nei miei feed c’è il Tagliaerbe, amo Andrea Saletti perché mi ha messo in testa nuove possibilità di sviluppo, seguo Ivano Di Biasi, leggo Fatti di SEO (a volte commento timidamente) e mi confronto con persone meno note del settore di cui conosco i risultati. 

Vivo confrontandomi, amo la collaborazione e devo dirti, con amarezza, che siamo davvero distanti da ciò che intendo io per gruppo di lavoro. 

Un deterrente per me è la sicurezza ostentata: nessuno di noi, anche il più bravo, potrà mai parlare di suoi assunti. Siamo dei ricercatori continuamente in cammino e il DIPENDE deve essere contemplato. Non ci sono risultati assoluti. E se sento parlare in questi termini, chiudo l’articolo o esco dalla sala e tanti saluti.

Cos’è veramente la SEO?

Bella domanda, l’altro giorno, durante l’intervista di Giorgio Minguzzi (ho ascoltato anche te ovviamente) lui mi ha detto “c’è molta confusione, ognuno dice la sua”.

La SEO, per me, è cercare di comprendere che cosa vuole l’utente perché, prima o poi, lo vorranno anche gli algoritmi. 

Ognuno di noi, a seconda della specializzazione, ne evidenzia un aspetto. 

Se li mettessimo tutti insieme avremmo creato “Il manifesto SEO” e ci renderemo conto che sarà molto simile alla “Tavola periodica dei fattori SEO di successo” di Search Engine Land.

Quali software utilizzi per fare SEO?

Tutto quello che utilizzi tu molto probabilmente e ti direi che dipende dal lavoro. Generalmente, io mi occupo di strutturare l’alberatura di contenuti e preparare gli elementi di costruzione per i meta e poi seguo i copy perché scrivano come dico io.

Quindi, in questo caso:

  • google adwords;
  • search console;
  • google analytics;
  • ubersuggest;
  • url’s match;
  • web ceo;
  • semrush;
  • seozoom.

E poi dipende dal progetto, a volte servono altri strumenti a monte o a valle per chiudere bene un progetto.

Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Di non scrivere più su Fatti di SEO “scusate sono nuovo, forse farò una domanda scontata” perché non ci sono domande scontate nemmeno dopo anni di SEO.

Studiare sempre, online e frequentando corsi, cercare il confronto con tutti coloro che lavorano ad un progetto per il web: da chi si occupa di strutturare tecnicamente il tecnico al social media manager.

Perché il primo a farlo è il motore di ricerca e noi dobbiamo cercare di avvicinarci a lui sapendo che è un circolo vizioso perché lui sta studiando noi.

Non sentirsi mai arrivati, l’umiltà deve essere alla base di ogni professionista. 

E, infine, ma non meno importante: uscire di casa e vivere la vita umana. Ci sono milioni di spunti SEO mentre si beve uno spritz e si ride con gli amici. 

Grazie ancora Francesco della possibilità che mi hai regalato. Spero avrai voglia di ricambiarmi il favore e raccontare la tua storia su SEOSPIRITO o ancora più felice sarei se mi facessi l’onore di partecipare ad una delle mie SEOSPIRITO DINNER autunnali.