SEOciality e #Trustitudine

by francesco 950 views0

Si parla del legame sempre più stretto tra la SEO e il mondo dei social network, e dell’impatto che questi ultimi abbiano sulle serp, in termini di ranking…con allegrezza e trustitudine.

seociality
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Un aspetto sul quale da tempo cerco di convincere il mondo della SEO più old school, che ricordiamocelo, fa sempre il suo lavoro, è la riflessione sull’incidenza dei social nel posizionamento organico. Mi riferisco al livello di interazione che riusciamo a generare con i nostri contenuti e su noi stessi come autori nel nostro ambito di interesse.

L’approccio sociologico alla SEO, presuppone un’analisi attenta delle dinamiche collaborative su blog forum e social, quindi rispetto a tutte le piattaforme di confronto orizzontale, con lo scopo di intercettare da un lato le problematiche che permangono come interrogativi inevasi, dall’altro, i nodi, intesi come persone o gruppi (aziende o istituzioni) che catalizzano l’attenzione in quanto deputati a risolvere problemi… e incidentalmente a venderti un corso di formazione.

Nel quadro appena sintetizzato, puoi leggere una serie di percorsi, che Google utilizza al pari dei segnali classici (come ottimizzazione del sito e link in ingresso), per valutare la credibilità di un sito web e di chi c’è dietro. Il mio lavoro in questo senso è indagare, anzi, tradurrel’attribuzione di ranking su base algoritmica, in attribuzione su base sociologica, correlandola quindi alle dinamiche di scambio e interpersonali alle quali Google è sempre più sensibile. Un giorno, chi vorrà fare SEO con questo approccio dovrà studiare Robert Merton. Non c’è alcun dubbio.

Secondo Ale Agostini, una condivisione da parte di un personaggio pubblico di tipo Mainstream come ad esempio Vasco Rossi, con tutto quello che ne consegue in termini di retweet e interazioni successive, influirebbe sul ranking di un sito web come il mio, sebbene sia evidente che il “Blasco” non si occupi di argomenti pertinenti con la SEO.

Non potendo arrivare facilmente a ottenere interazioni a questo livello di importanza, è opportuno (e sano) riferirsi agli influencer nel proprio settore, puntando alla relazione come risorsa, come sa bene chi ha studiato la network analysis. L’altro ieri ho fatto una consulenza al proprietario di un sito in ambito sportivo. Mi chiedeva come fosse possibile che un suo concorrente si posizionasse meglio di lui per una chiave centrale nel suo settore, con una pagina quasi del tutto priva di testo. Osservando la pagina ho notato subito che sì, il testo era poco, ma sotto c’erano circa 300 commenti Facebook. In questo caso, non devi commettere l’errore di fossilizzarti sui parametri di attribuzione classici, perché come cerco di spiegarti in quest’articolo, ci sono altri parametri che incidono sulle serp, fornendo a Google informazioni preziose sulla reale utilità di un contenuto.

Ma c’è dell’altro. Una pagina web può avere 300 commenti e non posizionarsi affatto, mentre quella dell’esempio di prima invece si. Qual è il discrimine?

Semplice: chi sono queste 300 persone che hanno commentato? Qual è il loro grado di popolarità generale e quale quello in particolare rispetto all’ambito d’interesse? 

La cittaccia!

C’è solo un posto al mondo in cui le relazioni contano più di tutto. Questo posto è un paradiso, popolato da demoni: Napoli.

I napoletani sono un popolo strano, perché possono anche essere in bancarotta totale, ma continueranno a sentirsi “a posto”, fin quando sapranno di conoscere Tizio o Caio. Spesso a Napoli le relazioni valgono più dei soldi. Lo vedo nelle facce dei disoccupati che manifestano ogni due giorni fuori al palazzo della Regione (se non piove).

Chiaramente sto generalizzando in modo feroce, però intessere relazioni “alla napoletana”, è una pratica che può avere risvolti estremamente positivi sui motori di ricerca. Si tratta di fare attenzione alle proprie azioni… e fondamentalmente di saper campare… you know?