Una Birra per Tutti: la storia di Filiberto’s

by francesco 1K views0

filiberto michelangelo cristina genzale
filiberto michelangelo cristina genzale

Quella che ti racconto oggi è la storia di Filiberto, Michelangelo, Cristina e del loro pub. Se credevi non fosse possibile ripensare il mondo da Mirabella Eclano, dovrai ricrederti.

La settimana scorsa ho pubblicato un articolo su Franco Cataruozzolo, raccontandoti il mestiere e la passione del mio amico torronaio di Grottaminarda. Mi fregio di avere altri tre amici molto speciali, Michelangelo e Cristina Genzale (marito e moglie) e Filiberto Genzale, papà di Michelangelo, titolare di quel posto magico che è Filiberto’s.

 

Il motivo per cui mi sono trasferito qui

Cioè, in effetti è per Claudia, però da queste parti succedono cose insospettabili. Se abiti in città ti capiterà ogni tanto di andare al pub, pizzeria o ristorante. In queste occasioni, che tu sia un cliente abituale o meno, camerieri e titolari ti riservano sempre quella battuta o quel sorriso di circostanza, insomma è gente che lavora, ci sta. Qui invece straordinariamente, trovi persone “normali”, cioè tu arrivi e loro stanno per i fatti loro, i camerieri non ti sorridono. Stai lì e mangi per i fatti tuoi. Questo per i primi due anni circa.

sean connery
sean connery

 

Poi a un certo punto, tra un hamburger e un paio di birre (che poi ti dico) una sera ti ritrovi a scambiare quattro chiacchiere con Cristina, poi con Michelangelo e in men che non si dica ti ritrovi ad ascoltare i racconti di quando Filiberto – che col cappellino è uguale a Sean Connery – tra gli anni ’60 e ‘70 faceva il ristoratore a Seattle. C’è bellezza nel modo in cui lavorano, non tanto perché sono appassionati o per il lavoro della madonna che fanno, quanto perché sono veri. Non portano la maschera da venditori di birre e panini. Sono persone semplici che fanno un lavoro semplice in modo straordinario!

 

 

Un lavoro semplice, in modo straordinario

Un po’ come per Franco Cataruozzolo, si tratta di pensare nel piccolo e lasciare che le tue idee si espandano in modo centrifugo. Come posso migliorare il mio prodotto oggi? Dove compro la carne che mettiamo nei panini? E se il pane lo facessimo qui? E se preparassimo qui anche la salsa BBQ? E se la macchina per gli hot dog ce la facessimo spedire dal Minnesota? E se i cocktail fossero fatti con la frutta fresca anziché con il succo di frutta? Ma soprattutto, se invece delle solite 12 birre sempre uguali che trovi nei Pub, ce ne fossero 80? Piacerebbe alle persone? Penserebbero che è bello venire qui anche se non abbiamo il sorriso di plastica? Beh, fatti una domanda e datti una risposta!

 

La difficile arte di vendere

Hai presente il modo giusto di comportarsi sui social networks (come nella vita) per apparire una persona seria? C’è gente che spende 3.000 euro per un corso di vendita di una giornata su come trattare le persone. La famiglia Genzale ha scelto sicuramente un percorso fatto di sostanza, aumentando l’offerta, diversificandola e puntando sulla qualità delle materie prime. In un Pub si mangia e si beve, quindi si deve mangiare e bere bene, magari meglio che altrove. Tutto il resto è secondario.

 

La ciliegina sulla torta

Ok, te l’ho dipinto come un posto spartano, ma in realtà il locale è tutt’altro che freddo, anche e soprattutto grazie al lavoro di “community management” sviluppato negli ultimi anni da Cristina. Oggi è lei, che oltre a stare dietro al bancone della zona bar, accoglie “gli amici” (ché Michelangelo un po’ orso lo è), progetta e dispone le decorazioni a tema per le feste, gestisce le diverse illuminazioni. Una donna imprevedibile ed estrosa in un contesto in cui si è sempre e solo pensato a far mangiare le persone meglio possibile. 

Menzione d’onore per Raffaello, fratello di Michelangelo, se possibile ancora più silenzioso di lui. È il motore di Filiberto’s, occupandosi di gestire la cucina del locale. Mica niente considerando la quantità di persone che ci approdano ogni sera da tutte le parti della Campania.

 

La SEO di Filiberto’s

Quest’articolo è un tributo ai miei amici, ma è stato scritto per marcare ancora una volta la differenza tra SEO e “posizionamento”. Non ha senso ragionare troppo su come diventare visibili al di là della qualità di ciò che vendi, perché ti arricchirai pure, ma ti trovi a sgomitare come un pazzo per tutta la vita. Mettici un po’ di tempo in più e costruisci qualcosa per migliorare la vita degli altri. Conosco un paio di persone che l’hanno fatto, e adesso le conosci pure tu.