Il valore/rischio di un Guest Post

by francesco 1.1K views0

Domanda frequentissima tra chi si occupa di SEO come di link building o digital PR. Quali sono i fattori in base ai quali possiamo determinare il valore di un articolo che parla di noi o di un progetto che seguiamo?

valore rischio guest post
valore rischio guest post

Comincerei con lo sfatare un mito che riguarda Google. Non sono gli articoli a pagamento ad essere genericamente deprecati da Google, ma i link (che Google capisca siano stati) comprati o venduti all’unico scopo di manipolare il posizionamento organico di una o più pagine web per uno o più risultati di ricerca.

Un’azienda tecnologica che contatta un web magazine tech per negoziare una recensione di prodotti o servizi, non è la stessa cosa di un SEO che pubblica in un gruppo su facebook la sua disponibilità a vendere 6 guest post a tema tech. In entrambi i casi c’è una transazione economica, solo che nel primo ci sono anche finalità informative  -magari il magazine ha un’intera sezione dedicata alle aziende-  mentre nel secondo non si pensa affatto agli utenti, ma solo a mettere fuori un link che “spinga” un sito web o una sua pagina. Il magazine tech di cui sopra, non è diventato una risorsa trust pubblicando articoli contenenti link ad aziende, ma risolvendo nel tempo i problemi degli utenti, migliorando un po’ la loro esperienza d’utilizzo del web e la loro vita.

A meno che non ci siano sotto “magagne”, questo genere di siti web non offre link a chiunque, ma solo a chi li merita, pur dietro un corrispettivo economico. Il discrimine non è quindi la cifra con cui ti compri i link “giusti”, ma il fatto che tu meriti o meno di comprare i link giusti.

Le magagne sono presto spiegate e tutto sommato non serve un genio a capire come “svoltare” un link da un grosso giornale. Dal momento che diverse fonti trust continuano ad affidare la stesura di articoli a redattori non interni, che collaborano esternamente anche con altre realtà, se invece di contattare la redazione del giornale, punti al singolo redattore e riesci a “convincerlo”, puoi fargli inserire un link al tuo sito web in un articolo… e se siete entrambi fortunati, Google e il suo caporedattore non se ne accorgeranno. 

Spero veramente che questa pratica tristemente diffusa cessi, perché non serve un osservatore troppo attento per capire che al di là di quei quattro giornali posizionati storicamente grazie al cartaceo, Google News è un far west in cui succede tutto e il contrario di tutto. Invito per tanto le redazioni a controllare con maggior cura gli articoli in uscita e a circondarsi di collaboratori affidabili. #Eccheddiamine.

Quanto “pesa” il sito web?

Ora che hai intuito il motivo per cui non amo particolarmente questo genere di link building che gioca sull’anello debole della catena, domandiamoci come si fa a misurare il valore di un sito web, da cui potremo stabilire una cifra da proporre o da valutare in caso ci venga richiesto.

Ci sono due fattori da tenere in considerazione, il primo è l’analisi generica di traffico, profilo di link in ingresso e quantità di keyword posizionate, il secondo, di cui accennavo nel mio ultimo articolo sulla differenza tra siti web e pagine trust è la distribuzione percentuale del traffico per i singoli contenuti. Da un lato quindi dovresti valutare quanto è forte un sito web in termini assoluti, dall’altro quanto lo è relativamente alle singole pagine. 

Mi spiego, un sito web editoriale che viene raggiunto da 100.000 visitatori al giorno e che fa il 90% del traffico con 10 contenuti, ha probabilmente qualcosa che non va, cioè quei 10 contenuti potrebbero essere stati spinti in modo anomalo, cosa che può non risultare con i software di monitoraggio se si riesce a bloccarne i bot. Ecco, in questo caso, ottenere un link può essere controproducente o nella migliore delle ipotesi, inutile. Certo può anche essere che il sito web in questione abbia semplicemente una cattiva SEO, incapace di distribuire il traffico su più pagine, neanche raro che accada.

È chiaro che per fare questo tipo di inferenza hai bisogno di un software, io utilizzo la funzione “pagine” di Semrush, che in una sola videata mi consente spesso di farmi un’idea abbastanza chiara sul motivo per cui un sito web fa traffico.

Se viceversa la distribuzione delle 100.000 visite è regolare e spalmata su tanti contenuti, allora è probabile che il sito web venga considerato una fonte trust, o comunque ci troviamo su di un progetto sviluppato come si deve, in questo caso vale la pena investirci.

Conclusioni

Se ti interessa far bene nel tempo, può darsi che il link in quanto link ti spinga pur bene, ma più andiamo avanti, più vedo siti web acquisire valore, altri segnali e ranking per il solo fatto di essere stati “menzionati” senza link da fontiveramente trust. Concentrati quindi sul valore dellarelazione, su quello dei tuoi contenuti e sul trust… non sulle “trastole”.

Trastole si capisce? 😛