La vera forza di Hummingbird

by francesco 1.3K views0

I dati contestuali e le occasioni d’uso inserite in un articolo che stai scrivendo in ottica SEO copywriting, valgono più della ripetizione della keyword principale e dei sinonimi. Parliamo dell’impatto di Hummingbird nella SEO.

hummingbird SEO
hummingbird SEO

Quel maledetto pallino verde. Conosco persone pronte ad uccidere pur di mettere a posto l’ottimizzazione onpage in modo da rispettare i parametri di wordpress SEO by Yoast. Non mi fraintendere, credo sia il miglior plugin SEO, perché ti consente veramente di gestire con facilità tutta la classificazione e laprioritizzazione dei contenuti di un sito web, ma come tutti i software non può e non deve sostituire lo sguardo di un SEO.

Per dare supporto a questa tesi, ti invito a riflettere sul fatto che il “pallino verde” dipende anche dal fatto che tu riesca o meno a creare una keyword density adeguata (come tasso percentuale) tra il numero di volte in cui è presente la focus key e la quantità complessiva di parole nell’articolo. È un chiaro invito a ripetere più volte la nostra keyword principale, che non è una cattiva idea in sé, ma nemmeno risolve i nostri problemi, e proviamo a ragionarci…

Contesto di significazione

Una buona keyword density può aiutare Google a capire che quel contenuto parla di una determinata keyword e aumenta la probabilità che il motore di ricerca percepisca il tuo articolo come “rilevante”, ma solo a patto che oltre a tale densità, esista un contesto di significazione tale da renderne evidente il valore rispetto alla search intent degli utenti. Continuo a pensare che le indicazioni diyoast siano molto utili per un copy che si avvicina alla SEO, ma oltre le keyword c’è di più, vediamo cosa.

Hummingbird e i sinonimi

Si è parlato del fatto che l’upgrade algoritmico Hummingbirdfavorisca la semantic search perché aiuta Google a capire di cosa parla il tuo articolo, mettendolo in relazione con entità anche assenti dal suo testo, i famosi sinonimi. Oggi capita che Google offra un buon risultato di posizionamento a contenuti cercati per parolenon presenti nello stesso documento web. Succede perché Google diventa sempre più bravo a leggere il contesto di un articolo e a quantificarne il valore rispetto all’utilità dei topic che esprime. 

lumaca amigurumi
lumaca amigurumi

Esempio:

se cerchi chiocciola amigurumi su Google, il secondo risultato è un contenuto del sito alluncinetto.it ottimizzato per “lumaca” amigurumi.

In quell’articolo la parola chiocciola non c’è, eppure l’articolo si posiziona lo stesso perché Google capisce che chioccia e lumaca sono la stessa cosa.

Lascia perdere i sinonimi, pensa al contesto

Molti SEO cercano di inserire sinonimi nei loro articoli per aumentare la possibilità di ottenere un buon posizionamento, ma come dimostra l’esempio precedente, non è questione di sinonimi, piuttosto conta il valore dei significati espressi nel contesto in cui vengono sviluppati.

Come usare le chiavi correlate

A questo scopo, quando un SEO compone un articolo, una volta individuata la sua Focus Key (che diventa sempre più un focus topic), può utilizzare i software come il keywordtool.io o ancora meglio, il topic finder di Luigi Luongo (ancora in fase sperimentale) che quando sarà stabile lo renderà più famoso di Garibaldi!

Questi tools tirano fuori una serie di chiavi che non vanno semplicemente prese e infilate dentro al tuo articolo. Non servirebbe, perché è esattamente quello che fanno già i tuoi concorrenti. Fai in modo che le tue capacità di osservazione ti suggeriscano quali tra i topic risultanti da questi software nascondono al loro interno una domanda latente e sviluppala nel contesto. 

Aggiungi significato ai tuoi contenuti, non (solo) parole chiave. Rispondi a domande.