La SEO dei Conversatori Brillanti

by francesco 1.5K views0

Esiste una tecnica per massimizzare l’impatto dei nostri articoli sul ranking anche quando non conosciamo bene le tendenze di ricerca correlate per una chiave di riferimento. Si basa sui rimandi e sulla complessità. Vediamola insieme.

seo conversatori brillanti
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Un abile conversatore ottiene sempre quello che vuole e arriva sempre dove deve arrivare. Quali sono le sue caratteristiche? Cosa differenzia un conversatore brillante da uno mediocre e cosa determina il successo del primo sul secondo?

Durante il mio corso SEO faccio spesso l’esempio di un tizio, che chiameremo Elpidio Trapunzoni, ingegnere da 110 su 110 (e lode), che come si sa in quanto ingegnere non vive, ma “funziona”. Immagina che l’ingegner Trapunzoni sia riuscito dopo vari tentativi a convincere una bella ragazza ad uscire una sera con lui. I due entrano in una vineria molto romantica, luci soffuse, musica bassa, candela d’ordinanza sul tavolo. Trapunzoni ordina il vino dopo aver eseguito un calcolo scrupoloso, per fortuna solo nella sua mente, mettendo in relazione il prezzo con la provenienza geografica, annata e ricarico medio (presunto) delle vinerie.

Il cameriere li raggiunge con la bottiglia ben chiusa com’è d’uopo, la stappa e ne versa il contenuto con eleganza nei tulipani di media ampiezza sul tavolo, mentre lo stereo del locale fa risuonare una melodia d’arpa celtica, dolce, che s’insinua direttamente a metà strada tra cervello e cuore. “Caspita che bel posto”, pensa la ragazza tra sé e sé, aggiungendo a voce alta “cos’hai fatto oggi di bello?”.

Chiamato a una domanda del genere, l’ingegner Trapunzoni cade con tutte le scarpe nella gabbia deterministica della concatenazione sequenziale degli eventi e comincia a raccontare TUTTA la sua giornata passo passo dal momento in cui ha aperto gli occhi alle 6:45, fino all’ingresso in vineria. Qualcosa tipo:

  • Alle 7:10 ho messo la caffettiera sul fuoco
  • Alle 8:00 sono uscito di casa
  • Alle 8:30 ero in autobus
  • Alle 8:50 ero davanti all’edificio dove lavoro
  • Alle 11:00 abbiamo fatto la pausa caffè
  • Alle 11:45 ho avuto una conversazione con un superiore
  • Alle 12:15 l’ho aiutato a risolvere un problema tecnico

La ragazza si era già spazientita verso le 8:15. Arrivata intorno alle 12:00, vistosamente alterata, decide di rompere contro una gamba del tavolo il suo tulipano di media ampiezza (il vino lo aveva bevuto) e di usarlo come arma per far tacere l’ingegner trapunzoni, non trovando il tasto per spegnerlo. Poi via in strada, alla volta della più vicina stazione di polizia, per costituirsi.

La logica sequenziale è stata fatale per il nostro sfortunato ingegnere (e non me ne vogliano gli ingegneri, per cui a onor del vero nutro una stima senza limiti). 

Eppure le cose sarebbero andate molto diversamente se Trapunzoni fosse riuscito a conversare creando rimandi e parentesi, partendo da un oggetto di conoscenza e allargandolo ad un altro, trovando pertinenze, “quasi” saltando di palo in frasca. È questo il principio di base nella conversazione brillante ed è anche una logica molto apprezzata da utenti e motori di ricerca, che trasbordano di nozioni sviluppate in modo sequenziale, ma sono poveri di documenti pluriorientati. A livello tecnico, Google confronta tra loro tutte le parole presenti in un documento web, rapportandole con le ontologie di cui dispone. Quante più ontologie pertinenti tra loro si intrecciano e si sviluppano nel nostro contenuto, tanto più questo sarà ritenuto degno di interesse.

È chiaro che aprire parentesi con livelli di pertinenza troppo bassi o addirittura pretestuosi è da schizofrenici. L’effetto in vineria sarebbe lo stesso di quello generato da Trapunzoni. Bisogna quindi trovare un buon equilibrio tra i topic che sviluppiamo negli articoli, abbandonando la piena rilevanza rispetto al modello di business, mai la pertinenza in senso stretto.

Piaciuta la storia? 🙂