Intervista SEO: Federico Sasso

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federico sasso
federico sasso

Federico Sasso è un software architect. Dopo aver lavorato per una nota softwarehouse italiana ha prodotto un ottimo software che si chiama Visual SEO Studio. Ecco il racconto della sua esperienza.

 

 

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Correva l’anno 2007, lavoravo come capo progetto nel team web di una nota software house. Il capo un giorno entrò e mi disse “Fede, studiati un po’ questa SEO; immagino si tratti di mettere due tag nella home page del sito”. Capii molto presto non era esattamente così.

Mi appassionai all’istante, e da allora non ho più smesso.
La SEO non è mai stata la mia occupazione principale. Sono un programmatore/imprenditore che fa anche SEO.
(smettere? Non ci penso nemmeno, mi piace troppo!).

2) Come hai imparato a fare SEO?

Ho iniziato leggendo tutto ciò che trovavo, specie se mi sembrava autorevole o ufficiale, principalmente in lingua Inglese. Cercavo di leggere in modo analitico, confrontando con quanto conoscevo grazie al mio background di programmatore e agli studi di universitari su reti di telecomunicazione, basi dati, intelligenza artificiale e ingegneria del software.

Poi tanto tempo passato sui forum, dapprima in Inglese, in seguito anche in Italiano. Leggevo con attenzione tutte le risposte dei più esperti, provavo, confrontavo e imparavo. In seguito cominciai a rispondere, ad aiutare gli altri. Per me che non avevo esperienza di agenzia, solo in-house, fu l’occasione di trovare tanti scenari diversi cui altrimenti non sarei mai stato esposto. Ancora oggi sono moderatore sul Forum GT, e scopro sempre qualcosa di nuovo.
…e tanta, tanta sperimentazione, con inevitabili errori da cui imparai molto.

La mia specialità è la SEO Tecnica; moltissimo ho appreso sviluppando il software per cui sono principalmente conosciuto, Visual SEO Studio (visual-seo.com): quando devi emulare al meglio il comportamento di un crawler di motore di ricerca devi andare oltre pagine di supporto, linee guida, raccomandazioni, spulciarti tantissimo materiale specialistico e fare ragionevoli deduzioni su quanto non è scritto da nessuna parte.
Preziosissimo è stato anche il feedback dei miei utenti; dopo pochi mesi di beta pubblica ne avevo già migliaia da tutto il mondo, e tanti mi scrivevano sottoponendomi i casi più disparati, spesso cose che a operare solo in Italia non si incontrano facilmente.

La SEO però è un mondo vasto, con tante sfumature e in continua evoluzione… sto ancora imparando!

3) Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Con Matt Cutts farei amicizia – ha fatto ottime cose nella lotta allo spam, seppur non da solo – e poi farei di tutto per farmi rivolgere una domanda, alla quale risponderei che è un’ottima domanda, la ripeterei, fornirei qualche aneddoto a contorno, e poi una risposta tanto sibillina da fargli dire: “eeehhhh???”. Peccato saremmo soli e senza telecamere, sarebbe bello vedere quanti darebbero riverbero alla risposta con le interpretazioni più disparate.

Se invece fosse Johannes Müller (a.k.a. John Mueller), gli chiederei come è passato da piccolo imprenditore autore di GSiteCrawler – notate qualche similarità? – a essere una delle facce pubbliche ai SEO più note in Google.
…però sarebbe solo una curiosità, oggi mi diverto troppo a fare il mio lavoro!

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Tra gli Italiani sicuramente Andrea Pernici ed Enrico Altavilla. Sono due tecnici di grandissimo spessore che non lasciano nulla al caso, spero in futuro di poter lavorare a stretto contatto con loro.
Sia Andrea che Enrico hanno un background da programmatore come me, per questo sono stati i primi a ispirarmi. Hanno visibilità internazionale e questo sicuramente ha fatto sì che li scoprissi prima di altri, visto che mi abbeveravo principalmente da fonti di lingua inglese.

Altavilla mi ha dedicato in passato un gran numero di ore in chat privata in orari nottambuli, Pernici ha creduto da subito in me e mi ha introdotto alla comunità SEO Italiana.
Vi sono tanti altri che ho conosciuto dopo e stimo altamente. Troppo lungo l’elenco, ma come non citare per esempio Maurizio Ceravolo – in primis un programmatore come me, sviluppatore di crawler e strumenti di analisi per basi dati enormi, capace di produrre regolarmente colossali analisi di mercato nel tempo in cui io riesco a leggerle (e leggo molto velocemente) – e tecnici preparati come Martino Mosna, Giovanni SacheliMarco Quadrella (peccato quest’ultimo scriva poco!) eGiuseppe Pastore? E come non citare un web marketer come Giorgio Taverniti?
Naturalmente non esiste solo la SEO Tecnica e oggi sto scoprendo tante altre professionalità da cui imparare.

La domanda è solo sui SEO Italiani che mi hanno ispirato, ma mi sembrerebbe di fare un torto se non citassi un SEO Inglese che mi dedicò tante ore in chat privata, verso cui sento un debito di riconoscenza: Lyndon NA.

5) Cos’è veramente la SEO?

Mi piace definirla come quell’insieme di azioni pianificate atte ad accrescere il rendimento economico (non necessariamente in senso pecuniario) di un sito web, migliorando quantità e qualità dei visitatori, e come questi interagiscono con il sito stesso.

La fonte del traffico non è solo – a dispetto del nome – i motori di ricerca: anche social e altri media, tutto quanto faccia “inbound”.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Visual SEO Studio, non potrei rispondere altro!

Quando mi rendo conto lo strumento non è in grado di fare qualcosa, lo modifico perché divenga migliore. Sono più fortunato dei miei utenti, perché posso accedere a feature non pubbliche presenti solo nei rami di sviluppo.

OK, ci sono cose che uno spider desktop non può fare, e allora uso altri tool:

per la ricerca di keyword, principalmente Übersuggest eGoogle Keyword Planner

Per backlink intelligence principalmente Majestic (piano free)

Per analisi concorrenza principalmente SEMRush (piano free)

e poi uso una gran quantità di altri strumenti, dai vari pannelli Webmaster Tools di Google (Search Console), Bing e Yandex, a strumenti di analisi performance (es. webpagetest), a strumenti per sviluppatori web, e altri sviluppati da me ad hoc (non resisto) e fogli elettronici sempre presenti.

Una cosa tengo a precisare, e come produttore di un software SEO potrò sorprendervi:

I tool possono aiutare e molto, ma nulla può sostituire la competenza e il cervello di un buon professionista, quest’ultimo è lo strumento SEO più importante!

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Le cose da imparare sono davvero tante, senza passione, passione e passione meglio lasciare perdere.

Ancora lì? Bene, allora un altro consiglio: niente spam, ce n’è già troppo.