Intervista SEO: Fabrizio Caruso

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fabrizio caruso
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Fabrizio Caruso svolge da un decennio l’attività di docente e consulente SEO. Ha tenuto centinaia di corsi di formazione e seguito lo sviluppo di oltre 50 importanti progetti di comunicazione web. Le sue idee sull’evoluzione della nostra disciplina mi hanno catturato. Chissà che non riesca a fare lo stesso con te. Buona lettura.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché (puoi ancora smettere)

Ho cominciato ad occuparmi di SEO nel 2008 curando il mio sito (che ancora oggi uso come laboratorio in cui testo le mie strategie), attratto dall’idea di conquistare enormi volumi di traffico: il SEO era la chiave per raggiungere a costo zero centinaia di migliaia di persone e mi affascinava la possibilità di mettermi alla prova e dimostrare in maniera tangibile il mio valore grazie ai posizionamenti ottenuti! Avevo iniziato anche a studiare html e passavo giornate intere a scrivere codice. Solo dopo alcuni anni ho iniziato a fare consulenza e da lì ho collezionato esperienze sempre più importanti: Vodafone, Nestlé, facile.it, Compass, etc. etc. (solo per citarne alcuni). Ma ciò che amo di più è la formazione, tenere corsi SEO. Ho formato ormai diverse migliaia di persone e sono sempre lieto di ritrovarle a lavorare nel settore! Come vado sempre ripetendo, sono certo che non morirò di SEO. Il SEO a mio avviso deve rappresentare un momento di una strategia più ampia di branding e credo che prima o poi mi ritirerò a curare il mio orticello, magari su una spiaggia tropicale, perché no! Quello che amo del mio lavoro è proprio la libertà che mi concede, anche geografica, ma soprattutto di orari. E poi in questo periodo in Italia è letteralmente esplosa la moda del SEO! Il lavoro non manca! Sono lontani gli anni in cui quando dicevi che ti occupavi di SEO ti guardavano strabuzzando gli occhi come se fosse un’attività illegale o nel migliore dei casi pensando che fosse niente più che un simpatico passatempo…

2) Come hai imparato a fare SEO?

Mi sono formato sui testi più diffusi (è stato utilissimo il libro di Davide Vasta edito da Apogeo) ma soprattutto sui testi in inglese di Information Retrieval (i migliori quella della Oxford University Press). Il resto è stata tanta, tanta esperienza e continuo aggiornamento. Non manca giorno infatti, che non dedichi del tempo a studiare, leggere, approfondire. È un aspetto fondamentale del nostro lavoro, chi si ferma è perduto! Mi fa davvero sorridere chi si approccia al SEO convinto che oggi si debba far SEO come qualche anno fa… Google fa di tutto per tagliare le gambe a chi gioca “sporco” e diventa ogni giorno più bravo in questo. Oggi il focus è tutto sulla qualità e l’esperto SEO dovrebbe semplicemente preoccuparsi di trasferire il valore intrinseco dei contenuti al motore di ricerca. Consiglio quindi a tutti di approfondire la linguistica computazionale e i modelli di information retrieval. E di conoscere bene la lingua italiana! Può apparire banale dirlo, ma non lo è. Anzi, credo che il miglior curriculum di studi per ambire a far SEO sia proprio quello umanistico! Un buon SEO ad ogni modo è giusto che abbia una preparazione multidisciplinare, che va appunto dalla linguistica, all’informatica di base (e non guasta qualche linguaggio di programmazione), alla matematica, al marketing.

3) Cosa faresti a Matt Cutts (o chi per egli) se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Beh, ormai penserei a John Mueller o Gary Illyes… Cercherei in ogni modo di corromperlo per farmi rivelare i segreti dell’algoritmo di ranking! O anche solo di farmelo amico… adoro chiacchierare di SEO e web con chi ne sa, magari più di me (ma non si trova facilmente!). Scherzi a parte, sono affascinato dalla storia di Google e dei suoi fondatori, Larry Page e Sergey Brin, e spero che prima o poi, nella mia carriera, arriverò a lavorare direttamente per Google. Anche per una settimana sola, per poter carpire qualche trucco e mettere una nuova tacca nel mio carniere di esperienze!

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Ho smesso da tempo immemore di seguire SEO italiani… mi abbevero direttamente a siti statunitensi e considero Bill Slawski uno dei migliori SEO guru in circolazione! Con questo non voglio togliere nulla ai miei colleghi italiani, ci sono diversi SEO che reputo davvero validi (per non tralasciare nessuno preferisco non fare nomi). Non condivido invece l’approccio “artigianale” di molti: a mio avviso non si può fare SEO in maniera avanzata senza un approccio strutturato. Lo sviluppo del SEO è sempre più teso verso la semantica e presto Google (o qualche altro genio) ci stupirà annunciando la nascita del motore di ricerca semantico! Il SEO è una pratica che deve abbeverarsi sempre di più ad una molteciplicità di discipline e competenze, non solo accontentarsi di bassa “manovalanza”.

5) Cos’è veramente la SEO?

In realtà mi sono già lasciato scappare qualcosina… Il SEO è un’attività strategica, uno strumento imprescindibile e preziosissimo per costruire la propria visibilità sul web. Ma resta un mezzo, non il fine. Se non lo capiamo, arriverà prima o poi l’ennesimo aggiornamento dell’algoritmo di Big G a farcelo capire. Vedo tanta gente affidarsi all’esperto SEO così come si intraprenderebbe un viaggio a Lourdes. Quando poi magari gli si dice che è sbagliato l’impianto del sito, che i contenuti sono insufficienti, che bisogna intervenire in maniera strutturale, allora è il SEO  a non esser capace. Non esistono bacchette magiche, servono solo tanto, tanto lavoro e tanta costanza. Quello che l’esperto SEO ci mette di suo, il suo valore aggiunto, sono l’intuito e l’esperienza. Il SEO è in fondo uno dei tanti modi per stare sul web, uno dei migliori oggi, ma sul web serve starci con un obiettivo. Quanto più ci è chiaro (e il SEO ci aiuta proprio in questo processo di acquisizione della propria consapevolezza di mission e di posizionamento in senso di marketing), tanto più il SEO sarà un’attività destinata a portar frutto.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Principalmente Semrush, ma sogno Searchmetrics Pro. Quest’ultimo infatti, a differenza di Semrush, è un tantino più costoso… Semrush offre a mio avviso un giusto rapporto qualità-prezzo. Offre un buon livello di qualità. Però Searchmetrics resta a mio avviso il miglior tool sul mercato. C’è tutta la qualità tedesca dentro. E si vede! Per il resto ovviamente non si può prescindere dai tool made in Google.Search Console (l’ex Webmaster Tools) è molto migliorato negli ultimi anni ed anche Analytics offre funzionalità sempre migliori. Uso anche spesso Majestic SEO  e Fiddler.

7) Quali consigli daresti a un seofita? (giovane sulla cattiva strada)

Di cambiare mestiere! Scherzo, di saper bene dove vuole arrivare, credo fortemente che come me nessuno di noi morirà di SEO… il SEO cambierà sempre di più, si trasformerà, Google stesso (inteso come motore di ricerca) probabilmente scomparirà, travolto dall’ennesima start-up nata in un garage da due ragazzini geniali che svilupperanno il motore di ricerca semantico, quello che è davvero capace di capire cosa cerchi! Ai miei corsi cito sempre la query “Piove domani” come esempio di quanto Google (poverino…) sia ancora molto indietro…basta scorrere la Serp per vedere dai risultati che non ha proprio capito (ma è un computer, è normale). Ecco, il SEO è materia liquida, soprattutto ancora troppo legato agli sbalzi d’umore a Mountain View. Troppo per farvi dipendere il proprio futuro professionale… ma certo che ora c’è tanta domanda di SEO e per qualche anno ancora sarà di sicuro così! Quindi gli direi: “ottima scelta! Rimboccati le maniche e… in bocca al lupo!” Se poi cercassi un mentore per seguire un corso, magari avanzato, io sono disponibile!