La SEO che misura e quella che comprende

by francesco 1.5K views0

Quanta attenzione metti ogni giorno nella misurazione analitica delle visite al tuo sito web e del comportamento dei tuoi utenti in pagina? Sei certo che per conoscere basti contare?

Abbiamo due mani, una è fatta per i conti, l’altra per accarezzare o tirare schiaffi. Da sociologo ho sempre vissuto lo scontro epistemologico tra il paradigma funzionalista di matrice positivista e quello della sociologia comprendente, insomma, la vecchia diatriba teorica tra chi pensa che la realtà sia un insieme di fenomeni misurabili e chi invece considera le istituzioni come oggetti di conoscenza “entità”, che vanno studiati da vicino, perfino interagendo con ciò che si vuole conoscere.

Se è vero che la sola presenza dell’osservatore modifica il campo osservato, è pur vero che il web è un posto straordinario, perché consente di vedere da vicino le conversazioni tra utenti avvenute a distanza di anni, senza che gli utenti di cui sopra ne sappiano niente. Se quindi da un lato possiamo scrivere testi guardando agli argomenti quantitativamente ricercati dal nostro pubblico di riferimento, dovremmo conservare almeno la metà della nostra attenzione per una scansione qualitativa di tali argomenti, attraverso la lettura completa dei documenti web meglio posizionati sulle serp che ci interessano.

Analisi statistica o analisi della distribuzione?

Ok, diciamo che hai già utilizzato analytics, semrushmajestic, facendoti una buona idea di quali siti concorrenti fanno traffico e su quali contenuti. A questo punto puoi aprire quei contenuti e lanciare un tool come wordtrtacker scout (estensione per chrome) che suddivide il testo nelle parole che lo compongono fornendoti la frequenza per ciascuna di esse. Utile? Fino a un certo punto, perché questi tool (anche quelli dei software a pagamento) non ti dicono mai niente che tu non sappia già, insomma, i termini più frequenti sono esattamente quelli che ti aspetti di trovare, mentre quelli meno frequenti sono confusi e non ti danno informazioni su cosa utilizzare per rendere i tuoi testi più interessanti.

Comincia con lo scartare i siti trust. Se ti occupi di cucina, lascia perdere siti web come Giallozafferano che fanno “troppo” più traffico rispetto agli altri. In questi casi non puoi capire quanto traffico arriva dalla qualità dei contenuti e quanto dalla popolarità del sito web. Google riconosce le fonti trust e tende a premiarle spesso quasi indipendentemente da come presentano i contenuti. Se quindi te lo stai chiedendo, sì, Google è un po’ pigro, ma per fortuna la prima serp conta 10 risultati e tra quelli c’è (quasi) sempre posto per te.

Il software ideale per me, non dovrebbe fornire i termini in base alla sola frequenza, ma anche rispetto alla distribuzione. Non mi interessa sapere quanto è presente una radice testuale all’interno di uno o più documenti web, ma come occupa lo spazio del documento stesso, quanto è localizzata nei diversi punti del contenuto testuale. È questo il lavoro a partire dal quale si baserà la competizione sulla SEO copywriting, non più su come viene trattata la focus key.

Analisi quantitativa = quante volte è presente?

Analisi qualitativa = come è distribuita?

I numeri sono solo il punto di partenza

Chiunque si armi di un software per fare inferenza può conoscere i contenuti migliori e i dettagli sul traffico per i progetti che sta misurando, ma a partire da questo, occorre concentrarsi ad un livello diverso, togliendosi gli occhiali per vedere da lontano e inforcando quelli per vedere dea vicino. I contenuti che vuoi superare non vanno solo misurati, vanno compresi. Cosa rende speciale quel documento rispetto a quell’altro? Forse che certi topic vengono trattati tenendo conto di aspetti diversi, ma che interessano alle stesse persone che cercano su Google quella keyword di tuo interesse.  Questo passaggio è al centro di tutte le mie ultime riflessioni sulla SEO.

Conclusioni

Più andiamo avanti e più vedo verificarsi quello che un paio di anni fa mi sembrava solo di intravedere.

Praticamente tutte le persone che sto seguendo in queste ultime sessioni di consulenza SEO del 2015 stanno trovando riscontri importanti affiancando questo approccio comprendente alle logiche classiche di keyword research. È un grande momento per chi si avvicina alla semantica applicata ai motori di ricerca. Lo sai, sta diventando intelligente, il ragazzo.