Intervista SEO: Danilo Pontone

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danilo pontone
danilo pontone

Danilo Pontone è un SEO che volevo intervistare da sempre. Esperto di web-marketing tout court, Danilo si è fatto conoscere negli anni per la sua solidità come punto di riferimento per chi opera nel web-marketing turistico. Buona lettura e (come sempre) buona settimana a tutti 🙂

 

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

Ho iniziato nel 2006. Al tempo studiavo e “smanettavo” nelle aule pc della mia università. Quando cercavo le cose su Google non mi interessavano i risultati che ottenevo nelle ricerche, mi incuriosiva capire perché vedevo proprio quei risultati li in prima pagina e non magari quelli in quinta. Cosa NON avevano i siti della quinta pagina rispetto a quelli in prima? 

E così ho scoperto la SEO. Ma non ci capivo niente. Poi come un segno del destino ho iniziato a lavorare per un portale turistico. Il mio responsabile mi ha trasmesso le basi della SEO per la gestione del portale. Un giorno ho capito che non mi bastava e ho cominciato a farne un uso sempre più pesante. Come una vera e propria “droga”, dopo quasi 9 anni, fa ancora parte di me. (oh ma la SEO non era morta?) 🙂

2) Come hai imparato a fare SEO?

Accidenti credo di averti già risposto un po’ nella precedente domanda. Mi ha avvicinato un buon “responsabile di lavoro”. Poi però ho studiato la guida di Google, ho comprato libri, ho approfondito e discusso tantissimo sui forum di settore, ho comprato dvd, letto (e leggo ancora) Blog, partecipato a corsi di formazione ma soprattutto e sottolineo questo ultimo aspetto, ho fatto tanta pratica. Mi sono aperto blog, costruito siti, mi sono persino impegnato nel prendere penalizzazioni manuali e algoritmiche; ho cercato di risolvere le penalizzazioni (un paio di volte non ce l’ho fatta. La black hat SEO è una brutta bestia, quando ti beccano sei spacciato). Però la pratica mi ha aiutato tanto. E poi ho fatto parecchia gavetta presso Web Agency gestendo clienti e progetti in ambito SEO piuttosto importanti. 

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Già il fatto di trovarmi in un vicolo buio con un uomo m’inquieta a prescindere. Se poi si tratta del “vescovo”, è ancora peggio! 😀
Sotto minaccia, perché chiederglielo gentilmente non servirebbe dato che lui ci minaccia velatamente da anni, gli chiederei perché nelle sue risposte non è mai preciso ma cerca sempre di dire e non dire una determinata cosa. Gli chiederei a cosa puntano realmente con Google Hotel Finder e Carousel (per me che lavoro soprattutto con il turismo, è una cosa che mi incuriosisce un sacco). Poi gli domanderei “perché non ti rifai il sito dato che è un qualcosa di inguardabile per uno che è il rappresentante massimo della SEO? https://www.mattcutts.com/ ”.

Infine gli domanderei: ma la SEO è morta? 😀

4) Quali SEO italiani ti hanno ispirato? In base a cosa li giudichi?

Mi hanno ispirato due persone in particolare: Enrico Madrigrano e Giorgio Taverniti. Nel 2007, spero di non sbagliarmi, Giorgio partecipò all’evento di Madri. Uscirono fuori tantissimi argomenti interessanti che mi aprirono gli occhi su molte altre cose. Poi però ci sono anche tanti altri SEO che stimo e che leggo in Italia: Davide Pozzi, Enrico Altavilla, Luca Bove, Alessandro Politanò, Enrico Ferretti, Cristiano Barboni, Fabio Sutto, Piersante Paneghel, ma sono tanti davvero e molti di questi li hai anche intervistati tu Francesco.
Poi leggo, spesso e volentieri, i blog e news dei SEO esteri.

Li giudico esclusivamente in base al loro curriculum. Altri, quelli che ho conosciuto personalmente, li giudico pure in base alla loro umanità.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Le condizioni di lavoro ideali sono quelle in cui dall’altra parte hai un cliente che, seppur in minima parte, percepisce che cosa vuol dire fare SEO e posizionamento sui motori di ricerca. Le peggiori condizioni sono l’esatto opposto. Quando hai di fronte un cliente che non sa nulla di nulla, che non percepisce il valore delle tue attività, che pensa tu lo voglia fregare (e magari è stato già fregato da chi non ha fatto bene il suo mestiere prima di te). Naturalmente il più delle volte le condizioni sono sfavorevoli. A distanza di 10 anni c’è chi ancora non sa nulla di questa materia.
Poi è scontato dire che pure i budget scarsi creano difficoltà in questo lavoro. Con grandi investimenti diventa tutto più semplice. Il detto “i soldi non sono tutto”, non si addice proprio alla SEO e al Web Marketing in generale.
Un altro aspetto favorevole è il fatto di essere lasciati liberi di agire ed avere accesso alla gestione del sito, dei file e tutto il necessario per operare in prima battuta, senza dover invece passare per aziende terze che sono il più delle volte poco collaborative nel metterti a disposizione ciò di cui hai bisogno.  

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

Il primo software che utilizzo è la testa. Una bella analisi in lungo e in largo per capire cosa è stato fatto su un sito e cosa bisogna fare (obiettivi da raggiungere e soluzioni prima di tutto). 

Un incrocio di analisi e lettura di dati tra Google Analytics, Webmaster Tools e tutto l’itinerario web fatto da un sito fino a quel momento. Poi, servono approfondimenti specifici, e qui ti cito alcuni dei software che ho usato in passato e che uso: Advanced Web Ranking, Screaming Frog, MajesticSEO ed il Keyword Tool di Google. 

Poi di tanto in tanto provo a testarne qualcuno di nuovo, ma sono affezionato ai soliti noti. Il cambiamento è sempre difficile.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)


Lascia perdere, sei ancora in tempo! 😀
Battute a parte, gli direi che se è una persona che ha sempre voglia di imparare, analizzare, testare e magari anche sbagliare, ma non per questo mollare, allora fa bene a farlo. Perché in fondo la SEO è così. È un duro mestiere. Proprio per quanto è complesso farlo e trasmetterlo, ci sono ancora tante realtà aziendali che non sanno di che cosa stiamo parlando e a cosa possa servire. Rimboccati le maniche e datti da fare, perché quando pensi di avercela fatta e aver trovato la soluzione, invece dovrai ricominciare tutto da capo. Questo “sporco” lavoro qualcuno lo dovrà pur fare! In bocca al lupo.

Grazie Francesco per l’intervista, un saluto e buon SEO lavoro a tutti