Core Web Vitals, quando serve ottimizzarli?

by francesco 705 views0

Qualche giorno fa ho letto su Linkedin il post di un bravissimo collega, invero sorpreso di come aver ottimizzato i core web vitals avesse portato a un notevole incremento delle impressions organiche. Riflettiamoci sopra.

La prima cosa che dobbiamo chiederci è perché il collega si sia sorpreso, dal momento che è bravissimo (sul serio) e “certe cose dovrebbe saperle”. In realtà, non è sempre vero che a un buon punteggio sui segnali web essenziali corrisponde un miglioramento del posizionamento e un conseguente aumento di traffico. Ma qual è il discrimine?

Cosa significa avere buone performance?

Per avere buone performance occorrono essenzialmente due cose:

  1. un codice pulito e leggero;
  2. risorse server adeguate.

In teoria i core web vitals riguardano il primo punto, ma nella realtà dei fatti è tutto collegato. La vera domanda da un milione di dollari è: se il tuo sito web si posizionasse davvero bene per le chiavi di ricerca migliori nel suo campo semantico, quanti accessi simultanei farebbe? Attenzione, NON quante visite, ma quanti accessi simultanei. C’è differenza.

Metti che il tuo sito web arrivi a meritare la massima visibilità organica per un ambito di ricerca destinato a condensare moltissimo traffico in un breve lasso di tempo. Per fare un esempio vicino ai nostri giorni, facciamo finta che le votazioni politiche stiano per concludersi e che tu abbia la pagina web più autorevole per contenuto e backlink rispetto ai risultati in tempo reale delle elezioni.

In casi del genere, la visibilità non viene assegnata solo in funzione della qualità e dell’autorevolezza, ma anche in base alle prestazioni. Google non può darti visibilità per un ambito di ricerca che può portarti contemporaneamente 50.000 utenti sul sito, se il tuo server ne regge al massimo 1.000. L’esempio è chiaramente estremo, ma serve a far capire che per quanto tu possa scervellarti sui testi e sull’architettura del sito, Google sa in anticipo se puoi reggere o meno certi posizionamenti, indipendentemente dal fatto che te li meriti oppure no. Lo sa perché in base alla velocità di risposta, assegna un crawl rate a ciascun sito web che ha in scansione. Ricordiamo che il crawl rate è il numero di richieste verso il sito che il crawler effettua in un dato intervallo, calcolato in secondi.

Cosa (e quando) c’entrano i core web vitals?

C’entrano nella misura in cui riesci a diminuire il tempo di risposta per accesso, lavorando:

  • sulle dipendenze JS e CSS (accorpando e differendo),
  • sul peso delle immagini,
  • sugli elementi di blocco che rallentano il caricamento della prima parte della pagina,
  • su quelli che la fanno “shiftare”,
  • sulle dimensioni del DOM,

Ma se il tuo sito tratta l’argomento “vendita castelli con fantasmi in Molise” e ha le pagine che si aprono in 3 secondi, con risorse server che reggono senza problemi 1.000 accessi simultanei, portare l’apertura completa – Fully loaded time – a un secondo e mezzo, non farà migliorare i posizionamenti, perché a Google non serve che il tuo sito sia più performante di quello che è già. In questi casi si tende a dire che lavorare sulle performance non serve e che noialtri ci facciamo un sacco di menate…

core web vitals

Laddove invece Google deve garantire un buon risultato a migliaia di persone che in un certo momento avranno interesse a cliccare sul risultato di ricerca, i core web vitals insieme alla solidità del server (anche proprio del processore), faranno la differenza, quindi una buona ottimizzazione produrrà l’aumento delle impressioni che ha sorpreso il mio stimato collega.

E quindi (conclusioni)

Migliorare i core web vitals permette di aumentare il numero di richieste parallele simultanee a parità di prestazioni del server, quindi produce enormi benefici, ma solo nella misura in cui il tuo sito web abbia le carte in regola per meritare un buon posizionamento in un certo ambito di interesse.

Parliamo (tanto) di siti di News, ma non solo, perché a breve gli shop online partiranno con le mega promozioni per il black friday, portando orde inferocite di utenti sui siti e-commerce. A quel punto le valutazioni sulla portata complessiva faranno sì che si creino distinzioni tra chi può e chi non può.

E sarà lì che dovrai mostrare di avere le (s)palle (larghe).