Intervista SEO: Danilo Vacalluzzo

by francesco 1.3K views0

danilo vaccalluzzo
danilo vaccalluzzo

Danilo Vaccalluzzo è un SEO di estrazione informatica che ha studiato programmazione tra Bologna e Reykjavik. Lo seguo (e apprezzo) da tempo per la qualità dei suoi interventi in pubblico e sono felice di ospitarlo su queste pagine. La scena SEO bolognese è forte perché è piena di cavalli di razza! Intanto buona lettura e buona settimana a tutti.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ciao Francesco e grazie per questa grande opportunità che mi dai. Far parte degli intervistati è sicuramente un immenso piacere.

Mi sono avvicinato al mondo della SEO circa 5 anni fa quando, per motivi di studio in Islanda, stavo seguendo un interessantissimo corso di natural language processing alla Reykjavik University. Il corso si basava fondamentalmente sullo studio di come una macchina potesse essere in grado di comprendere un testo scritto e di attribuire significati alle frasi. 

Nel progetto finale mi fu chiesto di realizzare un question answering, un software cioè capace di rispondere ad alcune domande poste, prelevando le informazioni da Google. Fu così che capii quanto importante e complesso fosse il lavoro di un motore di ricerca nel catalogare, interpretare ed archiviare grossissime quantità di dati. 

Da quel momento ho cominciato ad informarmi, frequentare corsi, studiare e soprattutto sperimentare questa affascinante arte.

Dopo una vita di sport a livello agonistico con il nuoto e il triathlon, fare SEO era un altro modo per continuare ad avere sfide eccitanti e grandi soddisfazioni.

2) Come hai imparato a fare SEO?

Ho studiato informatica all’università di Bologna ed il mondo del web mi ha sempre affascinato tant’è che adesso ne ho fatto un lavoro.

Ricordo di aver realizzato il primo sito web nel lontano 2003 quando avevo soltanto 17 anni. All’epoca non conoscevo la SEO e neanche mi preoccupavo di come fare a posizionare un sito. Per alcuni settori era quasi un processo naturale senza tanto lavoro dietro. 

Nel 2011 il primo corso a Bologna, seguito da una serie di altri corsi ed infine il master SEO organizzato da SEO Training nel 2014. Grazie al master ho avuto modo di approfondire tantissimi argomenti e nozioni che mi hanno permesso di fare grandi passi in avanti in questo settore. 

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Ahahah povero Matt… Tanti lo criticano e tanti lo stimano. Io mi sento più dalla parte di chi lo stima. Il suo lavoro non è affatto facile e gestire un progetto così complesso richiede grandissime capacità e una mente lucida e performante. Insomma non mi sento di criticarlo.

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Non conosco tanti SEO in Italia essendo entrato in questo mondo da poco. I bravi SEO, secondo me, sono quelli che percorrono strade alternative, quelli che sperimentano e si mettono in gioco andando contro corrente. Tu Francesco sei uno di questi (non faccio il ruffiano)

Sicuramente molti mi hanno aiutato e consigliato e tra tutti vorrei ringraziare: Flavio Mazzanti, Barbara Manighetti, Adriano De Arcangelis, Benedetto Motisi, Andrea Podda e i miei compagni di corso del master SEO. I primi due, in particolar modo, con i quali comincerò una grande avventura proprio da gennaio 2015.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Secondo me il ruolo fondamentale per la riuscita di una campagna SEO è quello del cliente. Se un cliente ti da carta bianca, puoi svolgere in completa autonomia il tuo lavoro SEO e ottenere sicuramente degli ottimi risultati. Il problema è quando il cliente impone la sua tattica SEO perché l’ha vista fare ad un competitor o perché crede che sia la strada giusta da seguire. Per fare bene un’attività SEO occorre inoltre tanta preparazione, esperienza, intuizione ma anche una grande struttura.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Essendo anche uno sviluppatore web, mi sono costruito da solo diversi tools che uso quotidianamente per lavorare meglio e perdere meno tempo con delle attività di routine. Dico questo perché, come tutti tra l’altro affermano, il miglior tool è il nostro cervello. Realizzare pertanto delle applicazioni web in base a ciò che ci serve è sicuramente un vantaggio. Ad ogni modo Semrush, majesticSEO, adWords e strumenti per webmaster non possono di certo mancare.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Stay hungry stay foolish.

Ancor più che negli altri settori, in questo c’è tantissima competitività.

Se alla prima difficoltà ti tiri indietro, sei finito…

Sperimentare, imparare, accettare i consigli, sfatare falsi miti, leggere, studiare, fare corsi, conoscere altri SEO. Quello della SEO è un settore in continua evoluzione, se smetti di pedalare per un secondo rischi di cadere dalla bici.

L’importante è crederci e non mollare mai e vedrai che i sacrifici fatti si trasformeranno in grandi gioie.