La SEO e l’impresa rurale

by francesco 1.2K views0

In questi giorni si tiene a Salerno l’evento Societing summer school 2013, un momento di riflessione strategica sulla social innovation vista attraverso la lente di un societing ricaricato (reloaded) di nuovi significati. Tra i temi di quest’anno, lo sviluppo e l’innovazione nell’impresa rurale. Quali sono le opportunità che l’imprenditoria agricola deve assolutamente cogliere? 

 

La riflessione di Alex Giordano alla base delle attività che sta sviluppando in questo periodo, tra cui il RuralHub, un incubatore di imprese che operano soprattutto nel settore rurale, è basata sul presupposto che i centri metropolitani con le loro dinamiche di produzione di prodotti e servizi, non sono più in grado di garantire il benessere degli individui che vi operano. Serve un nuovo modello organizzativo che fondi su basi nuove il processo di creazione di valore, un modello basato sulla social innovation orientata dal paradigma del societing.

Un passo indietro per farne due avanti

Alex &Co. hanno intercettato una tendenza di cui nell’ultimo anno si discute tantissimo, quella di tornare a sviluppare business “periferici” dando al lavoro un impronta e un respiro glocale, creando valore e diffondendolo in modo centrifugo attraverso le possibilità offerte dalle più recenti tecnologie e dall’ecosistema dei social network, che oggi sfondano le barriere del corpo, dello spazio e perfino quelle culturali.

Basta leggere il libro di Pino Aprile, “Mai più Terroni”, per rimanere sorpresi dalla qualità e dalla quantità delle imprese nate dal nulla nel bacino del mediterraneo che oggi dialogano con importanti enti internazionali e aziende globali. Superfluo parlare della qualità del materiale umano e delle caratteristiche di spicco legate ai territori, come la cucina, i prodotti tipici, la flora, il clima, il mare, il paesaggio e i monumenti, tanto per cominciare.

Si riparte dal mediterraneo

È proprio dalle terre che i giovani abbandonano per inseguire i fuochi fatui e le chimere di un’economia di mercato tardo ottocentesca, che parte la necessità di riorganizzare le idee per la nuova rinascita del nostro Paese, sulla base di 3 fattori ormai assunti:

1)   Il vecchio modello di sviluppo economico è in crisi

2)   Le zone periferiche hanno conservato intatto (perché fin ora abbandonato) il loro valore potenziale

3)   Oggi esistono le tecnologie per sviluppare business globali a partire da queste zone

Il processo si è già innescato. Non è difficile vedere al telegiornale, giovani che raccontano di come dopo aver frequentato l’università sono tornati nelle loro terre d’origine per svilupparebusiness legati all’imprenditoria agricola come ad esempio:

·      Agriturismi

·      Colture di prodotti legati al territorio

·      Agricoltura biologica

·      Vivai

·      Serre

·      Allevamenti locali

·      Vini/viticoltura

Tantissime di queste attività possono (devono) essere sviluppate dal punto di vista della comunicazione in parte più o meno estesa attraverso il web.

Penso ad esempio allo sviluppo della riflessione sulle strategie di comunicazione nel turismo enogastronomico portate avanti dall’ottimo Alessio Carciofi, oppure alle realtà imprenditoriali basate sull’allevamento di animali tipici di una zona, come il maialino nero casertano o delle api nere in Sicilia da cui si ricava un miele eccezionale.

 E la SEO?

Questo è un momento eccezionale per chi intende affacciarsi sul web con un business del tipo “adotta un maiale” o “adotta una pianta”, perché il mercato è prossimo a una crescita spaventosa (se il buon Alex ci ha visto giusto) e al momento il web non esprime ancora realtà forti e strutturate in tal senso. Insomma, chi si lancia in questo momento ha davanti a sè una prateria sconfinata su cui affermarsi, il classico Oceano blu in cui non si è costretti a competere per un tozzo di pane.

Un grande inizio per una grande Summer School. Buona “ripresa” a tutti!