Cosa significa ottimizzare un sito web per i motori di ricerca

by francesco 477 views0

ottimizzare sito web
ottimizzare sito web

Ultimamente mi accorgo che tanti seofiti o clienti che seguo per consulenza, non hanno chiaro un aspetto centrale della SEO che fa la differenza tra una buona e una pessima ottimizzazione. Parliamone.

Che vuol dire fare SEO?

La domanda che ti pongo oggi ti sembrerà banale, ma mi sono accorto che spesso è proprio su aspetti come questi che ci si perde. Sul blog ho già trattato alcuni di questi argomenti, ma per quanto mi viene detto che Seogarden venga studiato da cima a fondo, mi rendo conto che tanti concetti faticano a entrare. Bene, diciamolo chiaramente una volta per tutte:

Ottimizzare un sito web per i motori di ricerca, quindi il senso della SEO onsite, non è solamente mettere a posto titoli, meta e intestazioni, non si tratta solo di trovare le parole chiave più adatte e la struttura delle categorie migliore. Fare SEO significa essenzialmente fornire al bot una lettura orientata delle pagine del nostro sito web rispetto al modello di business. Devi dividere bene icontenuti business dagli altri e far capire a Google che questi sono i più importanti rispetto al mio sito web.

Come accorgersi di un’ottimizzazione sbagliata

La prima cosa che faccio quando devo analizzare un sito web, non è aprire screaming frog, ma semplicemente Google, e richiamare l’operatore site:. Da lì, al di là degli errori 404 che trovo spessissimo, mi è facile vedere se i livelli di priorità dati ai contenuti del sito (se si sono dati) sono tali da fornire al bot una buona indicazione su cosa viene prima e cosa dopo.

Se ad esempio siamo su un e-commerce e il comando site: riporta nelle prime due serp tutti i contenuti di questo tipo:

 – spedizioni

 – privacy

 – carrello

 – registrazione utente

 – password dimenticata

 – resi e recessi

allora si è verificato un errore frequente quanto grave: Google vede che i link a questi contenuti rispetto a quelli business (i prodotti) sonositewide, quindi, in assenza di altre indicazioni li ritiene prioritarisu questi.

Basterebbe in molti casi semplicemente settare l’attributo priority della sitemap in modo da assegnare una priorità più elevata acategorie e prodotti e meno elevata a questi contenuti. Nei casi in cui il sito sia già online da tempo e i contenuti disclaimer come quelli dell’esempio precedente siano solidamente posizionati nelle prime due serp all’operatore site:, procedo a deindicizzarli con l’attributo meta robots, il più delle volte con attributo noindex, follow.

L’attributo priority, come tutta la sitemap secondo me è sottovalutato.

Gestirne opportunamente la parametrazione non migliora il posizionamento dei contenuti a maggiore priorità in termini assoluti, perché se un contenuto è complessivamente povero e male ottimizzato si posizionerà comunque male, ma lo farelativamente agli altri contenuti del sito. L’attribuzione di priorità non migliora quindi il posizionamento, ma l’indicizzazione. In questo articolo ne parla anche Enrico Altavilla.

Una corretta indicizzazione è una condizione primaria ed essenziale per ottenere un buon posizionamento, cosa che però sarà possibile solo se il sito avrà un buon progetto editoriale alle spalle e un modello di business definito. 

Insomma, non mi venite a dire che la priorità non serve, perché mi cadete sui fondamentali. 🙂