Intervista SEO: Andrea Podda

by francesco 1.4K views0

andrea podda
andrea podda

Quasi non ci credo. Ci ho messo un anno ad ottenere l’intervista dell’uomo d’acciaio Andrea Podda, uno dei SEO di cui ho più stima per i suoi interventi sempre lucidi e di buon senso. Oggi ti propongo un’intervista che ha il sapore della sperimentazione e dell’attenzione quotidiana di un esperto che come te, dedica parte della sua vita all’arte della SEO.

 

1) In che anno hai cominciato e soprattutto perché? (puoi ancora smettere)

In realtà ho iniziato a fare qualcosa che avesse a che fare con la SEO nel 2007, quando una volta creati i primi siti e blog come passatempo, iniziai a comprendere che alcune modifiche strutturali potevano influenzare il posizionamento. Ammetto che all’epoca ignoravo l’arte della SEO vera e propria e che ero totalmente all’oscuro anche dell’esistenza di fattori offpage, credevo addirittura di aver “scoperto qualcosa”, ovvero che le SERP in realtà erano manipolabili modificando testi e struttura (che genio 😀 ).

2) Come hai imparato a fare SEO?

Dopo essermi reso conto di aver scoperto l’acqua calda, ho iniziato a documentarmi in maniera incessante attraverso siti di settore e forum, sia italiani che stranieri. Ho poi iniziato a sperimentare, beccare penalizzazioni, risolvere, sperimentare ancora e così via in un loop infinito che tutt’ora non sembra volersi arrestare. Penso poi che aver avuto l’opportunità di fare qualche corso e di conoscere alcuni professionisti del settore mi abbia arricchito non poco, scambiare opinioni e risultati di test con figure competenti è stato molto formativo e lo è ancora oggi. 

Comunque nell’ultima domanda in cui dispenso qualche consiglio, si capisce ancora meglio qual è stata una parte importante del mio percorso.

3) Cosa faresti a Matt Cutts se vi trovaste di notte da soli in un vicolo buio e senza telecamere?

Probabilmente se mi trovassi in quella situazione scapperei a gambe levate 😀 Scherzi a parte, gli chiederei se pensa che il web (inteso sulle ricerche di Google) sia definibile “meritocratico”. 

In molte SERP passano tantissime schifezze, spesso prendono traffico dei portali che sono pessimi e restano inosservati alcuni che sono qualitativamente migliori. Tengo a precisare che questa non è la mia opinione ma una constatazione, dato che in molte SERP ho superato siti buoni con schifezze create da me in poco tempo per dei test (scommetto che dopo questa dichiarazione mi crollano tutti i siti :p).

4) Quali sono i migliori 10 SEO italiani? In base a cosa li giudichi?

Non posso rispondere a questa domanda dato che ne conosco troppi pochi per poter anche solo abbozzare una classifica e non sarebbe comunque corretto nei confronti degli esclusi. Posso comunque dire che ne tengo d’occhio diversi, per un motivo o per un altro. Con alcuni di questi ho avuto modo di lavorare, con altri di scambiare comunque qualche opinione o semplicemente di vedere come lavorano. Dico che comunque non sempre fama=bravura, la maggior parte dei SEO che ritengo davvero bravi sono persone quasi sconosciute alla massa.

5) Quali sono le condizioni di lavoro ideali e le peggiori per un SEO?

Se posso vorrei suddividere questo discorso in idealissime, ideali e peggiori.

Idealissime: lavorare per se stessi e basta, magari con affiliazioni, advertising ecc.. quindi rispondere del proprio lavoro solo a se stessi.

Ideali: lavorare per pochi clienti ma con budget molto alti. In questo modo ci si può concentrare benissimo su ogni singolo progetto e dare il meglio di se stessi.

Peggiori: lavorare con tanti clienti a basso budget. Sicuramente in questi casi si lavora malissimo anche perché si può avere a che fare con persone che non conoscono il potenziale del servizio che hanno acquistato. Sconsiglio a chiunque di far quadrare i conti con la QUANTITA’, anche perchè la SEO secondo me è un’arte che deve farsi pagare cara.

Aggiungo un’ altra situazione peggiore: lavorare in house, ovvero esclusivamente per un solo sito. Naturalmente questo non è un caso peggiore in senso assoluto, però per come sono fatto io credo non riuscirei a lavorare in questo modo a lungo.

6) Quali software utilizzi per fare SEO?

A dire il vero non ne utilizzo tantissimi. Oltre a qualche tool di Google che utilizza penso chiunque, mi affido soprattutto a MajesticSEO, WebCEO, SemRush e qualche volta utilizzo anche Clicktale. 

Faccio anche tanta analisi diretta sulle SERP che mi interessano, magari per comprendere delle cose che tool e software vari non riescono a capire.

7) Quali consigli daresti a un SEOFITA? (giovane sulla cattiva strada)

Sicuramente mi sento di consigliare di sperimentare tantissimo e senza sosta. Attendere che i fattori di ranking spuntino sui blog di settore secondo me è un suicidio, certe cose hanno un senso fino a quando non le conoscono tutti. Inoltre anche su siti di settore ritenuti super attendibili spesso ci sono una marea di ca**ate. Ascoltate le opinioni di tutti ma poi sporcatevi le mani e verificate di persona.

Un SEO che non sperimenta è sicuramente una spanna indietro a chi invece effettua test di continuo per governare a pieno la tecnica. 

Un’ altra cosa molto importante è quella di non fare troppo gli etici, sperimentare quindi su qualsiasi settore (naturalmente nei limiti della legalità), anche facendo le peggiori zozzate immaginabili; avere una visione più ampia possibile dei mercati può essere un punto a favore rispetto a un competitor. 

Non porsi limiti sui siti di proprietà, stare su SERP paragonabili al Bronx vi farà solo crescere ancora di più come professionisti. Se poi volete imparare a fare a botte con i malavitosi stando in un residence in Costa Smeralda con i mocassini e il risvoltino nei pantaloni, secondo me non è la migliore strategia, a meno che non puntiate ad avere dei clienti piccoli (e allora torna su e leggi la voce “condizioni pessime“).

Detto questo, una volta che sarete diventati i peggiori gangster della SEO, siete pronti per ripulirvi al massimo, disinfettare quindi il mouse e la tastiera e svolgere lavori chirurgici e strapuliti sui clienti, su quelli le zozzate non si possono fare, però su SERP complicate ora saprete su quali punti potrete forzare senza rischi e su quali no 😉

Infine mi sento di consigliare di vedere la SEO a 360 gradi: studiare l’usabilità, la scrittura persuasiva, magari un po’ di webdesign e tutti gli altri elementi che possano dare un valore aggiunto alla SEO e renderla quindi UTILE, sia agli utenti che ai propri clienti.

Vorrei chiudere con un consiglio abbastanza banale ma importante: non pensare MAI di essere arrivato, la SEO cambia in continuazione, ciò che oggi funziona domani potrebbe non servire più a nulla e là fuori è pieno di SEO che ne sanno a calci in bocca, nel giro di due giorni potresti essere fuori mercato.