La SEO con il Metodo Stanislavskij

by francesco 1.7K views0

seo stanislavskij
seo stanislavskij

Come assicurarsi che una campagna SEO abbia successo nel lungo periodo? Quali sono gli aspetti da considerare per allontanare lo spettro di un posizionamento altalenante?

Esistono due modi per fare SEO, uno è cercare di capire dove Google è carente, l’altro è cercare di capire dove Google vuole arrivare. Ne parla il (solito) Tagliablog, riprendendo il (solito)articolo di Fishkin. I due maestri mi danno lo spunto per descriverti come secondo me sarebbe opportuno approcciare alla SEO, cioè esattamente a metà strada tra lo studio degli aggiornamenti del motore di ricerca e lo sviluppo qualitativo del progetto web in questione.

Perché scomodare Stanislavsky per la SEO?

«Il metodo si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. Si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo.» (cit. Wikipedia).

Uso spesso questa provocazione quando parlo in pubblico, un po’ perché mi diverte guadare le reazioni delle persone, un po’ perché nasconde una verità profonda: per seguire un progetto SEO (anche solo per fare un’ottimizzazione strutturale) devi conoscere il più possibile dell’argomento di cui parla il sito e del segmento/settore su cui si affaccia. Insomma, oltre a ragionare sulla risposta di Google a determinate sollecitazioni, cosa utilissima a produrre buoni risultati nel breve periodo, un SEO dovrebbe studiare il più possibile per trovare e descrivere correttamente i punti di incontro tra gli obiettivi business del progetto che segue e leintenzioni di ricerca correlate del relativo pubblico di riferimento. 

Le informazioni di prima mano

Devi costruire contenuti solidi e qualitativamente curati, certo, ma tieni conto che Google non posiziona i contenuti fatti bene, bensì quelli utili, laddove utile significa più adatto a rispondere alle domande degli utenti. E come faccio a conoscerle?

La risposta non può trovarsi sempre dentro di te, sebbene io creda fermamente che ognuno di noi si porti dentro conoscenze che nemmeno immagina, a cui però non sa come accedere, bensì nelle informazioni di prima mano. Le informazioni di questo tipo provengono da due fonti:

  • Chi si occupa di una materia. (offerta)
  • Chi ha un problema conoscitivo rispetto alla stessa. (domanda)

Sì, parliamo essenzialmente di persone. Vuol dire che quando fai SEO con questo approccio nel settore odontoiatrico, dovresti investire parecchio tempo nel carpire informazioni sul mondo professionale del dentista da un lato e dei suoi pazienti dall’altro. Noi sociologi siamo abituati a raccogliere dati (e suggestioni) attraverso questo genere di interviste, per questo sono sempre più convinto che chi si occupa di scienze sociali sia straordinariamente qualificato per questo lavoro.

Strutturare le informazioni

Se il primo step è quindi spesso quello di raccogliere i dati tramite interviste o anche solo attraverso la pratica dell’osservazione delle serp di Google, il passaggio successivo è strutturare l’architettura dei contenuti di un sito web in modo da creare uno sviluppo delle tassonomie pertinente con tutte le correlazioni emerse. Oltre questo passaggio si dovrà chiaramente tener conto degli elementi di finalizzazione e della user experience, altri nodi fondamentali!

E rispetto ai contenuti?

Se la SEO fosse un piatto di spaghetti al pomodoro, la SEO copywriting sarebbe il pomodoro. Questo è il mio pensiero rivolto a chi sostiene che la scrittura non c’entra niente con la SEO.

Per dimostrarlo basta guardare uno degli esempi che faccio più spesso durante il mio corso SEO, cioè il contenuto smettere di fumare diSimone Righini (tranquilli, ho messo un link nofollow).

Questo contenuto presenta tutte le caratteristiche dell’approccio sociologico alla SEO, perché non è la guida completa per smettere di fumare, bensì indaga le necessità più profonde e le paure del fumatore. Fai caso a quanto spesso (e come) viene declinato il verborespirare.

Qui l’algoritmo LDA viene costruito magistralmente, ma non è questione di ragionare su elementi quantitativi. Qui l’approccio è compiutamente qualitativo… e i risultati in serp sono evidenti.