Intervista SEO: Dario Ciracì

by francesco 2.7K views0

dario ciraci
dario ciraci

Dario Ciracì non ha bisogno di presentazioni. Autore di Webinfermento, uno dei blog più autorevoli e seguiti sul marketing digitale, Dario convince perché è un SEO abituato a conoscere in profondità ciò di cui parla. Bando alle ciancie, è arrivato anche per lui inesorabilmente il momento di sentirsi dire: rispondi tranquillamente, tua madre comunque non lo scoprirà. 🙂 

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho iniziato a studiare la seo nel 2007-2008. Il mio corso universitario di Economia aveva un orientamento chiamato “Internet Marketing” ma di seo, oltre a qualche cenno, non c’era nulla di pratico. L’anno successivo ho potuto seguire un master professionalizzante che mi ha permesso di espandere le mie conoscenze tecniche e fare i primi reali esperimenti e poi di lavorare su progetti reali.

Alla fine del 2008 feci un curioso esperimentino per portare in top3 il mio primo blog personale della piattaforma Splinder (ve li ricordate?) con dominio di terzo livello per posizionarlo per la key “chitarristi rock” e “migliori chitarristi”. Ci riuscii. Ma nel 2008 era tutto molto più semplice della seo che vediamo ora.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Ho iniziato come inizierebbe oggi qualsiasi altra persona voglia imparare questo mestiere. Leggendo libri, articoli online, soprattutto da fonti americane, forum settoriali e molti molti corsi ed eventi seguiti. Il mio primo corso fu il Web-Marketing Evento di Rimini (l’attuale BeWizard) e il Gt Study Day nel 2008. 

La teoria però per quanto utile, non ti dà mai la reale esperienza pratica. Non c’è modo migliore di imparare a fare seo di sporcarsi le mani portando al successo diversi siti web, a partire dal mio stesso blog da cui la mia attività si è avviata.

Attenzione al fatto che ho scritto “diversi” siti. Non ci si può definire esperto seo se si lavora con uno o due siti ed entrambi della stessa nicchia. Si impareranno molte più cose sperimentando in vari settori, perché ogni settore risponde a logiche di mercato e di competizione differenti e se riuscite a lavorare in settori molto competitivi come gambling, finanza, assicurazioni, ecc. lì avrete davvero modo di mettervi in gioco e capirete il reale significato del concetto di “parola chiave altamente concorrenziale”.

Posso affermare che la seo è un mestiere da cui non si dovrebbe smettere mai di imparare e posso dire che oggi so più cose e ho più esperienza di quanta ne avevo sei mesi fa e tra sei mesi sarò ancora più formato di oggi.

Non fidatevi mai di qualcuno che si sente “arrivato”. Io so che posso ancora imparare molto negli anni a venire e ogni nuova esperienza migliora il mio bagaglio culturale 😉

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Oltre a fargli notare che prima della compravendita di link spam dovrebbe porre l’attenzione su siti che da anni monetizzano dal posizionamento in serp pur avendo attivi cloaking, link da siti off-topic che sono nascosti nel sorgente del sito linkante, domini con storico pregiato dismessi e riattivati nel gambling mantenendo il pagerank e i link .edu e .org, domini satellite che sfruttano la chiave esatta nel dominio e rankano pur fornendo all’utente la sola copia della homepage del sito principale? Be’ probabilmente gli direi che anziché migliorare la Search ultimamente la stanno rovinando e gli chiederei se, personalmente, hai mai posizionato un sito web su Google.

4) Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

La metrica per misurare il successo di un bravo seo dovrebbe essere quella di chiedere al cliente se sta guadagnano di più e da quanto tempo. Il fattore tempo è una condizione fondamentale. Questo perché potrei far guadagnare denaro ad un mio cliente in poco tempo e nel breve periodo, il contratto di consulenza o la campagna link-building si chiude, è stato un piacere e tutti siamo soddisfatti. Poi viene fuori che è stato fatto del Black Hat, della link-building spam e ci ritroviamo il cliente con le gambe distrutte da una penalizzazione Penguin o manuale dopo qualche mese,  che contatta noi chiedendo soccorso in quanto la precedente agenzia afferma di non essere responsabile di quanto accaduto.

Un bravo seo è colui che riesce a garantire non un posizionamento (perché garantire posizionamenti è impossibile) ma un miglioramento in termini di guadagni e visibilità nel tempo, quindi avendo implementato una strategia naturale e non manipolativa di crescita all’azienda di cui ha beneficiato non solo il traffico organico, ma tutto il marchio.

Di bravi SEO in Italia ce ne sono diversi. Alcuni ti sembrano bravi da quello che scrivono o che dicono nei convegni, che mostra la loro competenza in merito, anche se spesso condividono poco di quello che realizzano, forse anche a causa di vincoli contrattuali con il cliente. Altri li distingui perché hai modo di valutarne singoli progetti di successo o di lavorarci assieme e ti rendi conto che sono davvero meritevoli di essere definiti “esperti”.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Parto dalle peggiori. Pensare che l’investimento nella SEO sia qualcosa che produca effetti nel breve periodo. Al di là della SEO, si dovrebbe smettere di pensare di ottenere risultati nel breve periodo. Ogni strategia che comporta un risultato improvviso nel breve periodo è da guardare con occhio sospetto. La condizione ideale per fare seo è quella di non sentirsi la fretta addosso. Le cose fatte per bene e con le giuste tempistiche porteranno risultati anche piuttosto stabili nel lungo periodo. Se c’è un pregio della seo rispetto ad altre strategie, nonostante tutti i limiti e vincoli che continuamente ci ritroviamo, è quello di essere ancora forse l’unico canale che rende di più nel lungo periodo, anche quando l’investimento cessa. Provate a fare la stessa cosa con Google Adwords.

Altra condizione non ideale, parlo da un punto di vista personale, è quella di essere contattati per “fare link-building” e con richieste di posizionamento al primo posto su google per la parola chiave “sono scemo” 🙂

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Personalmente utilizzo il pacchetto Moz che mi permette di avere una serie di tool indispensabili anche non soltanto da un punto di vista seo. Per l’analisi del link profile trovo molto utile Ahrefs e per analisi più dettagliate soprattutto per auditi di siti penalizzati, ricorriamo a LinkResearchTools. 

Occupandomi poi molto di Outreach di blog e Seeding di contenuti non posso fare a meno di tutta una serie di strumenti del coltellino svizzero di un seo, quali estensioni Chrome (es. Boomerang per Gmail), Woorank o i comandi site:

Infine ritengo Screaming Frog come uno dei tool “must have” di ogni SEO.

Il software migliore resta però appunto il cervello e l’analisi manuale 🙂

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Piuttosto che comprare libri e iniziare leggendo i libri, di leggere direttamente il Webmaster Blog di Googlehttp://googlewebmastercentral.blogspot.it/ di leggere bene le linee guida di Google e di seguire gli aggiornamenti nei migliori forum ed eventi seo. I libri nella seo hanno il difetto di esseri soggetti ad obsolescenza già dopo qualche mese. Basti pensare che il concetto di link-building di oggi è molto diversa da quella resa possibile soltanto due, tre anni fa.

Il consiglio migliore resta comunque sempre quello di sperimentare molto e con diversi siti e non accontentarsi soltanto dei risultati che si vedono nel breve periodo.