Truffare i Clienti con la SEO (in a Gandalf Style)

by francesco 832 views0

Oggi proviamo a smascherare gli approcci alla SEO che puntando sull’ignoranza del cliente tipo, consentono a operatori male intenzionati di stare nel mercato del posizionamento nei motori di ricerca. Spero possa essere utile, quantomeno per una riflessione.

gandalf
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Vorrei aprire questo articolo con una menzione d’onore per l’ottimoAlessandro Giagnoli, che è stato il primo SEO a prendersi la briga di scrivere un intero articolo sul suo blog per contestare tecnicamente le mie riflessioni sul personal branding. Indipendentemente da chi di noi due abbia ragione -è chiaro che se ho dato quei consigli è perché li metto in pratica su SeoGarden e per me funzionano- lo prendo come un segnale della crescita di interesse nel mio blog. Mi auguro di essere sempre più contestato!

Venendo all’argomento di oggi, ho deciso di concentrarmi su alcuni aspetti che hanno portato molti a sostenere la morte della SEO. Il problema non è la SEO, ma “gli” pseudo SEO, operatori mitologici che riescono a venderti progetti in cui descrivono procedure assurde, millantando competenze impossibili da avere o spesso semplicemente non facendo operativamente quello che dicono di fare (che tanto il cliente non se ne accorge).

L’elenco delle SEO truffe

1)   Sviluppare risultati a partire dall’inserimento del sito in un network. In questo caso i risultati non sono del sito, che magari non è neanche ottimizzato, ma del network complessivamente. Se il proprietario del network ti butta fuori togliendoti i link, puoi decadere dalle serp (tecnicamente ti scapezzi per terra) in pochi giorni: se era stato venduto come progetto SEO è una mezza truffa.

2)   L’algoritmo di Google. Ho trovato frasi a effetto del tipo “i progetti top sono per le SEO specialistiche, (dai 6.500 euro a salire) perchéconoscono l’algoritmo di Google”. A parte il fatto che Google non funziona con un algoritmo solo ma con diversi intrecci algoritmici simultanei (gli upgrade non sostituiscono ma integrano), l’unico modo per conoscere quegli algoritmi è “svilupparli” dal momento che vengono aggiornati spessissimo.

3)   Vendere progetti di posizionamento a prezzi super competitivi perché dentro, il posizionamento non c’è. Molto spesso non riesco a chiudere contratti perché i clienti ricevono offerte “migliori”, tipo di 2.000 euro per un anno di lavoro. Leggendo questi progetti mi accorgo che in pratica si andrà a sviluppare solo l’ottimizzazione SEO per il sito, quindi solo le attività in pagina senza che sia previsto un solo link in ingresso. In quel caso il cliente sta pagando “molto” per un’ottimizzazione che da sola non produrrà risultati sulle chiavi competitive. Il posizionamento prevede quasi sempre attività esterne al sito di link building. Nel progetto di posizionamento organico ci devono essere.

4)   Le vecchie intramontabili supercazzole. In un progetto seo dev’esserci il dettaglio delle attività, ma anche una spiegazione tecnica “in italiano” del lavoro che verrà svolto. Quando in un preventivo manca l’intenzione di farsi capire, pur senza generalizzare, può esserci cattiva fede.

Ma allora i SEO sono truffatori?

Come fare a capire prima ancora di avere tra le mani il progetto, chi ci troviamo davanti e se rischiamo di affidarci in mani sbagliate?

1)   Core ‘ngrato style. Il SEO in questione è un freelance che sviluppa anche siti web, immagine coordinata, social media marketing, modellazione 3d e animazione per l’infanzia. Praticamente un super eroe americano, gli mancano solo il mantello rosso e la vista laser.

2)   Gandalf style. Il SEO di cui sopra, senza aver mai lavorato nel tuo segmento di mercato conosce già la percentuale di aumento del fatturato che avrà la tua azienda fra 6 mesi. Genio del male.

3)   Bello come il sole style. Sempre il SEO di prima, ti chiede con un sorriso smagliante di scegliere le parole chiave (solo 10 per carità) sulle quali andrà a lavorare. Buona tecnica di vendita, però esiste uno studio delle parole chiave che va operato da un SEO vero prima di fare ogni altra cosa. Google suggest non risolve il problema, checché se ne dica.

Per i clienti modello!

Vorrei concludere l’articolo con una considerazione sui clienti che tendono a cercarsi i peggiori SEO con il lanternino e ci si impegnano proprio: è chiaro che non conoscendo la materia dovete andare un po’ a naso, però diamine, non è che per forza vi dovete mettere in mano a un venditore di pentole!

Non dovete per forza chiedere 10 preventivi e firmare il contratto con quello che vi chiede di meno solo perché non siete Matt Cutts.

Provate a sforzarvi un po’, indagate, cercate di capire quali attività verranno svolte e in base a queste, come viene giustificato il costo uomo e dettagliato il preventivo sulle voci diverse. Lasciate perdere le profezie, che quelle son bravi tutti a farle, anzi, dubitate di chi promette la luna senza sapere niente della vostra attività. Non parlate di SEO con il commerciale di un’agenzia, ma rivolgetevi se possibile a chi sviluppa il lavoro, cercate il pragmatismo nel vostro interlocutore, non la capacità affabulatoria.

Del resto i soldi sono i vostri, non i miei, immagino vi interessi investirli bene, no? 😉