Volunia, ne parliamo bene o male?

by francesco 810 views0

Da due giorni leggo cose sul nuovo motore di ricerca italiano. Volunia, di Massimo Marchiori è stato già distrutto da tutti quelli bravi del mondo della comunicazione. Anch’io che invece sono il “cattivo ragazzo” del web, vorrei dire due cose…

 

“Ti sarò sincero” (una volta un cliente esordì con queste storiche tre parole), a me la faccia di Marchiori piace. Dopo due giorni di tam tam sul web in cui si sono dette le peggio cose che potrai mai immaginare di sentire sopra una startup, la notizia di Volunia è arrivata al Tg 5 e a questo punto scatta il post.

Su Volunia.com devi chiedere il permesso per accedere, la stessa tecnica di Google per creare attenzione sulle nuove piattafome. Niente di nuovo.

Se sei tra i “fortunati” accedi all’ambiente Volunia: uno spazio in cui i risultati di ricerca vengono aggregati ai profili dei social network più diffusi: in questo modo mentre cerchi quello che ti serve puoi fare networking con chi cerca le stesse cose che ti interessano. Insomma, è il punto di congiunzione tra Facebook e Google, una mezza rivoluzione. Italiana.

Funzionerà?

Occorrerà fare un lavoro della madonna per mettere a posto tutti i problemi che si verificheranno (e che già ci sono) rispetto alla compatibilità software, dopodichè ci saranno tarantelle sconfinate che nemmeno Giobbe potrebbe sopportare…

La domanda giusta a questo punto non è “se funzionerà”, ma piuttosto “ci sono i soldi?”

Google e Facebook sono nati in America, la terra promessa, quella dove i nostri bisnonni sono emigrati perchè tutto era possibile. Da noi nel Bel paese, la patria di Leonardo, Donatello, Raffaello e Michelangelo (e Splinter) spesso ci si aspetta che il genio produca risultati su vasta scala di per sé.

Ho visto in tv le facce di quei ragazzi dietro al computer a lavorare per produrre la rivoluzione italiana. Ho ascoltato le parole di Massimo Marchiori. Ho passato una mezza giornata su Volunia.

Sono fantastici, però senza una tonnellata di banconote da cento euro, non ce la faranno a spostare l’attenzione sul loro progetto e sull’Italia.

Antonio Savarese nel gruppo Indigeni digitali fa notare due cose importanti:

  1. Non si può mettere il “cavallo” davanti ai buoi (appena capisco cosa vuol dire ci scrivo un post).
  2. L’idea che in Italia possa nascere un progetto web di portata globale senza investimenti pluri milionari, solo perchè siamo italiani e quindi fichissimi…non va proprio bene.

A me le rivoluzioni piacciono, penso che sul web ne stiamo vivendo una epocale da dieci anni a questa parte. Se Volunia riuscisse a mantenere quello che promette l’Italia se ne avvantaggerebbe su scala mondiale. Immagino tutti i laureati in scienze della comunicazione che trovano lavoro…scenari apocalittici.

In bocca al lupo ragazzi. Siamo italiani, con tutto quello che comporta. (marò).