#visioneglobale

by francesco 1.6K views0

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Qualche giorno fa ho postato su Facebook la frase: “Ogni volta che un #SEO dice che un’attività specifica non serve più, una fatina da qualche parte muore”. 

Alcuni amici, per colpa della mia sinteticità, non hanno compreso quello che intendevo. È giunto il momento di metterci gli occhiali giusti per osservare il lavoro che facciamo su Google. Cercherò di essere più chiaro per chi ha voglia di leggermi (almeno) qui.

Si dice molto spesso e a ragione, che Google valuti l’importanza da attribuire a un contenuto sulla base di una molteplicità di fattori. Un sito utile e di qualità finisce (o dovrebbe finire) col tempo in modo naturale a rispondere a tanti dei requisiti coi quali Google classifica e attribuisce ranking, autorità e fiducia ai suoi contenuti.

Di questo immenso numero di fattori, ad alcuni viene attribuito più valore, ad altri meno. In questa frase c’è uno dei più grossi errori procedurali commessi quotidianamente da tantissimi SEO, che invece di muoversi in termini strategici, operano mettendo giù insiemi di tattiche.

Conoscete la differenza tra una tattica e una strategia? 

Una tattica è una singola azione il cui prodotto è un risultato nell’immediato, mentre una strategia è un progetto in cui più azioni in un tempo definito concorrono per produrre un risultato. Più tattiche diverse messe insieme non fanno una strategia a meno che non siano organiche le une rispetto alle altre e non isolate dal contesto.

Un esempio legato alla fisica (e non solo)

È stato ampiamente osservato che gli atomi di cui sono composte le molecole d’acqua isolate le une dalle altre necessitano di un’altissima quantità di energia per liberare elettroni, insomma, gli elettroni se li tengono stretti. Se però le molecole d’acqua non sono isolate ma dialogano tra di loro, allora la cessione di elettroni dai loro atomi a certe condizioni diventa spontanea. 

Significa che osservare un oggetto separatamente dal contesto a cui appartiene è fondamentalmente una cazzata!

Vale per la fisica, la chimica, la biologia molecolare e per la SEO.

Un po’ di Fisica Quantistica

In modi difficili da comprendere per noi figli orgogliosi dell’illuminismo, tutta la materia è collegata. Vuol dire che in qualunque spazio e in qualunque tempo la materia dialoga sulla base di frequenze, vibrazioni che si sviluppano a partire dal vuoto (il concetto di vuoto per la fisica quantistica è simpatico e meriterebbe di essere approfondito). 

In sostanza il senso è che anche l’aspetto più irrilevante, se osservato isolatamente dal contesto (es. il meta keywords) può essere determinante all’interno di una visione globale che parta dall’assunto che non solo tutte le tattiche SEO impiegate in un progetto dialogano tra loro, ma anche tutte le tattiche non SEO e addirittura tutte le non tattiche, cioè esattamente tutto quello che succede.

La teoria del caos

Domani mattina per esempio, un ragazzo di 11 anni o un vecchietto di 90, possono a tempo perso scrivere sul loro blog, un articolo privo di un senso specifico che fortuitamente può intercettare e sviluppare nel modo corretto proprio quel topic che nelle stesse ore, in virtù del buzz online intorno a una trasmissione televisiva, sta ampliando il campo semantico di rilevanza che Google attribuisce a una parola chiave ad elevatissima concorrenza.

Risultato: Quante volte vi è capitato di rivedere contenuti del cavolo (ma del cavolo proprio) posizionarsi in modo straordinario sopra altri apparentemente più accreditati e validi? Google non funziona? Secondo me succede proprio perché funziona…funziona pure troppo. 🙂

Il mio invito in definitiva è smettere di fare SEO utilizzando esclusivamente (e isolando le une dalle altre) le tecniche che “funzionano”, o quantomeno dedicare parte del proprio tempo a osservare le serp da più lontano possibile, partendo addirittura da quello che succede “al bar”, quindi offline. All’interno di unastrategia organica, diversi elementi dei quali Searchmetricsosserva un basso valore, possono invece essere determinanti. Il fatto è che Searchmetrics vede ogni aspetto isolatamente, senza coglierne le relazioni con il contesto.

Il giorno che Google vedrà tutto, dobbiamo riuscirci anche noi. Alza la testa da quel tag e abbraccia anche tu la #visioneglobale. 😉