Keyword laterali o civetta, cosa sono?

by francesco 2.961 views5

Fermo restando che un web marketer un minimo intelligente non ha interesse ad ingannare gli utenti che cerca di portare a conversione, oggi parliamo di una tecnica SEO che uso spesso e che ho rubato a Media World, si proprio il grande distributore tecnologico.

keyword laterali
keyword laterali

Se hai mai fatto un giro da Media World sai che più o meno al centro del grande store c’è lo spazio Apple, in cui i computer vengono presentati nel classico stile cupertiniano. Meraviglioso rapporto di spazi, tavoli in legno chiaro, sorriso smagliante e…nessuno se li compra, perché i Mac è meglio prenderli all’Apple store. Tutti lo sanno, perfino quelli di Media World. E perché allora sprecare tanto spazio per mettere in bella mostra amenità tecnologiche fuori dal loro contesto di vendita?

Semplice, per aumentare lo store traffic. Mettiamola così: esci di casa per andare al centro commerciale Campania. Nel tuo pellegrinaggio verso l’Apple store (che ci vai a fare, tanto manco là te lo compri il computer) scegli comunque di fare tappa da Media World i cui Mac esposti funzionano da richiamo e da rinforzo per la decisione di “fare un giro”. Una volta che sei dentro poi finisci col comprare la custodia per la macchina fotografica o l’alimentatore per il cellulare. Il prodotto “civetta” non sta là per essere venduto ma per aumentare il traffico in negozio e di conseguenza lo scontrino medio.

 

Cosa sono le chiavi laterali?

A questo punto mi sono fatto una domanda così, un po’ per deformazione professionale: ma non è che in qualche modo si può introdurre una roba del genere in una strategia SEO?

Di qui parte la mia riflessione sulle chiavi laterali: parole chiave che inquadrano un ambito di ricerca preciso, estraneo al modello di business, ma pertinente con esso. Lo scopo delle chiavi laterali è fare da traino verso le pagine business del progetto web.

All’interno di un sito web che vende ad esempio lampade di fascia media da parete, soffitto o pavimento, introdurre ad esempio recensioni di lampade più prestigiose, come ad esempio le Artemide. In quel caso, l’utente che cerca sul web la lampada Artemide arriva sul mio sito, legge la recensione e al fondo della pagina trova suggerimenti su altri modelli e marche di lampade che possono adattarsi allo stesso modo della lampada Artemide costando però una frazione di questa.

Sei arrivato sul mio sito web cercando una cosa e in realtà ne hai trovata un’altra (forse) più utile al caso tuo perché magari più accessibile.

Un utilizzo perverso di questo meccanismo consiste nel portare traffico sui siti web attraverso chiavi troppo laterali, nel senso che magari sono proprio impertinenti con il modello di business: inutile e controproducente realizzare un contenuto su come conoscere nuove ragazze e piazzarlo sul sito web di una società che vende prestiti e finanziamenti. Non funziona così. A volte cerco film in streaming e finisco su pagine web che offrono solo banner pubblicitari: alla lunga è penalizzante e poi parliamoci chiaro, credo pure che questa gente non monetizzi tantissimo in generale con i banner pubblicitari.

Un buon esempio di chiave laterale riguarda l’ottimizzazione che a suo tempo utilizzai per una società che opera nel settore della distribuzione automatica. In quel caso il suggeritore di Google mi segnalava la chiave “distributori automatici usati”, che sebbene riportasse ad un attività che l’azienda non offriva, non era del tutto impertinente: un’ottima chiave civetta!

In quel modo riuscii a portare parecchio traffico sul sito e a produrre fino a 60 form di richiesta informazione al mese. L’idea qui è che l’utente che cerca il distributore automatico usato finisce sul sito dove invece trova una proposta commerciale comunque pertinente al settore e sicuramente più conveniente.

Capito il meccanismo? Se hai dubbi non devi far altro che scrivermi un commento qui in basso.

  • Giovanni Amato

    Tempo fa ho fatto lo stesso esperimento con “corsi di inglese gratis”. Naturalmente, la suddetta query è stata attaccata sul blog di una scuola di inglese. Il risultato? A bunch of lead! 😀

    Insomma, approvo la “tecnica della civetta” 😉

  • Ottimo articolo, è un tecnica che usiamo “da sempre” per ottenere conversioni in settori B2C e B2B anche di nicchia… E funziona 😉 L’importante è non deragliare e portare traffico “poco interessato”

  • Gianluca

    Bell’articolo e buone informazioni. Mi sembra ovvio che bisogna saper dosare con molta cautela l’utilizzo di parole chiavi civetta. Una domanda…come le inserisci nel contesto del sito?!? Come articolo a sé stante tipo un articolo con titolo “i distributori automatici usati: una valida alternativa a quelli nuovi?!?” Oppure come semplice richiamo in un testo più ampio? Ad esempio “le varie possibilità per avere un tuo distributore automatico ” e sotto 5 paragrafi di cui solo il secondo parla dell’usato (e ovviamente lo sconsiglia)?

    • Ciao Gianluca, non bisogna avere timore di creare pagine ad hoc, con una buona ottimizzazione centrata sulle chiavi civetta. Il problema è solo valutarne l’opportunità.

  • Ciao Francesco, anche a me è successo di fare la stessa cosa per un altro settore. Avevo fatto un articolo dal tema “Perché non comprare…..”