Un video al giorno, parliamone

by francesco 1.7K views0

un video al giorno
un video al giorno

Riflessioni sui tempi che cambiano, sul “video” come strumento di visibilità e su chi potrebbe utilizzarli con maggior profitto… e magari due cose sulla SEO.

Tutto è cominciato non più tardi di due o tre giorni fa, quando Marco Montemagno ha pubblicato un video in cui ha detto che “chiunque” faccia business dovrebbe spostare la sua attenzione sul video come strumento di comunicazione. Al solito, le esagerazioni producono clamore e commenti, tanti commenti… e addirittura articoli su Seogarden.

Sì, perché si tratta di un’esagerazione. Concordo pienamente sul fatto che per certa comunicazione riferita ai business della “crescita”, in cui posso inserire pur a livelli diversi il marketing digitale e la new age / pnl / spiritualità, il video sia nel 2016 “il” medium da utilizzare e chi in questi ambiti ancora produce solo contenuti sul blog sta perdendo un’occasione enorme.

Pensaci un momento, preferisci leggere un articolo che spiega come si fa una cosa o vedere un video con la spiegazione, magari anche illustrata e “fatta vedere”?

Allora il blog è morto?

Ma proprio per niente, anzi non capisco il motivo per cui si debba scegliere se tenere un blog o un canale video, quando è chiaro che la resa migliore sta nell’integrazione di modelli comunicativi complementari. Se hai da trattare un argomento tecnico, o che magari richiede la pubblicazione di slide o altro tipo di approfondimenti, puoi utilizzare il video per catturare l’attenzione e il blog per sviluppare il contenuto.

A chi invece proprio non serve?

Secondo me il video non può servire per aziende che producono prodotti o servizi molto tecnici… no, in effetti anche lì con una serie di video puoi documentare i processi di produzione o mostrare occasioni d’uso. Ok, allora diciamo che il video non serve per negli ambiti strettamente legati alla consultazione come i portali medici o quelli legati a salute / benessere… però in effetti anche lì dei contenuti video a supporto con interviste o testimonianze non sarebbero niente male.

Ok, ma allora dove sta l’esagerazione?

Forse nel fatto di realizzare un video al giorno. Sì, questo in effetti può andar bene in alcuni casi, ma essere eccessivo in altri. Dipende dalle dimensioni, dalla tipologia del business e dall’eventualità che “troppi” contenuti divengano poco fruibili. Detto questo, un’azienda o un singolo consulente può praticare una comunicazione di flusso sui social network pubblicando un video al giorno e mantenere sempre accesa l’attenzione di molte più persone. Quindi niente male manco questo.

… e niente, alla fine c’ho provato, ma non ce la faccio a criticare il video di Montemagno.

Come cercano le femmine

L’altro ieri ho pubblicato alcune riflessioni sulla SEO di Dalani, creando contestualmente un video in cui facevo umorismo su quella struttura, tanto ostica per me quanto amata dalle “femmine”.

Il video è stato caricato prima su Youtube e poi su Facebook producendo nelle prime 24 ore 220 visualizzazioni sulla piattaforma di Google e 1.019 su quella di Zuckerberg. Molti sostengono che facebook mostri più visualizzazioni di quelle reali, perché in questo periodo sta cercando di convincere i vlogger a venir via da Youtube, ma in ogni caso perché non tenere il piede in due scarpe? Come scrivevo prima, perché scegliere? Se come me scrivi su certi argomenti, chi ti vieta di tenere un blog, un canale youtube e allo stesso tempo caricare i tuoi video su Facebook?

Meglio della pubblicità

Avere una pagina facebook è cosa buona e giusta, ma ormai tutti sanno che per far girare contenuti e brand occorre fare campagne a pagamento. Di contro il video è un contenuto che in questo momento Facebook tende a rendere molto visibile proprio perché ne riconosce le caratteristiche di pervasività. A Facebook i video servono, perché tengono le persone sulla piattaforma, invece i tuoi post sponsorizzati servono solo a te, diciamolo.

E la SEO?

L’altro ieri è successo il finimondo. Il mio video ha generato una discreta quantità di link e menzioni, molto più alta di quella che avrebbe fatto il solo articolo. McLuhan avrebbe stretto le spalle dicendo: “certo, è un medium più caldo”… lo avrebbe detto sessant’anni fa.

Tu invece che aspetti?